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Scritto Mercoledì 07 agosto 2019 alle 08:51

Imbersago: mamma affidataria single, Rosana spiega la sua scelta. 'Diamo normalità a chi l’ha perduta, senza pregiudizi'

Rosana Mauro
Iris e Sara sono due ragazze all'apparenza come tante altre. Hanno rispettivamente 18 e 13 anni, frequentano la maggiore le scuole superiori e l'altra le medie e vedono il mondo attraverso gli occhi di due adolescenti animate dal saliscendi emotivo che caratterizza quasi tutte le loro giornate. Succede spesso a quell'età, ma forse nel loro caso hanno una giustificazione in più perché sia così. Sorelle lo sono diventate quattro anni fa quando grazie ad un'associazione di Lecco, "Sineresi", sono per la prima volta entrate in contatto con Rosana Mauro, che ad Imbersago è nota per essersi candidata a sindaco alle recenti elezioni e per essere stata consigliera comunale di minoranza nella precedente legislatura. Prima erano tre perfette sconosciute mentre oggi sono una famiglia con praticamente tutti i meccanismi famigliari al posto giusto: c'è una mamma che accompagna le loro figlie a prendere il treno per la scuola ogni mattina e risponde presente ad ogni genere di necessità, trovandosi spesso a gestire le complicanze dell'età che hanno, scontrandosi quel tanto quando serve - come ha raccontato - ma cercando di lasciarle il più possibile  libere di trovarsi il rispettivo posto nel mondo seguendo la strada che da sole hanno individuato. Il punto è che quando lo troveranno, il loro posto di mondo, potranno sentirsi un po' più soddisfatte di altre persone, con le turbolenze che hanno dovuto affrontare così giovani. "Iris è arrivata dall'Eritrea come minore non accompagnata a bordo di un barcone, mentre Sara ha vissuto delle vicissitudini famigliari altrettanto complicate'' ha raccontato la loro mamma affidataria. ''Siamo insieme da cinque anni e devo dire che si è instaurato un legame di affetto veramente profondo. Quando parlano l'una dell'altra si considerano sorelle e io sono la loro mamma. Le difficoltà sono all'ordine del giorno come in ogni altra famiglia. Nel loro caso pesano soprattutto i momenti di fragilità dovuti alla fatica nell'affezionarsi e nel relazionarsi con altre persone. Dopo tutto il passato burrascoso che hanno ''vissuto non le aiuta in questo, a dare fiducia al prossimo. Iris era poco più di una bambina quando ha dovuto intraprendere un viaggio di due anni dal suo paese per arrivare in Italia, senza nessuno. Sono traumi che rimangono e che noi genitori affidatari cerchiano di alleviare portando nelle loro vite quella normalità che avevano perduto''. Di famiglie come quella di Rosana, Iris e Sara ce ne sono diverse in Provincia di Lecco, supportate dall'associazione Sineresi.
A decidere per i minori in difficoltà è sempre un tribunale. Una volta individuata la famiglia più adatta, figli affidati e genitori affidatari incominciano a seguire un percorso condiviso anche con l'aiuto di psicologi e il supporto degli assistenti sociali. ''Le famiglie originarie di questi ragazzi hanno problematiche molto differenti tra loro'' ha proseguito Rosana Mauro. ''Spesso, però, hanno solo bisogno di un supporto temporaneo e in quel caso una figura come la mia, per il minore, ricopre un ruolo di tutore, stai un po' di tempo con loro facendo di tutto per non calpestare la presenza dei veri genitori in attesa che tutto si sistemi e torni alla normalità. Ci sono però tante altre difficoltà e ragazzi che per un motivo o per l'altro non hanno più i genitori o non possono più stare con loro''. Per questi giovani l'essere affidati ad un genitore o una famiglia risulta spesso essere una seconda opportunità che la vita offre loro. Poter contare su un adulto, per quanto, specie in fase adolescenziale, si tenda a volerne fare a meno, risulta indispensabile. La scelta di diventare mamma affidataria è arrivata per l'imbersaghese Mauro, volto noto della politica locale, nel 2008. ''Se arrivi ad una certa età rendendoti conto che per una serie di ragioni non sei riuscita a diventare madre ma hai comunque il desiderio di esserlo, allora si può sempre pensare di adottarlo un figlio. Io ho fatto così, mettendomi a disposizione di famiglie in difficoltà e accogliendo i loro ragazzi. Così ho iniziato a seguire il percorso con Sineresi, aderendo al loro progetto. Da allora ho seguito una decina di ragazzi, ognuno con la sua storia. Il rapporto più lungo è quello con Iris e Sara, che sono con me da cinque anni. La più grande ha deciso di stare con me un altro po', nonostante avendo 18 anni poteva scegliere anche altre strade''. Rosana ha raccontato di avere una sola, grande aspettativa per le sue figlie adottive, e cioè che seguano la strada che le fa stare meglio. ''Io sono convinta che sia importante che prendano in mano la loro vita e scegliere in autonomia il futuro che vogliono. Questo è il modo in cui mi pongo, cercando di essere un supporto quando serve, di riportare normalità nelle vite senza dare spazio a pregiudizi nei loro confronti e del loro passato''.
A.S.
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