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Scritto Giovedì 28 aprile 2011 alle 19:59

S.Maria: si profila la chiusura della 'Candy'. Produzione forse in Cina. Incontro il 12 tra le parti. A rischio 200 posti di lavoro

Lo stablimento Candy di Santa Maria
Una risposta “ufficiale” sul futuro della Bessel – Candy di Santa Maria Hoè potrebbe arrivare il 12 maggio prossimo, quando è in programma un incontro tra le sigle sindacali e la proprietà dell’azienda, ma ormai la preoccupazione che da mesi serpeggia tra gli oltre 200 lavoratori dello stabilimento di Via Giovanni XXIII si è trasformata in vera e propria rassegnazione. L’ipotesi di trasferire l’intera linea di produzione di lavastoviglie (e un tipo di lavatrice) presso lo stabilimento cinese di Jiangmen si fa strada con preoccupazione tra i dipendenti, che vedono sempre più a rischio il loro posto di lavoro. “Nel corso degli ultimi anni, per il gruppo Candy che ha via via acquistato diversi marchi come in tutto il settore “bianco”, si è fatta sempre più forte la tendenza a delocalizzare la produzione all’estero” ha spiegato il delegato Fim-Cisl Giorgio Ciappesoni. “A Santa Maria ci sono stati brevi periodi in cui si è ricorso per tutti i lavoratori alla cassa integrazione ordinaria, ma una comunicazione ufficiale sul futuro dell’azienda da parte della proprietà non è mai arrivata”. Il rischio per la sede brianzola è quello di seguire la “sorte” di altri stabilimenti facenti parte del gruppo Candy (Gasfire di Erba o Donora di Cortenuova) caratterizzata da trasferimenti di manodopera in altri stabilimenti del gruppo e ricollocazione esterna, con spostamenti di settori produttivi all’estero e chiusura delle filiali italiane. Dopo l’incontro del 12 maggio oltre 200 famiglie potrebbero trovarsi a fare i conti con un "esubero" di personale o, nella peggiore delle ipotesi, con la chiusura della ditta. Il dramma è soprattutto per coloro, moglie e marito, che nello stesso stabilimento hanno una occupazione e che si troverebbero, dall’oggi al domani, senza alcuna fonte di reddito.
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