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Scritto Lunedì 08 luglio 2019 alle 19:14

Osnago: all'Arci La Lo.Co. il "vuoto a rendere" per le bottiglie di vetro che tornano al banco

Per i frequentatori dell'Arci La Lo.Co. di Osnago non stupisce la scelta di mettere meno plastica...in circolo, una naturale conseguenza di un'attenzione all'ambiente già manifestata negli anni, ma l'ultima trovata è un "ritorno al futuro" che rappresenta una novità sul territorio. Il meccanismo è semplice. Intanto ai fornitori si è detto no alle bottigliette di acqua in plastica, in pratica le uniche che erano ancora rimaste a disposizione in materiale plastico. E poi l'applicazione del principio del vuoto a rendere. D'ora in avanti chi riporterà indietro al banco la bottiglia di acqua o di birra riceverà indietro la cauzione di 10 centesimi. Una sorta di riconoscimento morale e concreto del valore del riuso.

Una scelta che si inserisce appieno nella filosofia di consumo critico, rappresentato al circolo e dal Gruppo di Acquisto Solidale e dalla Cucina "Sapore critico" che privilegia prodotti biologici e a chilometro zero. L'impianto della cucina è stato installato nel 2014 e da allora pranzi e cene sono sempre stati serviti con stoviglie di vetro e ceramica, evitando così i prodotti usa e getta, fonti di spreco e inquinamento. «Nella recente assemblea dei soci, tra gli obiettivi che il Direttivo deve darsi, è stata sottolineata anche la maggiore attenzione alla questione ambientale - spiega Michele Cassanelli, tra i responsabili del circolo La Lo.Co. - Abbiamo così puntato all'introduzione del vuoto a rendere».

Le idee per diminuire gli sprechi sono tante anche per il futuro. Tra le ipotesi si parte dal bandire le cannucce di plastica e si arriva fino all'impianto di depurazione dell'acqua per la tavola e all'installazione di un impianto fotovoltaico. Servono però i fondi necessari e affrontare volta per volta le scelte più complesse con l'amministrazione comunale, per via della convenzione in essere che concede ad uso gratuito i locali della stazione all'associazione . «I nostri fornitori ci dicono che molti esercenti stanno passando al vetro o ad altri materiali come il tetrapak. Applicare anche il vuoto a rendere significa per noi lanciare un segnale e vedere se attecchisce pure in Brianza, come già accade in molte città d'Europa» motiva Cassanelli.

Un decreto ministeriale di sperimentazione per 12 mesi del vuoto a rendere era entrato in vigore nell'ottobre 2017. Scarsamente promosso dalle Istituzioni, nonostante il suggerimento di Anci ai Comuni di ridurre la tassa dei rifiuti agli esercenti che aderissero, il progetto è naufragato. In cinque mesi (oltre non si riescono a reperire i dati sul sito del Ministero dell'Ambiente) in tutta Italia avevano aderito solo 14 esercenti, 21 distributori e 31 produttori. Una spinta dal basso potrebbe essere un esempio per le attività commerciali, ma anche per le politiche messe in atto dalle amministrazioni locali per incentivare certi modelli virtuosi, a partire da una riduzione della TARI che almeno nei piccoli Comuni non sarebbe fonte di grandi squilibri sulla gestione delle casse.


Marco Pessina
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