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Scritto Lunedì 22 luglio 2019 alle 19:28

Processo per il lavori al Mandic: sfilano i testimoni delle difese, rinvio a novembre

Dopo più di un mese e mezzo è tornata nel primo pomeriggio di oggi, nell'aula del Collegio del palazzo di giustizia di Lecco, la vicenda giudiziaria di presunta corruzione e turbativa d'asta ambientata tra le mura dell'Ospedale Mandic di Merate, nell'ambito dei lavori di ammodernamento degli spazi interni e di rifacimento del tetto del padiglione Rusca-Terzaghi iniziati a fine 2011. Ben nove gli imputati a vario titolo: Michele Rigat, all'epoca dei fatti responsabile dell'ufficio tecnico dell'Azienda Ospedaliera, accusato di corruzione congiuntamente all'imprenditore Giovanni Castelli di Sannazzaro e ai collaboratori di quest'ultimo Patrizio Zoaldi, Maria Lia Gusmeroli (segretaria) e Marco Fascendini (capocantiere).

Imputati per presunta turbativa d'asta per una vicenda di affidamento d'urgenza di ulteriori interventi denominata "garetta 5" ci sono i titolari di aziende attive nel campo edile: Maurizio Quadrio, Gianguido Marzoli, Claudio Redaelli e Mauro Meraviglia. Per quest'ultima la tesi accusatoria ruota attorno ad una gara d'appalto ritenuta "fittizia", indetta con urgenza, alla quale sarebbero state invitate quattro aziende rappresentate dagli ultimi quattro imprenditori citati e la Ingegner Castelli Costruzioni -riconducibile all'imputato Castelli di Sannazzaro- la quale si sarebbe aggiudicata la gara per rinuncia di tre delle quattro "concorrenti" e con la unica Meraviglia spa con la quale avrebbe precedentemente concordato un prezzo al ribasso. Quest'oggi, come dicevamo, sono sfilati al cospetto del collegio giudicante composto dal dott. Enrico Manzi come presidente, a latere le colleghe Maria Chiara Arrighi e Martina Beggio, diversi testimoni chiamati dalle difese degli imprenditori. Ha iniziato l'udienza la segretaria e responsabile amministrativo della Meraviglia spa, chiamata dall'avvocato Vitali in difesa di Mauro Meraviglia. "Abbiamo ricevuto il 24 maggio del 2013 una chiamata per chiederci se eravamo interessati alla gara" ha detto la donna, "poi un mese dopo ci è arrivato il fax con l'invito ufficiale. Come mio solito ho comunicato il tutto al mio superiore, Mauro Meraviglia. Ricordo che il termine della gara era fissato per il 19 di luglio, quindi era una gara un po' urgente". Su domanda del PM Figoni, contestando un'intercettazione telefonica avvenuta il 15 maggio di quell'anno, già presente agli atti e avvenuta tra Meraviglia e Castelli di Sannazzaro, la dipendente della società comasca ha detto di non aver ricevuto dal suo capo informazioni circa la sua pregressa conoscenza della gara. Successivamente l'avvocato Stefano Pelizzari, a difesa di un altro imprenditore edile, Claudio Redaelli, ha invitato a testimoniare circa la "chiamata" in causa del suo assistito alla gara d'appalto Mario Sangiorgio, imprenditore classe 1954 di Garbagnate Monastero, ex presidente dell'ANCE Lecco e Sondrio. "Conosco Claudio Redaelli da 40 anni e Castelli di Sannazzaro da 20. Quest'ultimo mi aveva interpellato chiedendomi il nome di una ditta che partecipasse alla gara d'appalto, gli ho suggerito la ditta di Redaelli". Su questo punto il PM è voluto tornare nel suo controesame, chiedendo al testimone come avesse fatto a suggerire l'impresa di Redaelli nonostante non conoscesse nello specifico i lavori da eseguire e se poi avesse comunicato del "suggerimento" a quest'ultimo: "erano semplici lavori edili" ha detto Sangiorgio, "però non ricordo se ho comunicato a Redaelli di questa richiesta. Lo vedo tre volte a settimana, non penso tuttavia di averglielo detto". Anche il Collegio giudicante ha voluto chiedere una specifica al testimone, domandandogli se fosse frequente il "suggerimento" tra imprenditori in modo reciproco: "sì, nei lavori privati" ha detto il Sangiorgio, "per i lavori pubblici non lo so, io non me ne occupo. Era la prima volta che segnalavo qualcuno a Castelli". La difesa dell'azienda di Redaelli ha ulteriormente invitato a testimoniare anche un dipendente della ditta, in particolare il suo ragioniere, il quale ha affermato in merito alla vicenda che "il sig. Redaelli non ha partecipato alla gara perchè era indisposto, era ricoverato in ospedale e mi aveva autorizzato a mandare la missiva il 3 luglio del 2013 proprio per queste sue vicende personali". Appresa la notizia sulle condizioni di salute dell'imprenditore all'epoca dei fatti, il Collegio ha "ripescato" fuori dall'aula il testimone congedato poco prima per un'ulteriore precisazione sulle condizioni di salute del titolare dell'omonima ditta: "so che il Redaelli aveva problemi di salute" ha detto l'imprenditore Mario Sangiorgio, "ma non saprei dirvi se e quando sia stato ricoverato". Come ultimo testimone è stato poi chiamato dalla difesa dell'architetto Rigat -rappresentata dall'avvocato Panciroli- l'avvocato del foro di Lecco Enrico Rigamonti, investito -insieme al suo studio- nel 2012 per consulenze vertenti l'appalto di ristrutturazione dell'ospedale di Merate. "La pratica è rimasta aperta per due anni" ha detto la toga, "ma le consulenze si sono verificate nel marzo del 2012 e nel dicembre del 2013. Per la prima avevamo dovuto predisporre una bozza di diffida alla direzione lavori affinché sensibilizzasse l'impresa a fornire determinati documenti. Io la inviai, tra gli altri, al dott. Rigat, che successivamente la firmò come Rup. L'altra attività che svolgemmo come studio legale avvenne nel dicembre del 2013 in merito alla percorribilità di una transazione. Noi in quell'occasione, oltre a dare un parere favorevole, abbiamo anche dato delle indicazioni giuridiche sullo svolgimento". Terminata la seduta odierna, il collegio ha aggiornato il processo all'udienza -già calendarizzata in precedenza- del prossimo 21 novembre per l'escussione di sei testimoni della difesa Rigat, tra cui l'ex DG dell'azienda ospedaliera di Lecco Mauro Lovisari. Il 19 di dicembre ci sarà poi l'ultima udienza dedicata alla fase istruttoria con l'audizione degli ulteriori testimoni residui per poi terminare il 13 febbraio del 2020 con l'udienza dedicata alla discussione finale di tutte le parti.
B.F.
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