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Scritto Giovedì 13 giugno 2019 alle 17:55

Raccolti in ritardo e danni per le bombe d'acqua. Poche certezze per i coltivatori

Il meteo non è stato clemente con gli agricoltori lecchesi, in questa prima metà dell'anno. Ad una primavera prevalentemente secca hanno fatto seguito settimane decisamente piovose, tra maggio e giugno, culminate con la bomba d'acqua (e grandine) che si è riversata nella serata di martedì 11 giugno su buona parte del Meratese e qualche Comune del Casatese. In certi casi, la situazione ha comportato uno slittamento del raccolto che al momento non è neppure lontanamente quantificabile.
L'esondazione del fiume Varrone, con le frane e gli smottamenti che ieri mattina ha messo in ginocchio diversi paesi della Valsassina, non è altro che la conferma di un clima che non ne vuole sapere di dare man forte a chi basa il proprio profitto sui prodotti della terra. ''A spaventarci di più sono i temporali'' ha commentato la co-titolare dell'azienda agricola Manzoni di Ballabio. ''Ogni anno peggiorano sempre di più perché cade una quantità sempre maggiore di acqua in un tempo sempre più breve e questo comporta inevitabilmente danni''.

Ad alta quota, come nel caso dei Manzoni, a dire il vero non è andata così male per il momento. ''L'alluvione fortunatamente non ci ha colpiti come la fascia di Introbio e Premana'' ha proseguito. ''Non possiamo lamentarci, qui siamo a 1.500 metri e come situazione dei pascoli d'alpeggio di erba ne abbiamo in grande quantità. Non abbiamo subito gli stessi danni di chi è in pianura, come mi è stato riferito da alcune colleghe durante l'ultima riunione in Coldiretti''. Nelle scorse ore era stata proprio l'associazione di riferimento dell'agricoltura italiana, o meglio la sua costola lombarda, a lanciare l'allarme parlando di ''milioni di euro di danni nelle campagne, anche lecchesi, per il maltempo''.  ''Le ultime tempeste - si legge nel comunicato diramato - hanno mandato in fumo un intero anno di lavoro, investendo dalla Bergamasca al Cremonese, dal Bresciano al Mantovano, da Varese a Lecco''. I coltivatori interpellati sembrano tuttavia sperare ancora che il raccolto, nonostante sia abbondantemente slittato, possa portare i suoi frutti.
''Per il momento è come se avessimo perso un mese di coltivazione'' ha raccontato Casati dell'omonima azienda agricola di Casatenovo. ''Coltiviamo cereali e foraggio d'erba, che purtroppo con la situazione meteorologica degli ultimi mesi è rimasta bassa. Prima era troppo asciutto per tagliare, poi ha iniziato a piovere e non abbiamo potuto farlo comunque. Così abbiamo perso un taglio e in questi giorni stiamo facendo il primo, anche se solitamente avremmo dovuto quasi fare il secondo. Sul mais abbiamo un bel punto di domanda. Non so quando potremo trinciare e macinare. Di solito lo facciamo tra agosto e settembre, ma avanti di questo passo arriveremo ad ottobre o novembre. Speriamo che nel frattempo la qualità del coltivato si riprenda''. Tra i racconti di chi ha avuto difficoltà dopo la grandinata di martedì c'è quello rilasciato alla Coldiretti da Alessandro Mapelli, allevatore del Meratese.
''Un temporale fortissimo ha iniziato ad abbattersi martedì sera alle 21 circa'' ha raccontato. ''Subito dopo è iniziata a cadere la grandine, con chicchi molto grossi: il fieno nei prati non falciati è stato completamente allettato e difficilmente potrà rialzarsi: ciò comprometterà gran parte del raccolto, per di più dopo una stagione difficile quanto alle piogge cadute copiose fino alla scorsa settimana. Il bel tempo di inizio giugno aveva fatto ben sperare, invece questa grandinata ci conferma che, purtroppo, non si può stare tranquilli''. Ma c'è stato anche chi il temporale abbattutosi sul Meratese ha avuto la fortuna di schivarlo. ''Lo abbiamo preso solamente di striscio'' ha raccontato Simona Villa, co-titolare dell'omonima azienda agricola di Imbersago. ''Mercoledì mattina siamo andati a visionare i nostri campi nella zona di Novate e fortunatamente i danni non sono stati troppi. Di raccolti perfetti non ne abbiamo da anni - ha concluso - ma per dire come andrà quest'anno dobbiamo aspettare''.
A.S.
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