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Scritto Martedì 22 ottobre 2019 alle 08:52

E’ VALIDO IL CONTRATTO STIPULATO DA UN MINORENNE?

Nella vita di tutti i giorni concludiamo quotidianamente, pur senza rendercene conto, una serie innumerevole di contratti. Stipuliamo, infatti, un contratto ogni volta che acquistiamo una rivista, un giornale o un pacchetto di figurine in edicola, il pane e la focaccia dal fornaio, il pacchetto di patatine o di caramelle al bar, quando prestiamo un oggetto ad un amico, saliamo su un treno o un autobus e si potrebbe continuare all'infinito. Questo perché la conclusione di un contratto non è solo quella che prevede la sottoscrizione di un atto scritto, ma lo è anche l'accordo preso a voce così come il pagamento di un dato prezzo a fronte della ricezione di una merce.

Allora interessante è capire da che età è possibile concludere validamente un contratto
Ebbene, per la conclusione di un qualsiasi contratto è necessario aver compiuto la maggiore età (18 anni), perché solo col raggiungimento di tale traguardo si acquista, ex art.2 c.c., la capacità di agire, ovvero la capacità di compiere manifestazioni di volontà idonee ad acquistare ed esercitare diritti ed assumere obblighi. Quindi merita una riflessione l'ipotesi in cui sia un minorenne a stipulare un contratto, per esempio di compravendita, recandosi in un negozio ad effettuare un acquisto.


Quali conseguenze comporta la stipula di un contratto da parte un minorenne?
Ai sensi dell'art.1425 c.c., il contratto stipulato con un soggetto privo della capacità di agire, quale è un minorenne, è annullabile. Ciò significa che la parte contraente nel cui interesse la legge ha previsto l'annullabilità (nel caso che stiamo esaminando, il minorenne) può avviare la relativa azione per far venire meno l'efficacia del contratto, in tal modo la situazione giuridica viene riportata a quella antecedente alla stipula del contratto, ovvero chi ha ricevuto una prestazione è tenuto a restituirla. L'art.1443 c.c., però, prevede che, nel caso di annullamento per incapacità di uno dei contraenti, quest'ultimo non è tenuto a restituire all'altro la prestazione ricevuta se non nei limiti in cui è stata rivolta a suo vantaggio: ad esempio, ove il minore abbia ricevuto una prestazione che non può restituire perché già consumata (ad es. cibo), egli sarà comunque obbligato (anche in base ai principi sull'arricchimento senza causa) a pagarne l'equivalente nei limiti del vantaggio ricevuto.


L'annullamento del contratto non può essere richiesto in ogni tempo, ma si prescrive in 5 anni, che, nel caso che stiamo analizzando, decorrono dal compimento del diciottesimo anno di età. L'azione di annullamento del contratto può essere intrapresa dal minorenne una volta raggiunta la maggiore età, ma, anche prima, dai genitori del medesimo. Va, tuttavia, specificato che parte della dottrina ritiene che il minore possa validamente stipulare quei contratti relativi ad atti minuti di vita quotidiana, ovvero atti che, essendo di scarso rilievo economico, sono posti in essere quotidianamente dall'individuo per soddisfare minime esigenze personali e che, pertanto, presuppongono in chi li compie semplicemente la capacità di comprenderne il significato (ad es. l'acquisto delle caramelle al bar o di generi di prima necessità). Il contratto concluso dal minorenne, inoltre, non è annullabile ove quest'ultimo abbia, con raggiri, occultato la propria minore età.



Avv. Roberta Zucchi - Avv. Anna Colombo
Studio Legale Zucchi





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