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Scritto Venerdì 08 novembre 2019 alle 12:49

Arlate: biodiversità e sviluppo sostenibile. La salute dell'ecosistema è anche la nostra

Per la serata di mercoledì 6 novembre, Artelab ha organizzato un incontro presso il centro culturale di Arlate per trattare il tema "biodiversità e sviluppo sostenibile" che si inserisce in un ciclo di tre conferenze sul clima. Carlo Modonesi, biologo e docente ricercatore, ha accolto l'invito e ha voluto condividere le sue conoscenze attorno all'argomento.

Carlo Modonesi

La relazione dell'ospite, ricca di contenuti e di stimoli interessanti, si è aperta con un preambolo atto a mettere in luce le relazioni pericolose che sovente intercorrono tra l'impresa scientifica, i suoi finanziatori (allorché promotori di interessi particolari meramente economici) e le pubblicazioni sui mass media. I mezzi di informazione sono stati attaccati in primo luogo perché capita che siano promotori di una vera e propria campagna di disinformazione (su una diapositiva campeggiava il titolo d'apertura del quotidiano nazionale "Libero": Riscaldamento del pianeta? Ma se fa freddo) o anche di approssimazioni imperdonabili per una corretta divulgazione delle pubblicazioni scientifiche. "Non pensiate che i quotidiani progressisti siano esenti da queste critiche, abbondano titoli in cui sembra che esista un gene per qualsiasi cosa: scoperti i geni del sonno, del jet lag, dell'innamoramento, del genitore chioccia, ecc. Può sembrare folklore, ma dalle idee sbagliate si può arrivare alle idee pericolose: pensate a cosa possano portare affermazioni come quelle di James Watson sugli africani meno intelligenti degli occidentali". Il problema è anche della ricerca, ha sostenuto Modonesi, che per ottenere i finanziamenti è costretta a stare sotto i riflettori accettando certi compromessi. Successivamente, per addentrarsi nel discorso attorno al tema vero e proprio sulla biodiversità, è stato stabilito un parallelismo importante tra il pensiero comune, evolutivo ed economico, e la biologia. Quando si pensa alla crescita e al progresso si immagina una retta ascendente, ma adottare un modello simile in un contesto, quello naturale, che è caratterizzato da cicli circolari può avere effetti deleteri.

"Noi usiamo il nostro ambiente al fine di prelevare risorse prime e al contempo lo usiamo come discarica, ma in natura il rifiuto non esiste. Mi chiedo quanto possa essere sostenibile alla lunga" ha sintetizzato lo studioso. È stato poi toccato il nerbo dell'esposizione, quello del rapporto tra fattori ambientali e salute. Modonesi ha sostenuto e ribadito reiteratamente quanto sia importante convogliare dei fondi sulla prevenzione primaria piuttosto che dirottarli tutti sulle cure, cosa che gioverebbe tra l'altro anche al sistema sanitario tutto. Il problema principale nello stabilire un rapporto tra insalubrità e aumento di malattie è stato individuato principalmente nelle difficoltà incontrate da questa tipologia di studi (bisogna considerare grossi campioni, le malattie in questione hanno tempi di latenza importanti, nell'insorgere di determinate patologie esistono dinamiche stocastiche ove l'aleatorietà è preponderante rispetto a banali rapporti di causa-effetto, ecc.). In realtà esistono comprovate interconnessioni: "The Lancet, principale rivista sulla ricerca biomedica, ha riportato il dato di nove milioni di morti annue dovute all'inquinamento: una persona su sei. Su Science leggiamo che il 70-90% delle malattie cronico degenerative sono associate a fattori ambientali. Questi sono i pericoli ai quali ci sottoponiamo all'indebolimento della biodiversità. La salute dell'ecosistema è la precondizione della salute umana." Ha spiegato l'ospite.

Il discorso ulteriormente ampliato e approfondito ha preso le mosse da quanto esposto sistematicamente nel volume Ecologia dell'antropocene, del quale Carlo Modonesi è coautore. L'uomo, in quanto animale in grado di condizionare e cambiare radicalmente (come ha già fatto con l'urbanizzazione), l'habitat in cui vive è chiamato a preservare l'ambiente, fosse anche solo per un fatto meramente utilitaristico quale la propria sopravvivenza in un contesto salutare. Vivacizzato dall'intervento prolifico dei presenti, la conversazione ha lambito altri temi importanti quali la sostenibilità delle attività umane, l'uso smodato di agenti inquinanti nelle colture, gli indici di biodiversità nelle varie aree geografiche ecc. Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 13 novembre dove si parlerà di intelligenza artificiale con Antonio Colombo.
D.M.
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