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Scritto Mercoledì 02 ottobre 2019 alle 16:12

La macchina da guerra del PD pronta per le prossime nomine. Al Parco del Curone Marco Molgora, a Retesalute Mino Corno

La gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria si è messa in moto e sulle future nomine minaccia sfracelli. Lunedì sera tutti i sindaci di area PD si sono incontrati per fare il punto della situazione generale, in vista di importanti rinnovi ai vertici di enti e aziende pubbliche. Nel meratese-casatese si vota per il presidente della Comunità del parco del Curone e per il presidente del consiglio di amministrazione di Retesalute. Fuori distretto ci si prepara per le comunali di Lecco, ma in ballo c'è anche Silea e altre municipalizzate i cui CdA sono prossimi alla scadenza.
Intendiamoci, il centrosinistra fa il suo mestiere, lo fa bene, unito e compatto. Il centrodestra, invece cammina in ordine sparso e, soprattutto, né l'arcipelago forzista né la Lega dispongono di personaggi autorevoli in grado di fare sintesi e coordinamento. Così agli appuntamenti i sindaci di area si presentano in modo disordinato, ciascuno per sé, semmai previo veloci accordi telefonici presi da qualche sindaco di buona volontà.
E poi i politici di centrosinistra sono assai più sgamati. Prendiamo la nomina del presidente dell'assemblea di Retesalute. L'asse Merate-Casatenovo ha puntato tutto sul sindaco di Merate e infatti è riuscito a farlo eleggere. Ma a parte la verifica delle effettive competenze in materia socio-sanitaria di Massimo Panzeri, con questa abile mossa il centrosinistra ha concesso il contentino al centrodestra tenendosi le mani libere per la scelta dei candidati del consiglio di amministrazione di Retesalute, l'organismo operativo e gestionale dell'azienda speciale pubblica. Ora Merate ha meno capacità negoziale in quanto già gratificata con una significativa casella. Panzeri, per ambizione propria o ingenuità, è caduto nella trappola. Avrebbe dovuto far convergere i voti su Maurizio Maggioni, vice sindaco di Olgiate Molgora, esperto del settore e di area centrodestra. Riservandosi di pesare sulla bilancia nelle trattative per il CdA. Invece ha accettato con entusiasmo la nomina. Mentre Maggioni, che avrebbe dovuto diventare vice presidente dell'assemblea dell'ambito distrettuale di Merate è rimasto al palo bocciato dalla compattezza della sinistra che è riuscita a imporre prima e fare confermare poi Laura Pozzi, vice del sindaco ex Pci di Missaglia Bruno Crippa.

Giovanni Zardoni, Pino Brambilla e Marco Molgora

E temiamo che Panzeri dovrà ingoiare un altro rospo. Per la carica di presidente dell'Ente parco circolano due nomi, quello di Giovanni Zardoni, capo delle guardie ecologiche volontarie, grande conoscitore della riserva e l'altro di Pino Brambilla, consigliere di minoranza a Olgiate Molgora. Gli elettori si sono divisi: Zardoni è troppo autonomo pur essendo stato consigliere col centrosinistra a Cernusco, Brambilla occupa una seggiola in minoranza, eleggerlo ai vertici del parco pare un azzardo anche ai pur audaci combattenti del PD. Quindi? Quindi c'è una terza opzione che probabilmente può andare bene a quasi tutti: Marco Molgora, ex sindaco di Osnago, già "capo" dei verdi in provincia. Come avevamo previsto, se Molgora sarà davvero eletto, avrà prevalso la scelta politica. Anche se in questo caso si tratta di un'ottima scelta, data l'indubbia competenza e serietà del personaggio.

Massimo Panzeri e Gerolamo Corno


Dicevamo di Retesalute. I giochi sembrano anche qui fatti, con la decapitazione dell'intero CdA che è l'obiettivo primario del PD. I numeri del resto depongono a favore del centrosinistra. Il meccanismo di voto per il CdA è diverso da quello che funziona in Assemblea, dove valgono i millesimi: tot millesimi per tot abitanti. Per il CdA ogni comune dispone di un voto ogni mille abitanti o frazione di esso, con l'arrotondamento per difetto (499 non genera un voto) o per eccesso (501 genera un voto). A conti fatti l'area del PD può contare su 79 voti su 137 (vedi tabella). Quindi controlla agevolmente la nomina dei consiglieri (5) del CdA dell'ASP.

Il centrodestra sconta anche gli errori clamorosi della Lega a Oggiono, comune perso per l'incapacità della segreteria lecchese di trovare un accordo al proprio interno. Siccome anche l'incarico di consigliere dell'ASP è a remunerazione zero - una follia, si passa da compensi esagerati all'assurdità dell'impegno gratuito - occorre trovare una persona che abbia tempo, denaro e competenza. Paradossalmente la proposta l'ha avanzata quel che resta di Noi con l'Italia (gruppo Lupi) e pare condivisa da quel che resta di Forza Italia: Gerolamo "Mino" Corno, ex direttore generale dell'Istituto dei tumori di Milano e già capo dell'ufficio tecnico del San Leopoldo Mandic. All'epoca della selezione dei top manager, Corno era dato in quota UDC ma poi si è progressivamente spostato verso la Lega. A quanto risulta, anche Massimo Panzeri è pronto a sostenerlo. Se l'architetto Corno fosse eletto l'ex Carroccio avrebbe la doppia presidenza: assemblea e CdA. Considerato quanto detto sopra per il PD, viene da domandarsi: dov'è il trucco? Non è che Panzeri stia per cadere nuovamente in trappola seguendo la posizione di Daniele Villa, sindaco di Robbiate e presidente della conferenza dei sindaci del meratese, nonché in ottimi rapporti con i lecchesi e in particolare col robbiatese Virginio Brivio, che a sua volta è l'artefice dell'Impresa Sociale, l'azienda mista con prevalenza privata che gestirà i servizi alla persona? E' noto che una parte del PD lecchese sogna un'azienda unica provinciale con qualche migliaio di dipendenti e un centinaio di milioni di euro di fatturato da gestire. Retesalute è un grosso intralcio. Ma non può essere un uomo del PD a togliere l'ossigeno fino a farla confluire nel colosso lecchese. Assieme a Panzeri, dunque anche il bravo Corno dovrebbe stare all'erta: se il PD piazza tre o addirittura quattro consiglieri su cinque lasciando pure il presidente al centrodestra il gioco è presto fatto. Nessuno si sporca le mani e un bel giorno si dirà che chiudere è inevitabile.
E a proposito di PD non si hanno notizie di azioni del circolo di Merate, il cui segretario Gino del Boca sta ancora valutando se passare, com'è probabile, con Italia Viva di Renzi, né del gruppo consiliare che siede in minoranza.
Del resto Aldo Castelli non si è mai scaldato troppo né ai tempi della battaglia per l'acqua pubblica, né oggi per le criticità di cui soffre il presidio ospedaliero.
Una bella partita a tennis, crediamo sia ancora la sua priorità

Claudio Brambilla
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