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Scritto Mercoledì 03 luglio 2019 alle 13:01

Merate: nella scelta dei presidenti di Commissione prevale l'appartenenza su prudenza, competenza e esperienza

Che Massimo Panzeri, vinte finalmente le elezioni, volesse prendersi una rivincita personale e politica era apparso evidente, sin dalla sera dell'insediamento, dal botta e risposta duro, a tratti minaccioso, con lo sconfitto Aldo Castelli.

I primi giorni non erano stati particolarmente fortunati: prima il crollo delle luci dell'auditorium, benedetto comunque dalla buona sorte; poi l'uscita improvvida con l'augurio agli scolari di quinta elementare di Sartirana per gli esami, quando è noto che gli esami di quinta sono stati soppressi da tempo; infine il ritornello, tipico di chi non sa ma pensa di sapere, che l'ospedale non versa in preoccupanti condizioni proprio quando, per la prima volta, tutte le sigle sindacali convocate dal Prefetto per un incontro con i vertici dell'Asst e i rappresentanti dei distretti (dei tre mancava giustappunto Panzeri) hanno dichiarato lo stato di agitazione del persone, tremila dipendenti, per le condizioni di lavoro sempre meno accettabili, tali da pregiudicare la qualità dell'assistenza al paziente.

Tre indizi a tre settimane dall'inizio della tredicesima consigliatura che avrebbero dovuto consigliere prudenza. Al Sindaco e ai suoi alleati. Invece con la nomina dei presidenti di Commissione è apparso chiaro che la nuova maggioranza a trazione leghista, nonostante la vittoria di misura e la perdita di quasi 500 voti dalle europee alle comunali, intende governare con la logica del comando e non con quella della condivisione.

Andrea Massironi, con la fama di essere un duro e un accentratore, aveva lasciato la presidenza di alcune commissioni alle minoranze. Ad esempio l'urbanistica (Ambiente e territorio) era presieduta dall'avvocato Andrea Valli, leghista, in minoranza proprio con Panzeri, autore del primo PGT di Merate quando sedeva in Giunta con Robbiani sindaco. Un'ottima scelta, a riprova dell'abilità politica, comunque la si pensi, dell'ex primo cittadino. Dimessosi volontariamente Valli, la scelta era caduta su Fabio Tamandi, attento studioso di urbanistica e certamente esente dal rischio di intrecci tra la propria attività e il ruolo politico.

Panzeri invece ha scelto l'architetto Alessandro Vanotti, alla sua prima esperienza amministrativa, ma molto impegnato professionalmente nel territorio. Sia direttamente sia attraverso la non proprio affollatissima associazione Museo Italia Tour cui aderiscono diversi professionisti della zona. Una scelta in netto contrasto col passato. Nelle due legislature precedenti a quella terminata nel maggio scorso, sindaci Andrea Robbiani (2009-2014) e Battista Albani (2004-2009) accanto agli assessori Andrea Valli (avvocato) e Ernesto Passoni, ex lavoratore dipendente erano stati eletti alla presidenza della commissione ambiente e territorio, rispettivamente John Patrick Tomalino, un esperto di informatica e Roberto Riva, ex dipendente Enel.
Insomma si è sempre evitato di mettere alla guida della Commissione urbanistica un professionista del settore. Ma Panzeri l'ha fatto. Inutile chiedersi le ragioni.

L'altra Commissione di grande importanza è quella dei servizi alla persona che un tempo si chiamava commissione servizi sociali. Lì tra le file dell'opposizione c'è solo l'imbarazzo della scelta. Invece il prode Sindaco, alla testa di una commissione tanto strategica ha messo Greta Ghezzi, una ragazzina poco più che ventenne, alla sua prima esperienza, digiuna di tutto. Se si vuol far crescere una giovane, ottima cosa del resto, prima la si nomina commissario e poi, semmai presidente di commissione. Non viceversa. Con Massironi, presidente era il consigliere di minoranza Valeria Marinari. E non c'è altro da aggiungere.

Patrizia Riva sarebbe stata la persona più indicata. Ma è di centrosinistra e l'appartenenza evidentemente fa premio sulla competenza e l'esperienza maturata sul campo prima che in Aula.

Partiamo col piede sbagliato, queste è la nostra opinione, basata su qualche decennio di esperienza. La Lega, forte del risultato nazionale, di cui il locale beneficia e basta come pura rendita di posizione, è chiaro che vuol mostrare i muscoli.

E Massimo Panzeri sembra intendere il ruolo temporaneo come una rivincita sulla scala sociale del successo e dell'immagine. Resa plastica alla processione di Sartirana, dove ha marciato solo, impettito con giacca e fascia tricolore, davanti alla statua di San Pietro. Mentre i suoi predecessori, dai lontani anni novanta, stavano dietro di essa.


Claudio Brambilla
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