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Scritto Martedì 08 ottobre 2019 alle 10:10

A Andrea Massironi, un atto dovuto perché 30 anni di collaborazione non si cancellano per mezza riga infelice

A Andrea Massironi glielo devo. Si tratta di una storia ormai datata che tuttavia nel corso degli ultimi anni è rimasta sospesa pur senza intaccare il rapporto di stima reciproca e di collaborazione soprattutto su temi di grande importanza. Ho sempre sostenuto l'impegno e la determinazione che Massironi ha profuso nell'esclusivo interesse del nostro territorio: come la lunga battaglia per la legittimità nell'affidamento in house del servizio strategico dell'acqua pubblica, la conservazione e la riqualificazione della riserva "Lago di Sartirana" e recentemente la determinata difesa e l'ampliamento di Retesalute.

La storia riguarda la notte bianca del 2015 che, contrariamente a quanto indicato nell'articolo, fu organizzata dalla Proloco, che si avvalse di una società privata per la gestione dell'evento. L'Amministrazione comunale retta da Andrea Massironi si limitò a concedere il patrocinio senza alcuna dazione diretta di denaro alla stessa associazione che curò l'intero evento.

Si era trattato di una frase che lasciava dubbi sul corretto comportamento di Massironi in un servizio di altra natura. Massironi se ne risentì personalmente - e non senza ragione -e non mancò di farmelo notare. Ora che la sua stagione politica si è chiusa e io stesso veleggio verso i 43 anni di attività giornalistica sia pure a livello di pura passione è giusto riconoscere che quella frase era fuori posto.

Con Andrea Massironi ci conosciamo da quarant'anni: lui militava nella Dc, e forse come soleva dire Craxi, portando ancora i pantaloni alla zuava, io stavo due passi dietro l'indimenticato Mario Ferrario, storico cronista dell'altrettanto storica testata lecchese Il Resegone.

Da allora le nostre strade si sono incrociate spesso, a volte si sono scontrate, altre hanno marciato parallele.

Da questa avventura digitale io non ho mai tratto un solo euro, lui ha lavorato come sindaco sei giorni la settimana, dieci ore al giorno rinunciando al compenso (almeno 150mila euro in cinque anni).

Sono affinità che marcano le storie private mosse da una passione che prescinde da qualsiasi calcolo di convenienza e opportunità.

E, sia pure su versanti diversi, mi piace pensare che lui ed io abbiamo dedicato molto del nostro tempo e delle nostre energie per la "nostra" Merate.

Di ciò come cittadino, nato e cresciuto in questa città, gli sono grato.

Claudio Brambilla
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