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Scritto Lunedì 23 settembre 2019 alle 17:50

Merate: apre lo spazio #quindiciventiquattro, un progetto di Retesalute-Asst per prevenire i disturbi mentali nei giovani

Retesalute e ASST di Lecco hanno inaugurato questo pomeriggio a Merate #quindiciventiquattro, spazio di prevenzione dei disturbi mentali rivolto ai giovani tra i 15 e i 24 anni che presentano le prime avvisaglie di disagio. Sarà un luogo aperto al quale i ragazzi e le ragazze che ne sentiranno il bisogno potranno rivolgersi spontaneamente e dove potranno contare sul supporto di medici ed esperti che avranno come obbiettivo quello di bloccare sul nascere problemi che senza un intervento rischierebbero nel tempo di assumere forme ben più gravi e di più complessa risoluzione.

Il dr. Andrea Rigamonti con Alessandro Salvioni e Simona Milani, presidente del CdA e direttrice di Retesalute

In prima fila i medici che seguiranno il progetto, da sinistra: le d.sse Simonetta Martini e Carmen Baldi con il dr. Franco Riboldi

L’azienda speciale consortile e l’ASST lecchese erano da tempo alla ricerca di uno spazio idoneo per fare decollare il progetto, ha spiegato nel corso della conferenza di inaugurazione - tenutasi lunedì pomeriggio in Villa Confalonieri - la dottoressa Simona Milani, direttrice di Retesalute, per trovarlo infine nell’edificio accanto all’ex Municipio meratese di via Garibaldi dove hanno già sede i luoghi di condivisione giovanile di Piazza l’Idea. ''Andremo a costruire un servizio simile a quello avviato un anno fa grazie alla collaborazione tra Comune di Lecco e Informagiovani'' ha proseguito la d.ssa Milani. ''Crediamo infatti che sia molto importante dare ai giovani del nostro territorio le medesime possibilità''.

Una possibilità che si concretizza nell’ascolto delle problematiche giovanili, prima ancora che possano diventare da disagi veri e propri disturbi. Secondo il presidente del CdA di Retesalute, Alessandro Salvioni, le riflessioni chiave che hanno portato a strutturare il progetto sono fondamentalmente tre. ''Sappiamo come il mondo connesso di internet abbia di fatto rotto le interconnessioni personali tra i giovani e proprio da questo parte il lavoro che insieme ad ASST faremo con questo spazio, con cui dovremo saper recepire la domanda di una fascia di età precisa ed unire questo alle altre iniziative che abbiamo. Il secondo aspetto riguarda invece la rete. Enti pubblici, privati e associazionismo da soli non possono risolvere il problema dei giovani, che sappiamo avere una serie di esigenze molto elevate. Ci dobbiamo aiutare a vicenda. Infine, dobbiamo oltre alla gestione ordinaria intervenire sulla prevenzione. Siamo un’azienda con un capitale da 10 milioni di euro e ci occupiamo dei servizi sociali del Meratese e del Casatese, ma non dobbiamo guardare solo al fatturato e ai servizi svolti. Dobbiamo anche trovare le risorse per puntare sul futuro''.

Più a destra il dr. Enrico Frisone direttore sociosanitario dell’ASST Lecco

La d.ssa Carmen Baldi

Un concetto, quest’ultimo, ripreso anche dal dr. Andrea Rigamonti, psicologo dell’ASST di Lecco e attuatore dell’iniziativa #quindiciventiquattro insieme ad altri colleghi, parlando dei vantaggi che la prevenzione ha dal punto di vista sociale ed anche economico. ''L’ASST deve costruire nuovi modelli di lavoro e integrazione, e credo che questo progetto integrando più strutture, più medici e più reparti sia in grado di omogeneizzare l’intervento. Intercettare il disagio psicologico nella fascia di età 15-24 anni, poi, significa attuare una programmazione che evita nel tempo il verificarsi di problemi più gravi e, dunque, meno costi per occuparsene''. La parola è poi passata alla d.ssa Carmen Baldi che di recente ha seguito anche il progetto parallelo avviato a Lecco con Informagiovani.

Il dr. Franco Riboldi

A sinistra l’assessore al sociale di Merate, Franca Maggioni

''L’obbiettivo che abbiamo avuto a Lecco e avremo qui a Merate è quello di trattare il disagio in maniera completa e non parcellizzata. Con Informagiovani abbiamo ottenuto risultati molto confortanti perché tra i ragazzi si è sparsa la voce e sono stati loro, chi ne sentiva il bisogno, ad essersi rivolti a noi. E lo stesso speriamo avvenga a Merate. Parliamo di una presa in carico molto 'soft' dove tutte gli attori coinvolti dovranno agire in maniera sinergica''. Secondo la d.ssa Simonetta Martini, altra psicologa dell’ASST di Lecco, il punto di forza di #quindiciventiquattro sarà quello di ''uscire all’esterno rispetto ai servizi sanitari''.

''Questo aspetto faciliterà parecchio l’approccio con i ragazzi. Non sarà tuttavia un servizio chiuso ma bene integrato con tutti gli altri, dal Sert alla neuropsichiatria''. Lo spazio sarà ovviamente aperto a tutti quei giovani che hanno avuto un approccio a più livelli con il mondo delle sostanze stupefacenti e ne vorrebbero uscire. ''L’area delle dipendenze è un’area dalla quale si fa fatica ad uscirne'' ha spiegato il dr. Franco Riboldi, medico dell’ASST di Lecco specializzato appunto nelle dipendenze.  ''Per questo dobbiamo riuscire ad intervenire nella fase della sperimentazione delle sostanze, quando il cervello dei ragazzi è ancora in una fase recuperabile. Insieme dobbiamo puntare ad interventi precoci ''.

Il supporto all’iniziativa non mancherà da parte del Comune, come spiegato dall’assessore al sociale Franca Maggioni, e né tantomeno dalla direzione sociosanitaria dell’ASST. ''Resto convinto, per quanto ne dicano alcuni clinici, che la cosa importante sia la contaminazione'' è stato il commento del dr. Enrico Frisone, direttore sociosanitario dell’azienda ospedaliera lecchese. ''Ovviamente non parlo di una contaminazione negativa, ma di una concimazione culturale. Mi auguro che questa iniziativa tenda a favorire una presa di coscienza e di determinazione non solo nei ragazzi ma anche nelle famiglie e in chiunque è a rischio di cadere in errore nella vita quotidiana''.
A.S.
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