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Scritto Giovedì 18 luglio 2019 alle 17:49

Lomagna: la minoranza chiede la sfiducia contro Fumagalli. Accentramento poteri, presunto conflitto d'interessi e il caso ''Fiocchi''

Un pesante attacco del gruppo di minoranza "Uniti per Lomagna" verso la maggioranza è stato sferrato nelle scorse ore, a pochi giorni dal Consiglio comunale che dovrebbe tenersi venerdì 26 luglio. Nella prima assise del nuovo mandato, quella dell'insediamento il 13 giugno, il capogruppo dell'opposizione Mauro Sala aveva lamentato la totale non condivisione di attribuire all'ex primo cittadino Stefano Fumagalli le deleghe a Urbanistica, Lavori pubblici, Viabilità, Sicurezza e Servizio idrico. «Un pieno di poteri che sinceramente ci preoccupa molto» sentenziava in aula il consigliere dai banchi della minoranza. La conclusione - che poteva apparire una provocazione per rovinare la "festa" alla rinnovata Giunta - paventava già l'ipotesi della richiesta più estrema, politicamente parlando: «Per il bene di Lomagna vi chiediamo di sostituirlo da quest'incarico, per evitare nostre azioni future in merito» dichiarava Sala riferendosi al vice sindaco Fumagalli e in particolare alle sue deleghe all'Urbanistica e ai Lavori pubblici.

Stefano Fumagalli
Dalle parole ai fatti. A distanza di poco più di un mese, "Uniti per Lomagna" chiede la testa di Fumagalli con una mozione di sfiducia lunga tre pagine. La posizione è inequivocabile da parte dell'opposizione che considera la scelta operata dalla sindaca "incongrua, inopportuna e potenzialmente apportatrice di problemi nello svolgimento dell'attività amministrativa a Lomagna, ed in definitiva quindi generare danni alla comunità lomagnese stessa" si legge nel documento depositato. In una mossa, la minoranza ne attacca uno - Fumagalli - per colpirne due - anche Citterio. "La necessaria azione di controllo e di indirizzo da parte del Sindaco sarebbe estremamente difficoltosa da esercitare con questo assetto organizzativo [...]. Al contrario con ogni evidenza si profilerebbe una situazione in cui sarebbe l'Assessore a determinare la linea di azione della Giunta in una grande varietà di circostanze" accusa con forza la minoranza. Due le cause rintracciate: l'accentramento di molti ambiti amministrativi di peso a Fumagalli e l'inesperienza di Citterio - a detta degli scriventi - su alcuni settori tecnici, che si differenzierebbero dal suo profilo culturale e professionale.

Ma la mozione di sfiducia va oltre e sull'attività amministrativa dell'ex sindaco parla di errori, opacità ed incongruità. Ampio spazio è dedicato al Piano "Fiocchi Munizioni" a Lomagna. E in parte vengono riprese le critiche che per primi abbiamo evidenziato nei nostri articoli. In particolare il contrasto dell'attività di deposito che si prefigura in via Giotto con un articolo delle Norme Tecniche di Attuazione relative al Piano Territoriale di Coordinamento del Parco del Curone [clicca QUI]. Il gruppo di Sala insiste sul punto: "se venisse realizzato un deposito di esplosivi, in caso di incidente o attentato potrebbero essere coinvolte le abitazioni e l'importante industria chimica presenti a breve distanza". Passaggio ulteriore, ma sempre in relazione alle norme del Parco, è la difficoltà nel far collimare lo stoccaggio di bossoli con alcuni vincoli imposti dal Parco stesso: maggiore compatibilità della destinazione d'uso, riduzione dei flussi di traffico indotti, creazione di attrezzature compatibili (culturali, sportive, ricreative, per il tempo libero).

Ad essere tirato in ballo è anche l'ipotizzato conflitto d'interessi detenuto da Fumagalli "data la presenza del cognato come operatore sul territorio". A sostegno di ciò vengono citati i casi del centro polivalente, del centro sportivo e la variante al Piano di Governo del Territorio in generale. L'elenco viene allargato poi alle scelte urbanistiche di via IV novembre e di via Marconi. La minoranza consiliare profila la possibilità di una "consapevolezza da parte di chi ha interessi nel territorio di avere un 'santo' all'interno dell'amministrazione con la quale deve interagire". Continua l'analisi "A questo atteggiamento farebbe specularmente riscontro, difficile non pensarlo, una difficoltà di chi deve decidere a sostenere sempre ed in ogni circostanza il prevalente interesse della comunità". E sull'ambito di riqualificazione di via Roma si osserva che sia stato approvato a ridosso delle elezioni e ciò sarebbe avvenuto secondo la minoranza: "nel tentativo evidente di mettere l'eventuale nuova amministrazione davanti ad un fatto compiuto".

Seppur accennata, la questione della presunta incompatibilità di Stefano Fumagalli era già emersa nello scorso Consiglio comunale. La replica seccata della sindaca Citterio riconfermava la scelta assunta sul conferimento delle deleghe e non accettava le accuse che avrebbero messo in discussione la "buona fede" dell'amministrazione. «Su questo non transigo - diceva Citterio in aula - Per cui per cortesia, se vogliamo confrontarci e condividere bisogna comunque partire da un presupposto di fiducia reciproca, almeno di essere qua a cercare di fare il bene. Dopodiché se vogliamo essere lì a guardare il dettaglio che non funziona o la malafede, ecco su questo io faccio un po' fatica a starci, sono onesta». La mozione la mette però spalle al muro e formalmente dovrà elaborare una replica più articolata, di cui si conosceranno i dettagli tra una settimana in sala consigliare.


Lo spazio resta naturalmente a disposizione per eventuali repliche o precisazioni delle parti interessate.
Marco Pessina
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