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Scritto Lunedì 14 ottobre 2019 alle 17:39

Viganò: gli studenti incontrano due capi turno della Centrale Unica di Risposta del 112

"Che cosa sapete del 112?": è questa la domanda con cui è cominciato l'incontro dal titolo "Chiamata di emergenza", svoltosi oggi all'ITS Francesco Viganò di Merate. L'evento è stato organizzato dalla professoressa Maria Grazia Rota, docente di economia aziendale e volontaria della Protezione Civile, che ha fortemente creduto in questo progetto, il cui obiettivo è stato quello di mostrare ai ragazzi delle classi quarte e quinte il funzionamento del Numero Unico Europeo. L'incontro è stato tenuto da due capi turno della Centrale Unica di Risposta di Milano, Fabrizia Foschi e Fabio Lameri, che nel corso delle due ore di assemblea hanno illustrato agli studenti alcuni aspetti del loro lavoro.



Fabrizia Foschi, Fabio Lameri e la prof. Maria Grazia Rota

Partendo da un excursus storico, l'operatrice Fabrizia Foschi ha spiegato di come la direttiva per l'introduzione del numero unico risalga addirittura al lontano 1991 e che nel corso degli anni l'Italia sia stata più volte sanzionata dalla Corte di Giustizia Europea per la mancata attivazione del 112. Finalmente, tra il 2010 e il 2012 la Regione Lombardia ha completato il lancio del numero unico, culminato nel 2015 con la cosiddetta "legge Madia", che ha individuato le tre centrali operative nella nostra regione: quella di Milano, appunto, seguita da quella di Varese e da quella di Brescia, così divise in base alla densità di popolazione del territorio che devono gestire. "Ad oggi, nel 2019, solo Lombardia, le province autonome di Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Sicilia orientale, la zona di Roma, Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta hanno in vigore il numero unico" ha spiegato poi il capoturno Lameri "e si tratta di un dato allarmante considerata l'importanza del servizio, che permette di gestire le richieste di soccorso, smistandole e filtrandole secondo il tipo di emergenza."

Gli studenti hanno poi avuto l'opportunità di ascoltare alcune telefonate effettuate prima e dopo l'introduzione del NUE, potendo così comprendere personalmente come fosse difficile individuare il tipo di emergenza e il luogo della chiamata prima che la Direttiva Europea 2002/22/CE del 7 marzo 2002 stabilisse quali fossero i requisiti del Numero Unico Europeo - 112. Il NUE è infatti un numero gratuito da qualunque telefono, è accessibile ai disabili, è disponibile in molteplici lingue e soprattutto permette la localizzazione e l'identificazione del chiamante. Il dato che ha stupito di più gli alunni del Viganò è stato sicuramente quello riguardante il totale delle chiamate ricevute dagli operatori nel corso di un anno; nel 2018, la Centrale Unica di Risposta di Milano e provincia ha ricevuto 1.924.341 telefonate di emergenza, per una media giornaliera di 5272. "Il 51% di queste telefonate viene filtrato da noi operatori" ha proseguito Fabrizia Foschi "e non passa all'ente di secondo livello." Questo ci dice che più della metà delle chiamate che gli utenti effettuano sono false segnalazioni, scherzi telefonici o errori di persone che credono di parlare con il call center di un operatore telefonico. 

I due professionisti hanno poi illustrato il funzionamento della Centrale, composta da un totale di 60 operatori di cui una decina di capi turno, i quali lavorano su tre fasce giornaliere in una sala operativa open space. Il messaggio che Lameri e Foschi hanno voluto trasmettere è stato quello che, grazie alla presenza del 112, in Lombardia non capiteranno mai più situazioni in cui l'operatore non è in grado di individuare il luogo dell'emergenza, facendo sentire colui che è in pericolo abbandonato a se stesso, come successo in molti casi di cronaca.  L'ultima parte dell'assemblea è stata dedicata alla presentazione della app del NUE, "Where are U", fortemente voluta dal Ministero e realizzata da AREU, l'Azienda Regionale di Emergenza e Urgenza. "L'applicazione è un gigantesco passo in avanti per la gestione delle emergenze, perché permette di effettuare chiamate anche silenziose che trasmettono in automatico la localizzazione e le coordinate geografiche di colui che sta chiamando."

Ad oggi, in Lombardia, in una trentina di secondi è possibile gestire la telefonata e inoltrarla all'ente secondario di cui si ha bisogno, e in futuro il servizio sarà ancora più avanzato.A breve verrà introdotta infatti l'Advanced Mobile Location, che consentirà di tracciare la chiamata in corso, e non più solo il punto da cui l'emergenza scatta, permettendo di individuare il punto anche se questo è diverso da quello da dove la chiamata è partita.  Sono state due ore intense, in cui i ragazzi hanno potuto fare tesoro del racconto di due operatori che lavorano "sul campo". "Allertare i soccorsi è un dovere di ogni cittadino" ha concluso Fabio Lameri "perchè una chiamata può davvero cambiare le cose, è quello che mette in moto la nostra solida rete di soccorso che ci permette di non abbandonare chi è in una situazione di emergenza e di pericolo."

Prima di concludere l'incontro, la parola è passata a due studentesse di quarta che due settimane fa sono state portate con le loro classi in visita alla Centrale Operativa. Le studentesse, che sono state accompagnate dalla professoressa Rota, hanno potuto confermare ai compagni tutto ciò che è stato illustrato, spiegando di essere rimaste colpite soprattutto dalla prontezza e dal sangue freddo mostrato dagli operatori nel corso del loro lavoro.
G.Co.
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