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Scritto Sabato 22 giugno 2019 alle 09:00

Verderio: cambiamento climatico spiegato dagli attivisti 'Greenpeace' all’Arci Pintupi

La cattiva notizia è che i ghiacciai si stanno sciogliendo, eccome. Quella buona, per così dire, è che l'innalzamento dei mari ci sarà se le temperature continueranno ad aumentare. Se ne è  parlato ma all'Arci Pintupi di Verderio che ha ospitato nella serata di giovedì 21 giugno un incontro sul cambiamento climatico insieme ai volontari della sezione milanese di ''Greenpeace''.

Michele Bonserio (il coordinatore), Serena Ghiraldi, Laura Tedesco e Michele Mauri, relatori dell'incontro, hanno anzitutto tenuto a precisare che l'organizzazione per la quale si battono non è soltanto ''quel gruppo di attivisti che salva le balene dai bracconieri''. ''Non vogliamo solamente conservare l'ambiente, ma far sì che l'uomo viva in una società serena'' hanno spiegato. ''Il nostro obbiettivo è quello di garantire che ovunque si faccia giustizia sociale. Greenpeace, dove il verde e la pace sono uno propedeutico all'altro e vivono in simbiosi, crede in valori come l'ambientalismo, la conservazione dell'ambiente, la tutela della biodiversità, la pace e il disarmo. Il nostro metodo di azione è la nonviolenza e ci differenziamo dai volontari, il cui compito è quello di diffondere un ideale e sensibilizzare le persone, perché ci poniamo in prima persona e siamo perciò degli attivisti''. L'organizzazione, hanno aggiunto i quattro giovani milanesi, è spesso e volentieri un tramite per avvicinare e rendere di interesse eventi che magari accadono in luoghi remoti del mondo e, senza un'adeguata denuncia, rimarrebbero perciò all'oscuro dai più e, di conseguenza, impuniti.

Subito l'incontro ha poi virato sul tema principale della serata. ''Per cambiamento climatico si intende una qualunque variazione del clima verificatosi allo scorrere del tempo, come conseguenza di naturale variabilità o di attività umana. Il clima è lo stato, descritto anche tramite strumenti statistici, del sistema climatico, osservato nel lungo periodo (solitamente 30 anni). Il meteo è invece l'insieme delle condizioni dell'atmosfera, come vento, pioggia o temperatura, in un particolare luogo e istante di tempo''. Per gli attivisti di Greenpeace non è stato così difficile quale Nazione nel mondo abbia ''manomesso'' più di tutte il nostro importante sistema climatico. ''Gli Stati Uniti sono stati sorpassati nel 2006 dalla Cina.

Azione contro Mondelez

La crescita del settore industriale cinese ha infatti spinto le emissioni di carbone a crescere annualmente in doppia cifra''
. Gli americani, nel frattempo, sono però rimasti in scia. Stando ai dati riportati giovedì sera da Greenpeace, in media un cittadino degli USA produce circa 20 tonnellate di CO2. ''Potremmo tutti quanti ridurre la nostra impronta di carbonio personale prendendo i mezzi pubblici, riducendo il consumo di elettricità e energia, comprando prodotti locali e riducendo la carne rossa nella nostra alimentazione'' hanno spiegato i giovani attivisti. Il problema è poi stato analizzato in termini di gradi centigradi, del loro aumento e in che modo i Governi del mondo vorrebbero frenare.

Azione per la Convenzione sulla Biodiversità

''Nel 2015, alla Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP 21) a Parigi, i governi di tutto il mondo si sono accordati per limitare l'innalzamento della temperatura "ben al di sotto" dei 2°C e di lottare per l'1,5°C. Un rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha rivelato come limitare il riscaldamento a +1,5°C rispetto ai +2°C porterà 457 milioni di persone in meno a vivere in uno stato di povertà''. Per mantenere l'aumento di temperatura al di sotto dei 2°C, hanno proseguito i relatori, sarà bene azzerare le emissioni tra il 2050 e 2070, cioè tra non molto a ben vedere.

''Arrivare ad azzerare le emissioni al 2090 significa andare verso un aumento oltre i 3°C, mentre sarà praticamente impossibile azzerare prima del 2040 e, ad oggi, non ci sono prospettive verso per andare in quella direzione''.

Attivisti in azione per denunciare il disboscamento illegale a Kaliman in Indonesia

Ma per quanto serate come quella di giovedì o gli ormai celebri venerdì di sciopero studentesco lanciati dalla giovane svedese Greta Thunberg possano dare una mano, il destino di almeno la metà del ghiaccio alpino è destinato a fondersi per tutto il gas serra già emesso.  Da un pericolo all'altro, poi, gli attivisti di Greenpeace hanno preso in considerazione la deforestazione globale. ''Dal 2010, la produzione e il consumo di prodotti agricoli legati alla deforestazione - tra cui carne, soia, olio di palma e cacao - sono aumentati vertiginosamente e continuano ad aumentare. Nel periodo 2010-2015, la produzione di materie prime agricole ha causato la distruzione di 30 milioni di ettari di foresta, un'area equivalente alle dimensioni dell'Italia. Il 95% di questo fenomeno si è verificato in America Latina e nel Sudest asiatico. Entro il 2050, la produzione e il consumo globale di carne potrebbero aumentare del 76%, la produzione di soia di circa il 45% e la produzione di olio di palma di circa il 60%''.

E.C.
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