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Scritto Sabato 06 luglio 2019 alle 15:46

S.Maria: in quei boschi si spaccia da 15 anni. Don Carlo Turrini aveva raccolto la sfida invitando in oratorio i giovani di quel mondo

Azione del Sindaco Brambilla di Santa Maria Hoé

buongiorno,
non entro nel merito dell'operato del Sindaco Brambilla
la cui vicenda ha avuto largo spazio sul giornale. Ma leggendo l'articolo, la cosa che mi ha stupito è che si parla dello spaccio nei boschi sopra santa Maria come di un fenomeno di recente nascita da estirpare subito. Ma non è così, quel fenomeno in quei boschi come in altri punti della zona tra Perego, l'ex Rovagnate e appunto Santa Maria Hoé dura da almeno più di 15 /20 anni. Quando forse il sindaco era solo un adolescente. Questo lo sanno bene quelle persone che in questi anni si sono messi all'ascolto del territorio, leggendo alcuni fenomeni sociali. Qui rendo merito alla lungimiranza di Don Carlo Turrini, ex parroco di Santa Maria Hoé che in un epoca non sospetta, osò raccogliere una sfida fattagli da alcuni giovani:(si attirò anche qualche disapprovazione dai suoi colleghi) aprire le porte dell'oratorio di Santa Maria a giovani che provenivano dal quel mondo e a giovani impegnati nell'oratorio che chiedevano entrambi la possibilità di uno spazio in cui confrontarsi, parlarsi per capire i problemi. Quell'esperienza, seguita e curata da persone adulte del territorio fu generatrice di vita e cambiò la vita di tutti quei giovani.
A mio modesto avviso l'azione "repressiva" deve essere sempre congiunta all'azione educativa, formativa e deve saper sempre essere capace di porsi all'ascolto del territorio, delle persone, degli adolescenti che con i loro atteggiamenti lanciano agli adulti messaggi che vanno letti e interpretati.
Bisogna fare fronte comune tra tutte le forze politiche, sociali e religiosi del territorio per delle azioni inclusive.
Silvia
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