Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 306.042.057
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 16/07/2019

Merate: 17 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 12 µg/mc
Lecco: v. Sora: 9 µg/mc
Valmadrera: 9 µg/mc
Scritto Sabato 22 giugno 2019 alle 21:13

Merate: la comunità del Mandic abbraccia Don  Biagio nel suo 40esimo di ordinazione che dona la quarta cura ai malati

Ha tratteggiato i suoi 40 anni di Messa con 4 immagini evocative legate ai luoghi dove la missione affidatagli da Dio lo ha portato in qualità di pastore e ai sentimenti che queste esperienze gli hanno scavato nel cuore.

Don Biagio Fumagalli


Emozionato e felice, Don Biagio Fumagalli nel pomeriggio di sabato 22 giugno ha ricordato con la comunità del San Leopoldo Mandic la sua vita al servizio della Chiesa, circondato dai confratelli (il vicario Mons. Maurizio Rolla, il prevosto don Luigi Peraboni, don Luigi di Ruginello), dai famigliari, dagli amici delle varie parrocchie in cui ha svolto servizio e poi dal personale ospedaliero e dai tanti che si sono affezionati a lui in questi anni diventando il suo gregge quotidiano sparpagliato tra le corsie del nosocomio.

VIDEO

A tratteggiare un ritratto molto bello e affettuoso è stato un volontario dell'AVIS che ha parlato di un sacerdote sempre presente, discreto, silenzioso ma appassionato e appassionante di Dio. "Lei è qui come un pastore senza gregge, che accudisce una comunità invisibile che muta continuamente, una comunità speciale. In ospedale la malattia, la vecchiaia, la sofferenza accomunano le persone ma ad unirle c'è anche la ricerca di garanzie per il futuro. Qui Lei ha un popolo che cerca la quarta cura: dopo l'intervento, la degenza, i farmaci le persone cercano la speranza. In Lei vedono l'uomo sacro di Dio e il nostro augurio è che questa sacralità la accompagni sempre".

La parola è poi passata a Don Biagio che durante l'omelia ha accompagnato per mano i fedeli nei suoi 40 anni di sacerdozio.
Nella prima tappa, novello prete a Macherio, i fedeli si sono fidati di lui. Lo hanno accolto con fiducia considerandolo un saggio, un "anziano". "Mi sentivo inadeguato mentre confessavo persone adulte con tante storie alle spalle. E io, novello sacerdote che ne sapevo? Ma queste persone si sono fidate di me. Dio si è fidato di me" ha raccontato.

VIDEO

Nel secondo momento della sua riflessione Don Biagio ha ricordato il suo arrivo a Besana dove si è sentito accolto e mai giudicato, senza alcun paragone con i predecessori, ritenendosi parte della vita stessa delle famiglie della comunità.
A Ruginello si è fatto avanti il senso della responsabilità, maturato con l'esperienza e forgiato dagli anni in mezzo alla gente. Diventato parroco Don Biagio ha parlato di una esperienza profonda, maturante ed esaltante. "Ho iniziato un cammino del segno della responsabilità, come un padre di famiglia che vuole bene ai suoi e fa di tutto per stare con loro e per incontrarli".
E oggi con la sua pastorale tra i pazienti del Mandic, Don Biagio si sente ancora in cammino. "E' un percorso nella sofferenza fisica, mentale e morale dell'uomo. Il cardinale Martini ci chiedeva di farci prossimo avvicinandoci all'uomo del nostro tempo suscitando speranza con parole di fiducia e un orecchio attento".

Mons. Rolla, don Biagio, don Peraboni e don Luigi

La funzione, animata dal coro di Ruginello, ha visto la presenza del dottor Gedeone Baraldo (direttore medico di presidio), di medici e personale sanitario, del sindaco Massimo Augusto Panzeri che ha finalmente spezzato la disdicevole abitudine della scorsa legislatura di "bucare" le funzioni religiose all'ospedale cittadino.


La cerimonia si è infine chiusa con la consegna degli auguri del Santo Padre e dell'arcivescovo Mario Delpini da parte della signora Sermida, decana della comunità del Mandic prossima alle 102 primavere e che mai manca alla Messa vespertina, in prima fila, con uno zelo e un brio invidiabili.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

Dopo i ringraziamenti da parte di don Biagio a tutti coloro che lo hanno accompagnato in questi anni e soprattutto in questo giorno di festa, i presenti si sono spostati nella sala mensa per un abbondante rinfresco.

