Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 305.296.248
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 12/07/2019

Merate: 21 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 16 µg/mc
Lecco: v. Sora: 18 µg/mc
Valmadrera: 14 µg/mc
Scritto Mercoledì 19 giugno 2019 alle 08:02

Accadeva 30 anni fa/82 – maggio: nasce la cooperativa della Protezione civile. Casa Amica festeggia il 1° anno di attività

C'era una volta il giudice conciliatore. Che non era obbligatoriamente un laureato in legge, ma una persona di buon senso e riconosciuta di specchiata onestà e equilibrio cui l'Amministrazione comunale conferiva l'incarico. Mario Zappa, fratello del più noto ingegner Luigi, dopo sei anni e seicento "cause" affrontate, annuncia di voler lasciare l'incarico entro la fine del mese di maggio. Il lavoro era "esploso" nel 1987 quando l'importo della singola causa da affidare al giudice conciliatore era salito da 50mila lire a un milione.

Luigi Zappa

Nel solo 1988 erano così finite sulla scrivania di Zappa ben duecento cause. Le più ricorrenti e anche quelle più strane: il cane che abbaia, la siepe che invade il terreno del confinante, la musica alta che tiene sveglio il palazzo; e poi questioni di merci vendute e comperate, pagamenti non onorati fino alla lite tra condomini l'uno perché accusa i figli dell'altro di consumare troppa energia elettrica giocando di continuo in cantina e l'altro che risponde dubitando della moralità della figlia del primo. E avanti così in un crescendo di reciproche accuse. Mario Zappa sarà poi sostituito dalla giovanissima Maria Antonia Caldirola, 25 anni, neo laureata in giurisprudenza. La carica era a remunerazione zero. Tanto per sottolineare lo spirito di servizio.

Maria Antonia Caldirola e Mario Zappa


Non è ancora estate ma già i fracassoni si fanno sentire. A Olgiate nella centrale via Roma una quindicina di giovani a bordo di moto e auto si scontrano con i residenti, esasperati dai rumori assordanti. Arrivano i carabinieri di Brivio che identificano i componenti dello squadrone e li denunciano per schiamazzi notturni. Una volta si faceva così. E la situazione rimaneva sotto controllo.
Sul futuro del ponte di Paderno è ancora il Partito comunista, da solo, sulle barricate a sollecitare la regione e le ferrovie a dare seguito al protocollo firmato nel 1983 per la costruzione del nuovo ponte sulla scorta del progetto denominato "Adda 80". Anche la provincia di Como competente con quella di Bergamo della strada sollecita interventi. Una indagine avviata proprio per dimostrare la necessità di un nuovo viadotto rende noto che nel periodo dal 24 marzo  al 7 aprile (1989) sul ponte erano transitate ben 157.961 veicoli con la punta massima di 13.425 domenica 26 marzo.
La classe operaia è andata in paradiso. Sembra una battuta da film invece è la realtà della Brianza che vede decine di aziende alla disperata quanto vana ricerca di personale. Il tasso di disoccupazione in provincia è bassissimo: 5,4% contro il 12% della media nazionale. In provincia di Como erano attive 41mila imprese (ventimila nel comprensorio lecchese) con 331mila addetti. Le figure professionali più ricercate sono, nell'ordine: venditori e assimilati, impiegati amministrativi con funzione direttiva, programmatori di "calcolatori elettronici" (come si chiamavano 30 anni fa i pc), ingegneri, disegnatori, periti industriali. I cartelloni di ricerca personale compaiono sui muri dei paesi. Gli anni ottanta volgono alla fine. Il debito pubblico è schizzato alle stelle tra l'83 e l'88, la Milano è ancora da bere ma tangentopoli si avvicina. E l'economia gira a tutto vapore.


