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Scritto Lunedì 24 giugno 2019 alle 14:58

Calco: con il FAI incontro in Villa Calchi per parlare del naviglio tra Paderno e Cornate

Una cornice mozzafiato come quella di una villa storica, dei relatori dai quali si può solamente imparare e un tema come quello del naviglio leonardesco tra Paderno e Cornate per conoscere quali incredibili opere ingegneristiche si celino nei nostri territori. Questa la ricetta del nuovo incontro organizzato dal FAI nel pomeriggio di domenica 23 giugno a Calco, intitolato ''Il naviglio di Paderno d'Adda. Canale leonardesco'', ospitato in Villa Calchi.

Al tavolo dei relatori hanno seduto, accanto all'immancabile Marcella Mattavelli, responsabile della delegazione meratese del FAI, l'architetta e storica dell'arte Elisabetta Ferrario, che è anche capogruppo della delegazione FAI della Martesana, insieme al dr. Andrea Castagna, anch'egli grande conoscitore della storia del passaggio di Leonardo sulle rive dell'Adda ''brianzolo'' e membro del gruppo FAI di Vimercate. Un incontro piuttosto partecipato ed inserito nell'ambito della rassegna che il Fondo Ambiente Italiano della Lombardia ha organizzato per celebrare il 500esimo anniversario della morte del genio rinascimentale. ''Il lavoro consiste nel strutturare una rete di incontri per raccontare Leonardo e le sue opere a 500 anni dalla sua scomparsa, partendo dai luoghi in cui lui stesso ha vissuto'' ha spiegato la responsabile Mattavelli.

Marcella Mattavelli, responsabile della delegazione meratese del FAI

La parola è quindi passata all'architetto Ferrario, alla quale è spettato il compito di riepilogare i passaggi che portarono alla nascita dell'opera situata tra Paderno e Cornate e permise, tramite un sistema di chiuse e conche idrauliche, la navigazione dell'Adda anche in un tratto caratterizzato da un dislivello di 27 metri. ''Da Como già nel 1400 diversi materiali arrivavano a Milano attraverso l'Adda, che però in alcuni tratti era innavigabile'' ha spiegato. ''Si partiva perché da Trezzo, usando il Naviglio Martesana, un'opera molto importante per l'economia di allora. Poi arrivo il 1443 e alcune famiglie iniziarono a progettare un primo tratto del canale tra Paderno e Cornate. Si interruppe fino al 1457 quando diventò un'iniziativa del Ducato milanese''.

Elisabetta Ferraio, architetta e storica dell’arte, responsabile della delegazione del FAI della Martesana

Quando Leonardo arrivò a Milano, nel 1482, trovò un sistema di canali navigabili già piuttosto strutturato tra Naviglio Grande, Naviglio Martesana e i loro fratelli. ''A Leonardo possiamo però associare il prolungamento di quello della Martesana e altre iniziative che migliorarono il sistema di chiuse, già presenti. Non dimentichiamoci che Leonardo fu un grande disegnatore, dotato di una spiccata curiosità intellettuale. I suoi disegni sono spesso accompagnati da appunti che servivano a lui e in buona parte indecifrabili''. Su molti dei documenti che appartenevano al genio toscano, infatti, sono frequentemente riportati appunti che richiamano i suoi studi sulle rive dell'Adda.

Il dr. Andrea Castagna del gruppo FAI Vimercate

Tra il 1508 e il 1513, ha proseguito la storica dell'arte, Leonardo alloggia spesso a Vaprio e studia i metodi per trasportare i materiali edilizi a Milano, che era in continua evoluzione. Il progetto della Conca Grande, che oggi risulta pressoché abbandonata, si chiuse definitivamente alla fine del sedicesimo secolo per opera degli ingegneri Meda e Bisanti. Anche in questa occasione il FAI, con i suoi esperti, ha contribuito a spargere il verbo della conoscenza del territorio, passando soprattutto per la sua storia e per le grandi figure che l'hanno caratterizzata. Per conoscere il programma dei prossimi appuntamenti della rassegna Sulle tracce di Leonardo con il FAI, CLICCA QUI.


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