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Scritto Lunedì 02 settembre 2019 alle 19:29

Accadeva 30 anni fa/87 – settembre: varate 2 varianti di Prg a Osnago e Robbiate, in arrivo imponenti 'colate di cemento'

Scoppia la guerra - è il caso di dirlo - tra i cacciatori e il Parco Adda Nord, intenzionato a creare riserve, soprattutto nella zona della palude, in cui l'attività venatoria è vietata. Un centinaio di doppiette dà vita ad una manifestazione sostenuta dal comune di Brivio e in particolare dal sindaco in carica Ferdinando Massironi, noto cacciatore, oltre che apprezzato artista.

Ferdinando Massironi


 A Airuno il pretore di Monza fa presidiare giorno e notte l'area occupata dalla Petrol Dragon, ex Siplar. Sull'area insistono numerosi silos contenenti circa 12mila tonnellate di rifiuti che secondo l'azienda possono essere lavorati e trasformati in petrolio. Ma molti cittadini temono invece che si tratti di una mera discarica contenente materiale nocivo. Le prime lavorazioni risalgono al 1985  con il greggio stoccato in attesa di essere trasferito nella raffineria di Lacchiarella. Ma l'intervento della magistratura blocca tutto. E la vicenda diventerà annosa.

I sili Petrol Dragon


Arturo Sartori, ex primario di chirurgia del Mandic e attuale consigliere in quota Democrazia cristiana lancia precise accuse alla regione e, velatamente al Comitato di Gestione dell'Ussl 14, per la scarsità di personale attivo nel reparto chirurgico, diretto come facente funzioni da Umberto Bonaldi in sostituzione di Walter Manenti, prematuramente scomparso. Otto medici in chirurgia, dieci in medicina e tre in oculistica: un rapporto del tutto squilibrato tenuto conto che spesso in sala operatoria debbono essere presenti contemporaneamente due o tre chirurghi. Le liste di attesa si allungano e viene meno il tempo per la ricerca e l'aggiornamento. Problemi del 1989, problemi del 2019.

Arturo Sartori


Fino al 1987/1988 qualcuno spingeva per la chiusura del nido di via Verdi a causa della scarsità di domande. Invece nel 1989 le richieste delle famiglie fanno segnare il tutto esaurito con una decina di domande inevase per l'anno 1989/1990. Molto soddisfatta Laura Crippa, l'anima dell'asilo nido e in genere dei servizi sociali. Lei cattolica e democristiana convinta non aveva esitato a scontrarsi con le componenti più retrive del partito, contrarie ad aprire un asilo nido, come aveva fatto Cassago, primo nel territorio, ritenendo questo servizio non in linea con la "normalità" della famiglia. Il tutto esaurito aveva chiuso definitivamente le polemiche, dando ragione alla cavalier Laura Crippa, troppo rapidamente dimenticata da Merate.

Laura Crippa


Numerose anche le domande per accedere alle case comunali di via Sant'Ambrogio. Sono una trentina per 20 alloggi ristrutturati dallo Iacp. In totale gli appartamenti di piccole dimensioni realizzati furono 32 di cui 12 assegnati agli ex inquilini, alloggiati temporaneamente altrove.
Clamoroso furto a Montevecchia: svaligiata la villa di un imprenditore in via Alta collina. Bottino 50 milioni tra arredi, quadri, argenteria e biancheria. Un vero a proprio trasloco.
A Lomagna il Consiglio comunale vota all'unanimità per la trasformazione del Tricodaglio in zona agricola. Il Prg prevedeva fino a quel momento un'espansione artigianale su una superficie di 49mila metri quadrati che - secondo le voci dell'epoca - avrebbero fruttato al proprietario intenzionato a vendere il lotto a una immobiliare milanese, 1 miliardo di lire. Tutto bloccato sia per la volontà del sindaco Gianfranco Castelli sia per l'entrata in vigore della "legge Gallasso" che vita da quel momento le costruzioni a ridosso dei torrenti. Inoltre il Parco del Curone era in procinto di varare il proprio piano territoriale che non avrebbe consentito uno sviluppo edilizio nel polmone verde.

Gianfranco Castelli


Si parla di urbanistica anche a Osnago dove la Dc guidata dal sindaco Angelo Bonanomi intende varare un piano regolatore di massima espansione per aumentare di almeno 500 unità la popolazione. Nettamente contrario il gruppo di opposizione Sinistra per Osnago che organizza incontri con la popolazione invitando tecnici del settore e professionisti di grido come l'architetto Alfredo Viganò di Legambiente.  Destano forti preoccupazioni soprattutto le voci secondo cui la maggioranza di Bonanomi vorrebbe lasciar costruire anche oltre la ferrovia, in piena area del Parco del Curone e nella zona delle Marasche ai confini con Cernusco.