La cooperativa casa Amica festeggia il suo primo anno di attività. Presente l'assessore ai servizi sociali Laura Crippa e il presidente della Coop. Enrico Mandelli i soci si incontrano nella sede di via IV Novembre a Brugarolo. La soddisfazione non sta tanto nei 102 milioni di lire di avanzo di gestione ma nei progressi decisamente notevoli dei nove ospiti avviati al lavoro. Mandelli invia a tutti i volontari il grazie più sentito e annuncia la volontà di cercare una sede più spaziosa per poter aumentare il numero degli ospiti.



Enrico Mandelli


Alle 5,32 di domenica 14 maggio una fortissima esplosione sveglia tutti i residenti nel raggio di molti chilometri da Calco. Centinaia di vetri vanno in frantumi. Ma a finire letteralmente sbriciolata è la gran parte di una discoteca posta lungo la statale. La bomba era stata piazzata davanti a un'uscita di sicurezza, nella zona del bar. Il primo a intervenire è il custode che dorme in una roulotte a un centinaio di metri dal locale. Già in passato la discoteca era stata oggetto di un pesante attentato per questo il custode dormiva all'esterno. I vigili del fuoco accertarono la tipologia della bomba, davvero di notevole potenza. Danni stimati per mezzo miliardo e chiusura del locale per mesi.
 
Qualche giorno prima, nella notte tra giovedì e venerdì una banda di ladri-antiquari aveva razziato una villa di prestigio posta nella centrale via Trento a Osnago. Bottino oltre cento milioni di lire tra quadri, vasi di porcellana, orologi a muro, una scrivania e un como'.
Tra il 15 e il 20 maggio l'impresa demolisce definitivamente l'immobile di via Oreste Bonfanti abitato fino a due anni prima da Sandro Viscardi, detto gatin, assassinato a coltellate e poi bruciato nel suo misero alloggio. Il responsabile del delitto resterà ignoto e l'inchiesta archiviata. Gatin era solo, un soggetto ai margini della società. Forse indagare a fondo era parso inutile. Così, una volta liberato anche quel tugurio i lavori di demolizione e ricostruzione potevano finalmente partire. E "cancellare" del tutto le tracce dell'omicidio.
Se nessuno obietta alla demolizione dello stabile del Pozzetto per realizzare una elegante palazzina, sull'area Cazzaniga si scatena la guerra. La Democrazia cristiana, o almeno parte di essa, punta a vendere, fare cassa per poi avviare i lavori di costruzione della tenenza dei carabinieri e della protezione civile. Il partito comunista invece sostiene che quell'area è strategica, posta quasi al centro della città. Per cui prima di procedere in qualche direzione è necessario sentire la popolazione attraverso un referendum consultivo. I comunisti sono d'accordo sulla costruzione delle caserme di carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile ma propongono che a farlo sia una società composta da tutti i comuni del distretto.
Nel territorio diversi temi vivacizzano il dibattito di fine maggio. A Cernusco l'amministrazione comunale ha appena realizzato il marciapiede di via Lecco che già i commercianti protestano per la riduzione della larghezza della strada temendo che ciò possa essere propedeutico al ritorno del senso unico, combattuto a colpi di serrate. Alessandro Colombo, assessore ai lavori pubblici nega fermamente che ciò possa accadere ma i commercianti si preparano di nuovo alla guerra.
A Paderno il comune cede per 130 milioni Cascina Maria al parco Adda Nord che si è impegnato nella totale ristrutturazione dell'antico edificio.
A Lomagna, dopo i brillanti risultati della locale squadra di calcio il sindaco Gianfranco Castelli decide di dotare il campo di tribune e spogliatoi. La presenza media domenicale è di poco meno di duecento spettatori costretti ad assistere alle partite in piedi aggrappati alla recinzione metallica.
Alla "Diana" la situazione permane critica. L'azienda denuncia cali di commesse e intende ridurre l'organico da 106 a 80 unità. Del resto una trentina di lavoratori è già in cassa integrazione da due anni. Nonostante gli sforzi nel marketing e le importanti sponsorizzazioni il marchio viene contrastato soprattutto dai produttori asiatici in grado di inondare il mercato a prezzi bassissimi.
Un'altra eccellenza dell'ospedale cittadino va in pensione. Si tratta di Bruno Guareschi, da 26 anni primario di radiologia. Il professor Guareschi era giunto al Mandic il 1 giugno del '63. Insegnava all'università di Milano e alla scuola di specializzazione di radiologia. Sposato quattro figli giunto a fine carriera, a 65 anni aveva commentato: "E' da quando avevo 18 anni che non siedo a tavola a pranzare con i miei cari. Ora finalmente lo potrò fare".

