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Scritto Martedì 29 ottobre 2019 alle 17:18

Cernusco: il caso del formaggino scaduto sbarca in Consulta Istruzione coi genitori

Ha animato la riunione della Consulta Istruzione - la più partecipata dal pubblico dal suo insediamento nel 2016 - il caso del formaggino scaduto portato a casa dalla mensa da un'alunna di seconda elementare a Cernusco Lombardone. La vicenda risale ormai a oltre un mese fa, quando il 25 settembre è stato consegnato l'alimento con scadenza 16 settembre. I genitori della bambina hanno notiziato telefonicamente il fatto all'amministrazione comunale che ha suggerito di effettuare una segnalazione per iscritto in modo da avviare una procedura di controllo con la ditta che ha in appalto la gestione del servizio di refezione scolastica.

La responsabile tecnica del Comune ha quindi aperto una contestazione di addebito per capire come fosse stato possibile il verificarsi del fatto. "La ditta ha mandato una risposta che non è stata esaustiva dal momento che neppure loro hanno saputo dare una motivazione dell'accaduto - ha dichiarato la sindaca Giovanna De Capitani - Può sembrare una mancata risposta, ma in realtà è un atto di trasparenza nell'ammettere che non si sia riuscito a capire come mai ci sia stata una falla". Ha poi aggiunto il primo cittadino: "L'azienda ha anche informato di aver assunto la decisione di svolgere dei controlli a tappeto sugli alimenti e non più a campione. La responsabile del Comune, consultata l'amministrazione ha deciso di non applicare alcuna sanzione, che poteva essere solo di tipo pecuniario".

La sindaca Giovanna De Capitani

Alcuni genitori, venuti a conoscenza dell'episodio che la stessa sindaca ha definito "grave", hanno cercato di vederci chiaro e ricevere notizie certe dal Comune. Per questo, nella giornata di sabato scorso un'ottantina di loro ha consegnato una lettera alla sindaca, la cui risposta è arrivata nell'arco di 48 ore. "Avremmo voluto conoscere fin da subito maggiori informazioni, probabilmente il formaggino scaduto è stato mangiato anche da altri bambini. Credo che sarebbe stato meglio avere conoscenza di cosa fosse successo anche nel caso in cui un nostro figlio fosse dovuto andare in Pronto Soccorso per spiegare eventualmente la causa di un malessere" ha detto un genitore, tra i firmatari, che ha tenuto a precisare: "Detto questo, riteniamo la risposta soddisfacente e, anzi, ringraziamo il sindaco per essere riuscita a risponderci in così breve tempo". Per Giovanna De Capitani il contenzioso non è un atto pubblico, quindi fino alla chiusura della procedura si è voluto mantenere il riserbo. Altro punto toccato riguarda la Commissione Mensa, ancora vacante dall'inizio dell'anno scolastico. "Voglio che la Commissione diventi più funzionale e faccia quello che io farei se fossi accanto a mio figlio in mensa" ha auspicato lo stesso genitore. Da più parti la richiesta di rendere facilmente accessibili i verbali dell'organo di controllo. "Vedremo di rendere le informazioni più trasparenti" ha replicato il vice sindaco Alvaro Pelà.

La presidente della Consulta Istruzione Angela Zambelli

Scatenato contro l'impostazione adottata dal Comune il capogruppo di IFNC Gennaro Toto, seduto tra il pubblico. Ha puntato sulle responsibilità che sarebbero state disattese: "Voi siete il committente e in questo caso stiamo parlando di cibo avariato. Mi risulta che nei giorni successivi ci sono stati dei bambini che sono stati male. Poi non è detto che sia stato per i formaggini, ma qualcuno potrebbe averlo pensato senza la corretta informazione". Del tutto insoddisfatto poi della mancata sanzione irrogata: "L'azienda è certificata e un episodio non può finire con un 'volemose bene'. E la carne o il pesce? Andrebbero modificati piuttosto il manuale della qualità e le procedure operative. Non può bastare intensificare i controlli solo sui formaggi, come ha dichiarato la ditta nella sua risposta". L'intervento di Toto è stato a più riprese interrotto dagli appunti di sindaca e vice, da un paio di membri della Consulta, che hanno respinto l'ipotesi di intossicazione alimentare nel cui caso sarebbe stato attivato uno specifico protocollo dell'ATS. Ma anche un genitore si è contrapposto: "Lei sta tirando fuori cose fantasiose, noi non vogliamo fare polemiche". Critiche rigettate dal consigliere di minoranza, che ha proseguito con il J'accuse: "L'articolo 20 del capitolato dell'appalto esplicita che non è solo la Commissione Mensa l'unico organo che può controllare". Anche i funzionari comunali o dei tecnici nominati dall'Ente locale o dei professionisti demandati dall'ATS potrebbero condurre delle verifiche. Quindi l'affondo: "Si potevano lo stesso svolgere dei controlli appena venuti a conoscenza del caso del formaggino". Infine la provocazione: "Sarebbe stato apprezzato che la ditta non avesse fatto pagare quel pasto alle famiglie". Il vice sindaco ha però replicato che le rimanenze vengono subito portate indietro e quindi non si sarebbe potuto appurare comunque nulla da un'eventuale ispezione.
M.P.
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