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Scritto Giovedì 11 luglio 2019 alle 15:17

Mandic: le ragioni della scarsa presenza di cittadini agli incontri a difesa di un’azienda di cui, prima o poi, tutti abbiamo bisogno

Sovrastima del problema, come sostiene il Sindaco di Merate, sottostima del quadro generale come avvertono i membri del comitato di difesa del Mandic o più semplicemente disaffezione verso la "cosa" pubblica, anche se poi, di questa "cosa" pubblica tutti, prima o poi, ne abbiamo un disperato bisogno?
Sono tre spiegazioni, tutte per un verso o per l'altro, valide, che giustificano la scarsità di partecipazione alle riunioni indette del Comitato per la difesa dell'ospedale cittadino.
Noi, per la verità, alla prima, quella di Massimo Panzeri, abbiamo sempre dato scarso credito. L'uomo è senz'altro un ottimo operativo ma sin dall'inizio ha attribuito il giudizio preoccupato agli articoli di stampa. Scambiando così causa e effetto. Non si può eccellere in tutto: Panzeri conosce bene le dinamiche dei lavori pubblici, asfalti e tombini per lui non hanno segreti, ma l'organizzazione complessa di un presidio ospedaliero non gli è chiara. Tanto che il suo segretario scambiava il direttore sanitario di presidio per quello di azienda. Ignorando persino che il Mandic da anni manca sia di un direttore sanitario - Baraldo è in condivisione con gli altri presidi - sia, soprattutto un direttore amministrativo. In pratica è un'azienda di 900 dipendenti e 90 milioni di fatturato composta da operai, impiegati e capi ufficio (personale generico, infermieristico e medico) con qualche quadro intermedio (un paio di capidipartimento).
E' incredibile come sia stato possibile essere caduti tanto in basso, nel giro di un lustro, nell'organizzazione della più importante azienda del meratese-casatese.
Ma, in fondo, perché stupirsi? All'unico comitato di volontari che cerca di fare qualcosa per l'ospedale nessun sindaco ha aderito e anche all'incontro di martedì sera erano rappresentati quattro comuni sui 24 del distretto.
Se i primi cittadini si disinteressano dell'azienda che garantisce cura e assistenza non c'è da sorprendersi se poi i cosiddetti cittadini comuni disertano gli incontri.
Il Mandic ha seri problemi altro che la "percezione" positiva di Panzeri. Alcuni sono universali e attribuibili al numero chiuso per l'accesso alla facoltà di medicina e alla specialistica; ma altri sono locali, nell'eterno confronto tra il Manzoni e Il Mandic che, pur nelle reciproche ristrettezze, vede il primo "coprirsi" con le scarse risorse del secondo. E qui c'entra la direzione generale che, storicamente, stando a Lecco, recepisce prima le istanze degli operatori del Manzoni. Solo Mauro Lovisari aveva colto in pieno le potenzialità del Mandic tentando in tutti i modi di valorizzarle. E forse anche per questo ha pagato un prezzo molto alto.
Con l'uscita della dottoressa Viganò il presidio di Merate perde anche l'ortopedia pediatrica. Un pezzo alla volta, e il pendolarismo verso Lecco si incrementa. Possibile che una biopsia al fegato non si possa eseguirla a Merate? No, non si può. Bisogna andare a Lecco.
Allora diciamolo una volta per tutte: se le cose stanno così è preferibile che il Mandic entri nell'orbita dell'azienda sanitaria territoriale di Desio-Vimercate. Almeno per raggiungere il nuovo presidio di Oreno si impiega un quarto d'ora, non un'ora come andare a Germanedo.
Se questa è la china, contro la quale pochissimi combattono, una battaglia persa in partenza per l'esiguità delle forze a difesa del presidio, almeno si scelga il male minore.
Certo che questa nuova classe dirigente che guida i comuni fa davvero tristezza se messa a confronto con i giganti di trent'anni fa quando erano gli stessi amministratori comunali , a loro volta pressati dai sindaci attentissimi alle problematiche del presidio, a decidere indirizzi e obiettivi da assegnare alla dirigenza ospedaliera. Grazie a continui colloqui con i primari e a un rapporto diretto con la Regione.
Il confronto tra un Sandro Cesana o un Giacomo Molteni con un Paolo Brivio o un Daniele Villa è davvero impietoso.
Claudio Brambilla
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