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Scritto Domenica 03 novembre 2019 alle 15:26

Cernusco celebra l'Unità Nazionale ricordando che 4 Novembre 'non è una cerimonia inutile e superata'

La pioggia non ha di certo fermato le celebrazioni per la giornata del 4 novembre, anticipata ad oggi, promosse dal Comune di Cernusco Lombardone, leggermente “riorganizzate” rispetto al programma pubblicato dall’Amministrazione.
Il fulcro delle celebrazioni, promosse in occasione della giornata dell’unità nazionale e delle forze armate nonché il 101esimo anniversario della vittoria nel primo conflitto mondiale, sono stati i ragazzi della scuola primaria Gianni Rodari, presenti fin dalla Santa Messa e poi durante i discorsi delle Autorità.

Dopo la Messa celebrata da don Alfredo, le Autorità, seguendo in corteo la corona d’alloro, si sono radunate presso il monumento ai caduti in piazza della Vittoria accompagnati dalle musiche del Corpo Musicale Alessandro Pirovano.

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Radunatesi intorno al monumento, dopo l’alzabandiera con l’Inno di Mameli, il Sindaco Giovanna De Capitani, il capogruppo degli Alpini Felice Longoni, il Comandante della Guardia di Finanza luogotenente Francesco Mancuso, il Comandante della Polizia Locale Giovanni Perri e un rappresentante dell’Arma dei Carabinieri hanno deposto la corona d’alloro al monumento e hanno osservato il Silenzio.
Per i discorsi delle Autorità presenti si è deciso di spostare la cerimonia nella vicina sala civica, per via della pioggia intensa che si è abbattuta in quegli istanti.

“Siamo qua per voi” ha detto il Sindaco Giovanna De Capitani, rivolgendosi ai ragazzi della scuola elementare, “non dobbiamo pensare che questa sia una cerimonia inutile e superata: sarebbe un affronto a tutti i militari e ai morti anche civili che ci sono stati durante la prima guerra mondial. È importante per noi testimoniare quello che noi abbiamo sentito dire dai nostri avi e che loro probabilmente non conoscono, è giusto che siamo noi a tramandare la storia”.
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“Credo necessario ricordare e approfondire i fatti di quel tempo per onorare e rispettare chi ha dato la vita per la Patria, riflettendo insieme sul senso della guerra a favore di un grande impegno per la pace che nasce anche dai piccoli gesti quotidiani” ha continuato il primo cittadino, “noi siamo qui per ricordare e testimoniare che tutte le guerre sono inutili per le popolazioni che le subiscono. Dimenticare o pensare che questa ricorrenza non abbia senso è sbagliato”.

Il Sindaco poi ha anche richiamato l’articolo 11 della nostra Costituzione, che recita “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, prendendolo come un punto di partenza per riflettere e per pensare al futuro. Anche il capogruppo degli Alpini Felice Longoni ha ripreso, nel suo breve discorso, lo stesso articolo della Costituzione Italiana, per spiegare che gli Alpini (e non solo) in armi vengono mandati in diversi Paesi per le missioni di pace.

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“Cari ragazzi” ha detto Longoni rivolgendosi agli alunni, “noi Alpini in congedo abbiamo una missione particolare: quella di rendere concreti i valori che ci hanno lasciato i nostri “veci”, cioè l’amicizia, la fedeltà della Patria, il senso del dovere e la solidarietà e disponibilità verso gli altri: è anche per questo che ci impegniamo per venire nelle vostre scuole. Per fortuna oggi in Italia non abbiamo più una situazione di guerra come l’hanno avuta i nostri nonni, tuttavia ritengo che se i nostri veci sono stati capaci di ripartire dopo due guerre mondiali che avevano devastato il nostro Paese, noi possiamo riuscire anche adesso a dare il nostro contributo per questa causa. Ma anche se oggi la guerra è diversa rispetto a quella del passato, perchè i nemici oggi si chiamano egoismo indifferente, bullismo, mancanza di rispetto, possiamo con i nostri valori vincere queste battaglie”.

Longoni ha mostrato una copia del Libro Verde degli Alpini, donandone una copia alla biblioteca e una alla scuola, che raccoglie “i numeri della solidarietà”, ovvero le ore di lavoro e le donazioni che gli Alpini fanno a vario titolo. “Concludo” ha detto in chiusura Longoni, “con una frase che rappresenta bene questa giornata e che rappresenta anche il nostro spirito alpino, presa dal presidente John Kennedy: “non chiederti cosa il tuo Paese può fare ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese.” Questo è un po’ anche il nostro indirizzo da Alpini in congedo”.
I presenti poi si sono spostati nella sede alpina per un rinfresco.
B.F.
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