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Scritto Giovedì 20 giugno 2019 alle 12:31

Ronco: la Friger chiude e 29 dipendenti restano a casa

L'azienda Friger Ccs di Ronco Briantino ha deciso di dismettere la produzione locale, procedendo al licenziamento collettivo dei 29 dipendenti.
Una decisione che le sigle sindacali hanno deciso di contrastare anzitutto chiedendo l'attivazione degli strumenti legislativi per ridurre l'impatto sui lavoratori. Nonostante la possibilità di fare ricorso alla Cigs l'azienda non ha accettato, da qui l'appello a rivedere tale scelta.

CHIUDE LO STABILIMENTO FRIGEL DI RONCO:
QUALE FUTURO PER I LAVORATORI?


Il 5 giugno viene notificato l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per i 29 dipendenti della Frigel CCS di Ronco Briantino, azienda nata nel 2011 – dopo il fallimento e l'acquisizione della Cosfi – dal gruppo Frigel di Firenze e specializzata in prodotti destinati al mercato oil&gas internazionale. Negli anni , pur avendo ottenuto commesse importanti, la redditività è stata negativa.
FIOM CGIL e FIM CISL preso atto della scelta aziendale di dismettere la produzione nel sito di Ronco Briantino, hanno chiesto che fossero messi in campo tutti gli strumenti legislativi per ridurre l'impatto sociale di tale scelta sui lavoratori. Abbiamo verificato con Regione Lombardia la possibilità di fare ricorso alla CIGS e nonostante la Regione abbia confermato la possibilità di fare ricorso a questo ammortizzatore sociale, l'azienda si è resa indisponibile a fare ricorso a strumenti alternativi al licenziamento collettivo. Non comprendiamo la rigidità di tale scelta ma invitiamo nuovamente l'azienda ad un confronto aperto e franco per individuare tutti gli strumenti possibili per attutire l'impatto sociale della loro scelta.
Chiediamo il rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno sempre svolto il loro ruolo con senso di responsabilità e oggi si trovano ad essere considerati un costo non sostenibile.
Chiediamo alle istituzioni di sostenere, per quanto di loro competenza, le istanze di questi lavoratori. Ogni giorno assistiamo allo svuotamento del tessuto produttivo, indirizzandoci sulla pericolosa china della stagnazione economica e produttiva e in questo scenario la politica non può chiamarsi fuori.
Se queste istanze non saranno accolte, i lavoratori e le organizzazioni sindacali metteranno in campo tutte le azioni e forme di protesta consentite per giungere al risultato.

FIOM CGIL MONZA BRIANZA
FIM CISL MONZA BRIANZA LECCO
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