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Scritto Giovedì 24 ottobre 2019 alle 16:45

Fomas: operai a rischio posto in sciopero mentre la S.p.A. cresce del 50% in un anno



Cielo plumbeo e pioggia battente al primo atto di protesta dopo sette anni alla Fomas. Teatro dello sciopero di stamattina è stata la sede principale di Osnago, dove sul piazzale oltre una ventina di operai hanno solidarizzato con i colleghi di Cernusco Lombardone. È qui infatti che è in via di chiusura il secondo e più piccolo sito produttivo dell'azienda. Intanto dentro, nel quartier generale, proprio questa mattina si è riunita un'assemblea tra azienda e RSU per discutere di una probabile cassa integrazione per alcuni dipendenti di Osnago.



Nella Brianza meratese la Fomas ha le sue radici dal 1956, quando è stata fondata dal professor Gastone Guzzoni. L'attaccamento alla società da parte dei lavoratori è forte ed è anche per questo che al picchetto si è respirata soprattutto delusione per essere vittime di una sorta di "tradimento", quella procedura di licenziamento collettivo ormai imminente per i dieci operai del distaccamento cernuschese.



"Perché?" si sono chiesti, senza riuscire a darsi una risposta. La loro richiesta è chiara e semplice: essere ricollocati a Osnago, dove da diversi anni ci sono una ventina di lavoratori impiegati tramite aziende esterne, facilmente trasferibili altrove senza che ciò comporti per loro la perdita di un mestiere. Gli operai di Cernusco si sono resi disponibili ad occupare posizioni meno qualificate ma, dagli incontri intercorsi con le parti sociali, l'azienda - stando a quanto riferitoci - si sarebbe dimostrata sorda anche a questa proposta.

VIDEO

https://youtu.be/-WzSaAinhfw

"Per le nostre competenze siamo facilmente ricollocabili qui a Osnago. Stiamo parlando di gente che ha tra i 40 e i 56 anni e lavora in Fomas da 20 o 30. Sfido chiunque a trovare un altro posto a quell'età. Non riusciamo a darci una spiegazione. Ci sono reparti in cui c'è carenza di personale. Perché non c'è modo di ricollocare dieci persone?" si interroga un operaio.




I dirigenti sindacali SGB Sandro Sartorio e Angelo Vaghi

La battaglia è stata indetta dal Sindacato Generale di Base e sposata anche dalla RSU. Presenti al picchetto il dirigente del Coordinamento nazionale SGB Sandro Sartorio, il sindacalista del regionale SGB Angelo Vaghi, Sebastiano Caroppa, rappresentante sindacale aziendale alla Fomas di Osnago per l'SGB, e due delegati RSU Fomas. La speranza di loro tutti è che si apra una reale trattativa con i vertici della società per l'ottenimento del ricollocamento.



Al centro l'RSA Sebastiano Caroppa (SGB)

Fomas sarebbe in piena salute. È la stessa impresa ad averlo comunicato nell'ultimo periodico semestrale di informazione aziendale, agitato in mano quest'oggi dagli operai. "Il Gruppo sta andando meglio dell'anno precedente e decisamente meglio del previsto" si legge sull'opuscolo in carattere maiuscolo. Al suo interno il messaggio di Jacopo Guzzoni, vice presidente e CEO del Gruppo Fomas, è estremamente positivo: "I ricavi delle vendite del primo semestre 2019 mostrano una proiezione di circa 220 M€ a livello di Gruppo e rappresentano circa il 20% in più rispetto lo stesso periodo dell'anno scorso, quindi una crescita decisamente marcata". Dati specialmente incoraggianti, tra gli altri, per Fomas S.p.A., quindi per Osnago e Cernusco Lombardone. "Il trend è positivo per tutte le aziende del Gruppo, ma il balzo in avanti in termini proporzionali lo fanno i forgiati dove è prevista una chiusura del semestre di circa 60 M€ per Fomas S.p.A. - sono le parole entusiaste dello stesso vice presidente Guzzoni - invece dei 40 M€ dell'anno scorso: quindi un balzo del 50%".

Lo spazio resta a disposizione per eventuali repliche e precisazioni

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Marco Pessina
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