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Scritto Domenica 23 giugno 2019 alle 10:09

Ronco, Frigel: interrogazione in regione sui 29 licenziamenti

Il caso relativo alla crisi della Frigel CCS di Ronco Briantino approda in Regione. L'interrogazione sul licenziamento previsto dei 29 lavoratori dell'azienda ronchese specializzata in prodotti destinati al mercato oil&gas, è arrivato all'attenzione del Pirellone, grazie all'interrogazione presentata dal consigliere besanese della Lega, Alessandro Corbetta, che ha sollecitato la giunta a prendere provvedimenti a tutela dei lavoratori dello stabilimento.


La Frigel, realtà nata nel 2011 dopo il fallimento e l'acquisizione della Cosfi, a fine aprile scorso ha aperto una nuova filiale in Polonia. Un caso che ricorda quindi molto da vicino quello della K-Flex di Roncello, che nel 2017 licenziò 170 dipendenti dopo aver aperto una filiale nel paese dell'Est. Ora la decisione di licenziare i 29 dipendenti dopo che le sigle sindacali FIOM CIGL e FIM CISL, sapendo della scelta aziendale di dismettere il sito, avevano chiesto che venissero messi in campo strumenti che riducessero l'impatto sociale della scelta sui lavoratori. Una linea, quella del licenziamento collettivo, che alla fine però è stata imposta dalla stessa azienda. I sindacati avevano chiesto inoltre il conforto nella vicenda anche di Regione Lombardia, la quale aveva confermato la possibilità di fare ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.
"Regione Lombardia deve mettere in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per evitare questa chiusura - ha sottolineato Corbetta - che impoverirebbe ulteriormente il tessuto lavorativo del nostro territorio già provato dagli anni di crisi. Il gruppo proprietario dell’azienda vuole chiudere il sito produttivo di Ronco Briantino e lasciare a casa 29 persone, quando a livello generale pubblicizza sul proprio sito internet una crescita media annua del 20%. Tra l’altro, alla fine dello scorso aprile, la Frigel dava notizia di aver aperto una nuova filiale in Polonia per aver accesso al mercato locale, denotando ulteriormente il positivo stato di salute economica del gruppo. L’azienda inoltre si sarebbe detta indisponibile a fare ricorso a strumenti alternativi al licenziamento collettivo, come gli ammortizzatori sociali. Un comportamento davvero scorretto da parte della proprietà nei confronti dei dipendenti di Ronco Briantino e di tutto il nostro territorio e per questo motivo Regione deve intervenire con ogni strumento a propria disposizione".
Nell’interrogazione a risposta scritta il consigliere regionale Alessandro Corbetta ha chiesto alla Giunta Regionale "quali azioni rapide e certe intenda adottare per evitare il licenziamento dei 29 dipendenti e quali strumenti intenda mettere in campo per tutelare i lavoratori e le loro famiglie".

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M.L.
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