Angelo Bonanomi


Quaranta giorni dopo il primo assalto, che aveva fruttato una quarantina di milioni, la Cariplo di Cernusco è nuovamente nel mirino dei banditi. Un rapinatore riesce a entrare con una valigetta senza che scatti il metal detector. Una volta dentro estrae una pistola con cui minaccia gli impiegati costringendoli ad aprire le porte e far entrare due complici che iniziano una sistematica razzia. Bottino finale cinquanta milioni in contanti e 120 assegni.
Uno sversamento imponente di gasolio nella rete fognaria manda fuori uso il depuratore del Ceppo. Secondo l'assessore Albani si tratta di un vero e proprio attentato ecologico criminale. Forse lo svuotamento di una cisterna per caldaia o il "lavaggio" di autobotte le cause del disastro. I tecnici lavoreranno giorni prima di riuscire a rimettere in funzione l'impianto.
A Merate - e solo ad altri sette comuni del consorzio intercomunale di Lecco - giunge l'invito della Regione di adeguare la dotazione di parcheggi nel rispetto anche la nuova legge Tognoli. Entro la fine di novembre Merate, con Casatenovo, Oggiono, Mandello, Calolziocorte, Lecco e Colico, dovrà presentare il piano in ossequio alla normativa nr. 122 del 24 marzo. L'assessore Albani spiega che è allo studio la realizzazione del parcheggio di via Cornaggia con 120 posti in superficie da destinare al pubblico e un sotterraneo per l'acquisto o l'affitto a lungo termine ai privati. Ma si continua anche a ipotizzare la cessione dell'area Cazzaniga dalla quale il comune intende ottenere come contropartita 150 posti auto.
L'ingegner Antonio Cova, abile e competente presidente del consorzio acquedotto con Cernusco e Montevecchia e i comuni di Robbiate, Paderno e Verderio, riesce a ottenere dal Fondo investimenti e occupazione un finanziamento di 10 miliardi per la realizzazione del nuovo depuratore di Osnago. Merate sempre all'avanguardia anche in campo ecologico mentre Lecco ancora dibatte su dove costruire un depuratore in grado di smaltire i reflui cittadini.

Antonio Cova


Ancora la dinamica Laura Crippa in azione sul fronte dell'assistenza agli anziani. Il servizio di telesoccorso viene ampliato ad altre venti utenze. In pratica con un'apparecchiatura telefonica installata ad hoc l'anziano sarà in collegamento diretto con un apposito centralino dell'ospedale al fine di consentire un rapido intervento dei sanitari in caso di bisogno.
A voler "crescere" non è solo il comune di Osnago. L'omologa maggioranza Dc di Robbiate è scatenata: affida a un noto architetto di Bernareggio l'incarico di redigere la variante di Prg per elevare il numero degli abitanti dagli attuali 4.440 - erano 3.800 nel 1978 - ad una potenzialità teorica di 6.900 e poi di 7.200 unità. Con 4,6 milioni di mq. Robbiate è già al nono posto nel meratese-casatese per densità di abitanti per kmq. Ma vuol crescere ancora. E ipotizza una serie di capannoni industriali dalla località Francolino, dove di fatto inizia il paese, fino al passaggio a livello. Quasi senza soluzione di continuità. E poi la "Coglia" altro intervento massiccio, nuove strade, il piazzale della chiesa, lottizzazioni al confine con Imbersago e fin dentro l'area a ridosso della valletta di Novate, dove un tempo si estendeva un piccolo lago con tanto di torrente immissario e emissario. Insomma una colata di cemento da far tremare i polsi prossima ad essere varata da una maggioranza caratterizzata da uno dei più alti tassi di litigiosità che si ricordi.

Giorgio Ferrari


E ancora in ambito ambientale i vigili di Brivio sorprendono un autotrasportatore - già tenuto d'occhio da tempo - intento a scaricare liquami in località Fornace di Bagaggera, a due passi dal torrente Curone. Sequestro del mezzo e denuncia all'autorità giudiziaria.
Mentre a Lecco l'ing. Vico Valassi presenta il primo corsi di laurea in ingegneria - anche se nella fase iniziale i corsi riguarderanno solo il primo biennio (ma si tratta di una grande conquista dichiara l'imprenditore attivissimo nella vita associazionistica e politica della città) a Merate la crisi della Diana arriva a un punto di non ritorno. L'azienda sostiene di non avere mercato e quindi di non poter proseguire l'attività. I sindacati chiedono il part time verticale e i contratti di solidarietà per sventare le annunciate 31 lettere di licenziamento. I lavoratori si riuniscono in assemblea, arrivano anche parlamentari del territorio. Ma la sorte del prestigioso marchio di costumi da bagno e corsetteria è segnato.


89/ continua
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