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Scritto Martedì 05 novembre 2019 alle 08:34

Parco  Curone: Marco Molgora  nuovo presidente dell’Ente. Astenuti Merate, Olgiate e Provincia. Un lungo applauso ha salutato Mascheroni che ha presieduto la riserva per 28 anni

Celebrato il nuovo corso del Parco del Curone nella sua sede di Cascina Butto a Montevecchia tra il commiato del presidente uscente Eugenio Mascheroni, salutato con una standing ovation, e le nuove nomine. Il candidato unico alla presidenza, l'osnaghese Marco Molgora, ha necessitato del secondo turno di votazioni per essere eletto, non trovando l'espressione favorevole dei due terzi delle quote. Nessun voto contrario, ma sono pesate le astensioni dei Comuni di Merate e di Olgiate Molgora e quella della Provincia di Lecco che hanno rovinato l'en plein. La presentazione del nominativo è stata affidata a Franco Carminati, sindaco di Montevecchia, il Comune più immerso nel Parco. "Marco Molgora rappresenta il territorio, è preparato, con grande esperienza nell'amministrazione pubblica e di assoluto valore" ha dichiarato il primo cittadino montevecchino.

A ruota i giudizi degli altri amministratori. Da Sirtori, il sindaco Davide Maggioni ha sostenuto: "Non è facile trovare un presidente di un Ente complesso come questo, che mette insieme Comuni differenti sotto il profilo della conformazione del territorio. Inoltre, è un impegno gratuito. Ricercavamo qualcuno che avesse competenze ambientali, con esperienza nell'amministrazione comunale e, aspetto non secondario, che avesse una capacità di coordinamento. Infine serviva qualcuno di autorevole nel dialogare con la Regione. Senza nulla togliere alle altre candidature, quella di Marco Molgora assumeva in sé tutti questi aspetti". A interrompere la striscia positiva di commenti è stato il sindaco di Merate Massimo Panzeri, pur precisando di non avere nulla di personale contro Molgora. "Per sgomberare il campo da ogni cattiva interpretazione, Merate rinnova con forza la partecipazione nel Parco del Curone - ha premesso Panzeri - Non mi è tuttavia piaciuta molto la modalità con cui si è raggiunto il risultato. Si poteva arrivare meglio a questo appuntamento di cui se ne parla da almeno un anno, ma solo dieci giorni fa è emersa la candidatura. Un minimo di responsabilità ce l'ha pure lei [rivolgendosi a Mascheroni, ndr], me lo lasci dire, per la sua figura un po' ingombrante. Poteva invece favorire questo passaggio". In chiusura di discorso, ha annunciato l'astensione. "Il nostro non sarà un veto a priori, ma nemmeno una cambiale in bianco. Ci asterremo nella speranza che venga dimostrato che sia stata la scelta giusta".

Matteo Fratangeli, Claudio Usuelli e Massimo Panzeri

Critico sulla modalità con cui si è giunti alla nomina del candidato anche l'assessore di Olgiate Molgora Matteo Fratangeli, che pure ha riscontrato "qualità umane e competenze tecniche" in Molgora. Un malumore che, come detto, si è esplicato in un'altra astensione. Il risvolto è positivo per Cernusco Lombardone, che aveva speso la candidatura del suo alfiere Giovanni Zardoni. La soddisfazione è dunque a metà, ma la sindaca Giovanna De Capitani si è professata tranquilla nella scelta di premiare Marco Molgora. "Anch'io non condivido certe modalità un po' forzate nell'individuazione del candidato, ma riconosciamo le competenze di Marco, per cui voteremo a favore. Mi sento di ringraziare comunque gli altri candidati per essersi messi a disposizione. Le GEV hanno rischiato, ma vi abbiamo lasciato il vostro coordinatore" ha scherzato infine rivolgendosi alle numerose Guardie Ecologiche Volontarie presenti tra il pubblico.

Marco Molgora

Inopportuno il discorso del marziano presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli, approdato per la prima volta a Cascina Butto. E la leggenda delle piramidi di Montevecchia non c'entra nulla. Neofita delle questioni relative al Parco del Curone, dopo la destituzione di Bruno Crippa della delega provinciale ai Parchi che ha avocato a sé, Usuelli si è mostrato ignaro della storia politica e amministrativa di Marco Molgora (tra cui quella in Provincia e nelle società pubbliche territoriali). "Come regola di lavoro che ci siamo dati in Provincia in materia di nomine negli Enti controllati, ci asteniamo ogni qualvolta non si raggiunga l'unanimità. Nulla contro il candidato, potreste indicarmi chiunque tra il pubblico, non saprei chi sia. Per me potrebbe essere chiunque". Proprio vero che, se non si dispongono degli argomenti, è meglio pronunciare una parola in meno che una di troppo.

Più acceso e di sostanza l'intervento di Fabio Bertarini, sindaco di Viganò, il quale ha voluto riprendere alcuni passaggi dell'intervento di Massimo Panzeri: "Non passi la storiella che la Comunità del Parco, in difficoltà sulla scelta del candidato, abbia optato per il pazzo di turno spuntato all'ultimo per risolvere il problema. Abbiamo invece avuto la fortuna di poter valutare più candidati". Il co-diretto interessato Paolo Brivio, sindaco di Osnago, per aver avanzato la proposta di Molgora ha sostenuto la linea di Bertarini: "La disponibilità è stata data a settembre. Rispetto alle scelte assunte in altri ambiti, qui ci siamo presi anche più tempo. Non credo ci siano state delle forzature nel metodo. Le altre candidature non avevano trovato una maggiore condivisione. Posso mettere la mano sul fuoco sull'intenzione e sulla capacità di Marco nel riuscire a coinvolgere e ascoltare tutti gli Enti".

Il presidente uscente Mascheroni ha motivato la propria non interferenza nella fase in cui si raccoglievano le candidature: "Non volevo intromettermi, mi sembrava disdicevole fare altrimenti. Le astensioni le reputo comunque una prova già di fiducia". Dopo l'elezione, è stato lo stesso Mascheroni ad insistere per avere un commento a caldo di Marco Molgora: "Ringrazio i sindaci per aver espresso un voto favorevole ma anche chi si è astenuto come segno di apertura al confronto. Interpreterò il mio ruolo nel verso della leale collaborazione tra Enti". Ha poi ringraziato Eugenio Mascheroni, confidando nella sua disponibilità a condividere l'esperienza maturata al Parco. Poi un riconoscimento a Giovanni Zardoni come coordinatore delle GEV, ruolo che non sarà messo in discussione. "Adesso rimbocchiamoci le maniche" ha concluso il neo presidente.

M.P.
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