Oggi è una giornata particolare.... anche per questo luogo..., ricordiamo i 40 anni di sacerdozio di don Biagio... il ns cappellano in questo Ospedale.
Sono presenti.... tutte le associazioni che....in qualche modo.... espletano un'attività che ha un'attinenza...con l'ospedale stesso. ...Con noi...a festeggiarlo...ci sono il vicario episcopale mons. Rolla... don Luigi Prevosto di Merate... e don Luigi Vicario di Ruginello.... oltre alle autorità di questo ospedale ...il sindaco e le autorità civili .
Una persona a Lei cara... la signora MIDA...decana di questa cappella le porterà,... dopo la comunione...la benedizione apostolica del santo padre,.. papa Francesco.
Le portiamo anche... gli auguri e la benedizione... del ns arcivescovo Mario... che non può oggi essere presente... essendo impegnato in visite pastorali... ma che si ripropone ....di incontrarla,... visitando i malati e la struttura ospedaliera...., in occasione della visita pastorale... alle parrocchie di Merate
Immaginiamo ....che in questi giorni il suo pensiero,... don Biagio, ...sia andato a questi 4 decenni... scanditi in 4 luoghi diversi.... a partire da quell'atto carismatico...., conferitole 40 anni fa a Roma.... da un Papa oggi santo... papa Carol Wojtyla....oggi san Giovanni Paolo II°.
I suoi pensieri saranno andati....anche a tutte quelle parrocchie.... ove è stato inviato.... ed alle quali... ha dedicato la sua opera spirituale... anche a quelle prima.... della sua ordinazione sacerdotale.... pur per brevi periodi.... a Verano... Nerviano... Incirano... Paderno Dugnano.
Poi... dopo l'ordinazione sacerdotale... fra i giovani di Macherio... per quasi 10 anni.... e altrettanti a Besana... sempre e soprattutto fra i giovani... dedito alla loro formazione... dove il suo lavoro è stato... così descritto... dal prevosto di Besana di allora:... don Biagio opera con un impegno caratterizzato... da un lavoro silenzioso,... discreto... paziente ma TENACE..., vissuto quotidianamente,... tale da incidere... nella formazione dei giovani......... poi,... nella terza decade..., diventa parroco di Oldaniga Ruginello.
Lei è diventato sacerdote... in un periodo BUIO.... per il nostro paese...a valle...degli esaltanti anni di insurrezione ideologica...... un periodo buio che fu definito... il periodo degli anni di piombo, ....dove i depositari della verità spuntavano e sparivano velocemente.... e i giovani avevano riferimenti che mutavano troppo di frequente....per cui...
le avrà fatto piacere leggere.... quanto hanno scritto da adulti....., alcuni suoi ragazzi di Macherio..... che la ricordano come colui che.... pur ascoltando con pazienza.... I nostri propositi e progetti forse troppo grandi..... ci sollecitava... riportandoci... con i piedi per terra...dicendoci ...se volete davvero riuscire nella vita... allora... fate passo per volta,.... e sempre.... dopo aver consolidato il precedente ....bene questi ragazzi,... da adulti, riconoscevano ..... la piena ragione della sua pedagogia.
E come da parroco e pastore.... quindi non solo dedito ai giovani..... a Ruginello Oldaniga....., nel suo terzo decennio, .... il consiglio pastorale scrive e ricorda.... come Lei ....avesse sempre dedicato .....i sabati pomeriggio ..... al sacramento della riconciliazione .....sempre presente in chiesa.... per dare ad ognuno.... la certezza .....di potersi riconciliare con il Padre.
Ora, questa... esperienza... in luoghi di sofferenza.... anche qui quasi decennale ... anche se diversa dalle altre 3,.... Questa è impalpabile, ..... come se fosse un pastore senza Gregge, ....o un pastore che accudisce ad una comunità..... invisibile ...... perchè muta continuamente.
E' però una comunità speciale,..... di cui ognuno di noi ne può far parte.... volente o nolente.... Il più delle volte..... la vita....la nostra indole..... ci ha portato a dimenticare se non abiurare i buoni propositi di fede, .... siamo portati a vivere una vita.... tendente al laicismo, ....un po' materialoide poi....le delusioni,.... le debolezze, ....le MALATTIE ....la vecchiaia ci portano in questi luoghi...dove ci si accomuna.... per far fronte al dolore.... alla sofferenza e soprattutto ....alla ricerca di garanzie del domani.... alla ricerca di certezze future ... è qui, ....che spesso, ....inizia la riscoperta della fede.
Qui don Biagio.... Lei ha un popolo che cerca.... la quarta cura, ...dopo gli interventi.... dopo le terapie....... dopo le cure farmacologiche... c'è un popolo che cerca.... la SPERANZA ... la cerca con una forza disperata.. e noi crediamo che quando vedono Lei... vedono il possibile consolatore dei cuori.... Però ... non vedono don Biagio,.... non vedono il cappellano, ....non vedono il prete ...vedono in Lei....l'uomo sacro di Dio.
Che questa sacralità..... che un papa santo le conferì 40 anni fa...... l'accompagni sempre.... don Biagio.... Auguri
S.V.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco