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Scritto Domenica 03 novembre 2019 alle 16:09

Arlate: la festa dell'Unità con un pensiero alla pace e alla vita


Con l'auspicio di "costruire una Terra abitabile", centouno anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale -era il 3 novembre 1918- don Dionigi ha voluto celebrare la Santa Messa ad Arlate ponendo al centro "la pace e la vita".

Don Dionigi


In una chiesa dei Santi Gottardo e Colombano gremita di fedeli -fra cui anche il sindaco di Calco Stefano Motta- hanno assistito alla liturgia gli alpini del gruppo di Olgiate e Calco, per poi rendere omaggio con la lettura della "Preghiera del Caduto" alle penne nere partite per la guerra e mai più tornate a casa.

VIDEO


https://youtu.be/CvVVhWO2-r0

Al termine dell'eucarestia la cittadinanza si è portata al monumento ai caduti: lì, le note dell'Inno di Mameli e il tricolore per la cerimonia dell'alzabandiera hanno per un istante sovrastato il grigiore della giornata autunnale e il rumore della pioggia incessante, poi il silenzio e l'elenco dei soldati di Arlate morti in battaglia. "Quanti morti, che liste lunghe abbiamo sentito leggere... di famiglie note e conosciute" ha commentato il sindaco Motta, dopo che gli alpini hanno deposto ai piedi del monumento una corona commemorativa a nome della collettività.

Infatti nel corso della mattinata il primo cittadino ha presenziato anche alle cerimonie solenni di Calco, Olgiate e San Zeno, raccogliendo così la testimonianza delle molte e giovani vite strappate dai loro paesi natii nel secolo scorso dai conflitti mondiali. "Quest'anno celebriamo cent'anni dall'istituzione della festa della giornata dell'Unità nazionale e delle forze armate ed è forse il caso di chiederci quale significato abbia avuto nel tempo e quale abbia oggi".

Un significato plasmato dalle diverse epoche che lo hanno attraversato: prima vista principalmente come ricorrenza della vittoria della prima guerra mondiale, poi la Giornata ha assunto i connotati attuali, sempre più fondati sul trionfo dell'Unità Nazionale: "Poi c'è un significato che è forse quello più vero e più profondo -ce l'ha ricordato Don Dionigi- che è quello della festa della pace e della vita. Certo, perché è la festa della pace ritrovata dopo la guerra ed è anche la festa della vita, per rendere omaggio al sacrificio di tante persone che hanno donato la loro vita per raggiungere la pace".

"Cerchiamo di rendere questi valori manifesti alle prossime generazioni, continuando a rinnovare questo momento celebrativo e a portarlo in tutte le nostre comunità" ha terminato il sindaco prima di un ultimo momento di preghiera e della benedizione imposta da Don Dionigi sui presenti.
F.F.
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