Bruno Guareschi


Il 29 maggio si costituisce ufficialmente la cooperativa "Società di protezione Civile Srl" con sede a Merate in via Cornaggia. Promotori dell'iniziativa sono il presidente del consorzio acque potabili ingegner Antonio Cova, l'avvocato Vico Fresia, l'ex primo cittadino di Perego Giuseppe Bonanomi, l'ingegner Arturo Comotti comandante del vigili del fuoco, l'ingegner Angelo Comotti, il dottor Giuseppe Brini, il geometra dell'acquedotto Dante Dozio. L'obiettivo spiegava Cova, è quello di dare vita ad una associazione in grado di promuovere, organizzare e gestire tutte quelle attività e iniziative legate ai temi della protezione civile. A questa cooperativa, aggiungeva, i sindaci possono delegare tutti i compiti previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza e gestione di calamità naturali.

Antonio Cova

Dopo mesi, forse anni di discussione, il 25 maggio arriva in Giunta Municipale il progetto di sistemazione dell'intersezione di via Verdi sulla statale 36, all'altezza dell'incrocio di quest'ultima con via Ceppo. Allora apriva anche uno sportello bancario proprio di fronte all'incrocio, quello della Banca Commerciale Italiana, la Comit, una delle tre "Bin" le banche di interesse nazionale con Banco Roma e Credito Italiano. Il progetto era firmato dal geometra Virginio Magni. Il lavoro, eseguito sulla base dei rilievi di traffico effettuati nei mesi precedenti da Anas prevedeva una rotonda centrale, aiuole spartitraffico con corsie di accelerazione e decelerazione sia da via Verdi entrando nella statale sia da quest'ultima per svoltare nell'arteria sud della città. Circa mezzo miliardo di lire la spesa prevista. Ma alla fine è stata realizzata solo una rotatoria allungata senza occupazione di altro suolo a parte quello già esistente.
A Cernusco c'è ancora la Camuzzi Gazometri ma la proprietà è intenzionata a cedere tutto a una immobiliare meratese che punta a realizzare una zona commerciale con uffici, negozi, bar e un albergo. Doveva restare la caratteristica costruzione bordo strada come uffici per la clientela. Ma il Piano regolatore di Cernusco lì prevede appunto un terziario commerciale con spazi per uffici. E anche la vecchia Camuzzi si prepara a lasciare Cernusco.  
 Il 24 maggio, alle 22,30, piazza Prinetti e l'intero centro cittadino vengono invasi da centinaia di tifosi milanisti per la vittoria della coppa dei campioni. Caroselli, clacson spiegati, bandiere al vento e Pino Pesola che, nonostante mercoledì fosse giorno di chiusura, apre i portoni del bar Castello per la grande festa. Da Pagnano i tifosi avvolti nella bandiera rossonera giungono in centro a bordo di un carro agricolo trainato dal trattore. Festa fino a notte fonda. Poi silenzio fino a domenica 28 maggio quando l'Inter battendo il Napoli si aggiudica lo scudetto. Di nuovo grande festa in piazza, gli interisti si prendono la rivincita. A distanza di tempo non ricordiamo il particolare: ma dubitiamo che lo sfegatato milanista Pino Pesola abbia tenuto aperto il bar Castello......!

 


 
82/continua
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco