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Scritto Giovedì 07 novembre 2019 alle 10:43

Si comprano meno giornali ma ci si informa di più

Egregio direttore,
nei giorni scorsi ho avuto modo leggere sul suo portale la notizia relativa alla difficile situazione che sta vivendo il quotidiano locale La Provincia, con le sue edizioni di Como, Lecco e Sondrio. Una situazione, come traspariva chiaramente dall'articolo, comune a tutti i quotidiani d'Italia.
Sono un fedele lettore del Corriere della Sera e fino a ieri non avevo mai immaginato che molti lettori come me, negli ultimi anni avessero  rinunciato all'acquisto del quotidiano. Per me è un fatto automatico e quelle rare occasioni in cui il giornale non esce, ho la sensazione che mi manchi qualcosa... Oltre al Corriere ovviamente leggo notizie che appaiono sul web, con frequenti passaggi anche sul suo sito. Incuriosito dai dati riportati nell'articolo ho così cercato di capire cosa fosse successo per determinare una situazione tanto grave. Devo dire che ho trovato in rete una quantità di articoli sulla crisi dell'editoria in generale veramente impressionanti. Temi che sul "mio" quotidiano non sono mai comparsi, quasi che ignorando un problema si finisca con l'esorcizzarlo. Ma questo spiega anche la mia sorpresa leggendo l'articolo sul suo portale. Ho la netta sensazione che stiamo vivendo un radicale mutamento delle abitudini dei lettori. Tra le varie spiegazioni sono stato particolarmente affascinato da uno studio condotto dalla società Zenith, che "interrogando" i dati e osservando tutto ciò che è possibile, dalla infrastrutture tecnologiche alla distribuzione dei contenuti, ha stabilito che attualmente trascorriamo sul web quasi tre ore al giorno, precisamente 170 minuti, per informarci. Un dato decisamente sorprendente, che secondo la stessa società è destinato a crescere ancora e nel 2021 supererà i 190 minuti.
Al contrario, sempre secondo lo studio, il tempo trascorso con la carta stampata e le riviste si è drammaticamente ridotto. Negli ultimi dieci anni il tempo impiegato per leggere quotidiani stampati si è letteralmente dimezzato. Un dato tutto sommato che conferma e coincide con la percentuale di riduzione delle copie vendute. Solo 10 anni fa il tempo dedicato ogni giorno alla lettura della carta stampata era di 20 minuti, che rappresentava il doppio del tempo dedicato alla lettura dei magazine. Inoltre, secondo le stime il tempo riservato alla lettura dei giornali tradizionali nel 2021 si ridurrà a 9 minuti,  a 4 quello dedicato ai magazine.
Credo che questi dati forniscano una chiave di lettura estremamente chiara della crisi che ha investito l'editoria tradizionale e confermano quanto affermato da un'indagine della Reuters che certifica la crescita esponenziale dello smartphone come strumento per informarsi. Del resto basta guardarsi attorno per rendersi conto come ormai tutti viviamo sempre connessi e con gli occhi dentro lo schermo del cellulare.
Gli esperti segnalano però che un aspetto con cui l'informazione prima o poi dovrà fare i conti, riguarda la fiducia che i lettori ripongono nell'informazione via web. Se, come afferma lo studio Zenith, in futuro aumenterà il tempo dedicato all'informazione online, diventerà indispensabile fidelizzare gli utenti.
Infine, sempre grazie alla mia personale e modesta ricerca, ho scoperto che c'è un numero sempre crescente di persone disposte a pagare per ricevere notizie online. Ovviamente per quanto mi riguarda, spero di poter continuare ancora a lungo a leggere gratuitamente il suo portale.
Quindi, alla fine ho dovuto prendere atto che oggi la gente si informa molto di più rispetto al passato, comprando però meno giornali. E' cambiato il paradigma (giornale = a informazione) e questo ha finito con il mandare in crisi l'intera filiera della carta stampata.
Se tutto ciò sia un bene o un male, lo lascio decidere ai lettori...

Cordiali saluti
Un lettore
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