Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 317.605.231
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 01/11/2019

Merate: 29 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 29 µg/mc
Lecco: v. Sora: 25 µg/mc
Valmadrera: 22 µg/mc
Scritto Giovedì 07 novembre 2019 alle 09:44

Merate: servizio inclusione con Retesalute. Apre la nuova sede, è in Villa Confalonieri

Un terzo dei circa 1.500 beneficiari del reddito di cittadinanza contati in Provincia di Lecco al mese di settembre vive tra meratese e casatese. E' principalmente a loro, e naturalmente a coloro che in futuro avranno i requisiti per ottenere il sussidio, che si rivolgerà il nuovo servizio di inclusione sociale ideato da Retesalute e dall'ambito distrettuale di Merate.

Le operatrici Valeria Lombardo e Barbara Capello con l'assessore al sociale di Merate Franca Maggioni

Una nuova offerta nel panorama assistenziale alla povertà che avrà sede nella palazzina all'interno del parco di Villa Confalonieri, dove sono già ospitati diversi uffici di Retesalute, e fornirà grazie al lavoro coordinato di operatori e assistenti sociali supporto alle varie esigenze di chi in qualche modo non possiede una certa stabilità economica e sociale. La presentazione ufficiale del progetto si è svolta nel tardo pomeriggio di giovedì 6 novembre con una conferenza ospitata all'interno dell'ex Municipio di Merate nella quale sono intervenuti i principali promotori. Tra questo Filippo Galbiati, sindaco di Casatenovo e presidente dell'ambito distrettuale di Merate, che ha innanzitutto parlato dei meriti che hanno avuto le due misure di contrasto alla povertà più recenti, e cioè il reddito di inclusione e il suo ''successore'', il reddito di cittadinanza.

L'assessore ed ex sindaco di Viganò Renato Ghezzi, il sindaco di Casatenovo
Filippo Galbiati e Valerio Colleoni, vicepresidente del CdA di Retesalute

''Negli ultimi anni, dapprima con il REI, il fattore positivo è stato quello di poter affrontare in modo organico il tema del contrasto alla povertà'' ha spiegato. ''Non mi addentro in valutazioni di ordine politico sul reddito di cittadinanza, che impegna risorse davvero importanti, dico solo che entrambe le misure sono state motivo di una discussione organica che ci ha mostrato come anche nella nostra Brianza meratese, che forse dal punto di vista economico non è poi così svantaggiata, i processi di inclusione erano assolutamente utili''. REI e RdC sono stati dunque un impulso per l'ambito meratese di immaginare un'iniziativa come quella costruita assieme a Retesalute.

''Questo servizio di inclusione è una sfida molto importante in cui l'azienda speciale avrà un ruolo centrale: non solo sarà il braccio operativo dell'ambito e perciò dei Comuni, ma garantirà competenze e qualità del personale con cui potremo ottenere dei veri obbiettivi di contrasto alla povertà'' sono state le parole con cui Galbiati ha concluso il suo intervento. Valerio Colleoni, vicepresidente del CdA di Retesalute, ha preso parte all'incontro sostituendo la neo presidente Alessandra Colombo che non ha potuto essere presente, anch'egli sottolineando come anche in un territorio dove il benessere economico non manca il fattore povertà non è da sottovalutare. ''E' un problema aperto, di assoluta attualità anche per le nostre zone'' ha commentato. ''Lo vediamo in buona parte nelle famiglie straniere che da anni vivono con noi, ma è una situazione diffusa anche ad altri contesti. La parola che ho colto in questo progetto è la parola sinergia. Ognuno dovrà mettere il suo pezzetto''.

A nome dell'ambito distrettuale ha poi parlato anche Renato Ghezzi, ex sindaco ed oggi assessore di Viganò con un passato da sindacalista, il quale ha paragonato il contrasto alla povertà al sentiero impervio di una montagna e gli amministratori locali gli sherpa che supportano chi è in difficoltà. ''Inauguriamo oggi uno spazio fisico dove metteremo a sistema tutte le questioni che riguardano il reddito di cittadinanza, in buona sostanza'' ha spiegato. ''Una misura che ha ricevuto parecchi finanziamenti, anche se non sono mai troppi i soldi per gli interventi sociali. In questo spazio ci saranno persone come noi e gli operatori di Retesalute che percorreranno come un sentiero in montagna pieno di buche, sapendo però dove sta la meta. Noi amministratori abbiamo il compito, come degli sherpa, di intervenire affinchè quella meta venga raggiunta''.

Flavio Donina, responsabile dell'area ufficio di piano di Retesalute, con le operatrici Marina Conti e Viviana Panzeri

Il presidente Galbiati ha quindi anticipato l'intervento che ha chiuso la conferenza, quello del responsabile dell'area ufficio di piano di Retesalute Flavio Donina, per citare le associazioni che daranno il loro apporto al nuovo servizio di inclusione sociale inaugurato mercoledì 6 novembre: Ale G, Coop Arcobaleno, La Seconda Tunica, Anolf e Auser Lecco, Namaste, Centro Aiuto alla Vita, l'Altra Metà del Cielo, Caritas di Barzanò e Casatenovo, Fondazione Clerici, il CPA De Andrè e la Cisl di Monza e Lecco. Donina, oltre a presentare le operatrici presenti che poi incontreranno e gestiranno le richieste di chi necessita sostegno, ha fornito qualche dato. Finora, ha spiegato, Retesalute ha seguito 141 nuclei famigliari beneficiari del Rei, mentre al momento non ha ancora gestito pratiche per l'ottenimento del reddito di cittadinanza.

Le operatrici del servizio di inclusione sociale con Flavio Donina

A settembre, come anticipato, nel meratese si contavano circa 500 beneficiari del RdC (che comprende per un 17% anche le pensioni di cittadinanza). In questo numero vi sono compresi i destinatari del patto per l'inclusione sociale, patto per il lavoro, eventuali esonerati dalla sottoscrizione dei patti come i caregiver di minore di 3 anni o disabile grave, disabili, iscritti a un corso di formazione o occupati. L'importo medio mensile è di 398,36 euro, il più basso in Regione Lombardia dove il valore medio è di 416,42 euro.
''Una delle sfide che ci troviamo a dover affrontare è quella di saper gestire le tante risorse economiche che abbiamo a disposizione'' ha chiarito Donina. ''Dai progetti PON nazionali con fondi europei abbiamo ricevuto per il triennio 211 mila euro, ai quali vanno ad aggiungersi altri 47mila euro per un altro bando. A questi dobbiamo aggiungere circa 570mila euro del fondo povertà. L'obbiettivo di questo servizio sarà anche quello di trovare gli strumenti giusti per impegnare nel migliore dei modi queste risorse''. L'incontro si è concluso con una visita negli spazi che ospiteranno il servizio.
A.S.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco