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Scritto Domenica 28 luglio 2019 alle 09:14

Lomagna, sul caso ''Fiocchi''. Il sindaco: eravamo all'oscuro. Mascheroni: per un nuovo progetto tutto rimandato a ottobre. Sala (minoranza): in 20 gg è saltato tutto. Serve chiarezza

Cristina Citterio
Non passa inosservato il dietrofront di Fiocchi Munizioni che improvvisamente cambia idea sulle proprie mire a Lomagna, in pieno Parco del Curone. Una volontà che si era fatta concreta con un accordo fra l’azienda lecchese e la proprietà di via Giotto, l’Immobiliare Sernovella. La quale a sua volta aveva firmato una convenzione con l’Ente Parco e il Comune, con stipula dal notaio il 18 aprile scorso. Sernovella aveva poi presentato un Piano Attuativo, contestato dalla minoranza consiliare per i tempi e i modi di adozione da parte della Giunta comunale. Solo venti giorni fa l’approvazione definitiva sempre in Giunta del PA di via Giotto, area nota come “ex RDB”.
Una volubilità che ha lasciato un po’ tutti gli addetti ai lavori interdetti e che apre scenari tutti ancora da esplorare.
«Questa notizia ci ha sorpresi, non ne avevamo alcun sentore – dichiara la sindaca di Lomagna Cristina Citterio all’indomani della rivelazione pronunciata in Consiglio comunale – Mi dispiace che sia stato riposto tanto lavoro in una cosa che non ha preso il percorso che era stato definito. Ci auguriamo con speranza che ci siano comunque delle opportunità ulteriori di sviluppo».
La sindaca conferma anche alcune indiscrezioni secondo cui settimana scorsa la società Sernovella e il Comune hanno stipulato con atto notarile la convenzione urbanistica contenuta nel Piano Attuativo. Un passaggio formale ulteriore, fino ad oggi non noto, che da una parte rinforza la determinazione dell’Immobiliare a non lasciare, ma dall’altro pone ulteriori interrogativi sulle tempistiche.
Eugenio Mascheroni
Possibile che al momento della stipula Sernovella ancora non sapesse nulla circa i piani di Fiocchi Munizioni? Citterio nega di essere stata messa al corrente già in quella sede: «Sì, la convenzione urbanistica è stata stipulata settimana scorsa dal notaio. Per il Comune era presente il responsabile dell’Ufficio tecnico. In quella fase non siamo stati messi al corrente. Come detto, l’incontro con la proprietà l’ho avuto il pomeriggio stesso del Consiglio. Il tema mi era stato solo accennato giovedì sera per concordare l’appuntamento» ha precisato il primo cittadino.
Alla sede del Parco del Curone la notizia però circolava già da qualche giorno. Lo afferma il presidente Eugenio Mascheroni: «Mi ha contattato la proprietà settimana scorsa. Mi ha detto che la rimozione dell’amianto e gli altri interventi di riqualificazione ambientale li svolgerà. Non viene messa in discussione nemmeno la predisposizione dell’impianto di fitodepurazione di Lario Reti Holding» quest’ultimo un intervento che sta molto a cuore al Parco. Aggiunge poi un dettaglio non irrilevante ai fini della ricostruzione temporale: «Mi ha detto che avrebbe comunque firmato la convenzione urbanistica. Ora mi auguro che si trovino rapidamente degli acquirenti. Ad ogni modo, anche se domani Sernovella si presenta con una nuova attività, l’attuale Consiglio di Gestione del Parco non farà in tempo ad approvare un nuovo progetto entro ottobre». L’organo del Parco è infatti in scadenza. Tra circa tre mesi dovrebbe esserci il rinnovo. E fino a quel momento, Mascheroni lascia intendere che non si deciderà nulla.
Mauro Sala
Bonifica dell’amianto, sistemazione della fascia ripariale del torrente, alberature e parcheggio non dovrebbero quindi venire meno, anche perché su queste promesse pendono le fidejussioni. Inoltre sono interventi inclusi nel Piano Attuativo approvato, che potrebbe restare in piedi seppur rattoppato con una serie di varianti circa i manufatti edilizi che verranno costruiti.
La sindaca osserva tuttavia: «Le volumetrie inserite nel Piano Attuativo è chiaro che dovranno essere rispettate. La convenzione con il Parco invece è evidente che non è più valida perché era legata ad una attività precisa. Quindi va ridefinita e sottoscritta nuovamente».
Sul fronte avverso l’opposizione non risparmia critiche.
«Non posso dire di essere dispiaciuto. Non ci è piaciuto il modo in cui è stato gestito l’intero iter fin dall’inizio, senza mai coinvolgere la cittadinanza – sentenzia il capogruppo di minoranza “Uniti per Lomagna” Mauro Sala – Per noi non finisce qui. Tutta la frenesia dimostrata dalla maggioranza di “Impegno civico” appare oggi ancora più ingiustificata di quanto non lo fosse già prima. Com’è possibile che a distanza di soli venti giorni sia saltato tutto? Vogliamo capire il perché». Sala prefigura così la possibilità che il tema tornerà ad infiammare l’aula consiliare con un’interrogazione.

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M.P.
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