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Scritto Giovedì 10 ottobre 2019 alle 09:01

Parco Adda Nord: brutta ripartenza

L'altro ieri durante l'assemblea della Comunità del Parco Adda Nord si è assistito all'ennesimo atto di "arroganza politica" delle Amministrazioni che fanno riferimento al centrosinistra col Partito Democratico a fare da capofila. Si trattava di eleggere il nuovo Presidente e il consiglio di gestione dopo due anni di commissariamento voluto dalla Regione Lombardia a seguito di una serie di presunte gravi irregolarità tutt'ora al vaglio della magistratura. A parte lo squallido mercanteggiamento, cui si è dovuto assistere nelle settimane precedenti, è subito parso evidente, come anticipato dalla stampa, che sulla candidata proposta dal centrosinistra, avvocato Francesca Rota, gravava un palese conflitto di interessi, che formalmente potrà anche essere rimosso (e forse lo è già stato), ma che nella sostanza segnerà politicamente l'attività amministrativa della nuova Presidente. Nessuno mette in dubbio la professionalità, la correttezza e l'obbiettività dell'avvocato Rota, tuttavia il repentino passaggio da difensore di una società, accusata proprio dal Parco Adda Nord di gravi illeciti, a Presidente di questo stesso Ente, che è controparte nel procedimento giudiziario (credo ancora in corso), sarà anche consentito dalla legge, ma va contro il comune buonsenso e il fondamentale principio secondo il quale nell'amministrazione della cosa pubblica si deve essere certamente integri, obbiettivi e trasparenti, qualità che mi dicono non mancare all'avvocato, ma si deve anche fare di tutto per apparire tali alla cittadinanza. La conseguente mia proposta di una pausa di riflessione di pochi giorni per valutare meglio la candidatura nell'interesse del Parco ed eventualmente condividere le scelte, è stata respinta senza alcun imbarazzo da chi è sempre stato intransigente con i conflitti di interesse. Quelli degli altri, evidentemente.
Marco Ghezzi - sindaco di Calolziocorte
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