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Scritto Mercoledì 29 maggio 2019 alle 13:19

Ospedale, i sindacati chiedono che ''COPMA'' riveda servizi essenziali e prestazioni indispensabili: no diritto di sciopero

Il Mandic di Merate
Il prossimo 31 maggio ci sarà lo sciopero nazionale promosso dalle segreterie nazionali di Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs per chiedere il rinnovo del contratto pulizie e servizi integrati/multiservizi, scaduto ormai da più di cinque anni, ma nei presidi ospedalieri della Provincia di Lecco la battaglia è già incominciata. I sindacati, infatti, non sono d'accordo sul numero di operatori che, secondo la COPMA (l'azienda appaltatrice dei servizi di pulizia degli ospedali di Merate, Lecco e Bellano, quelli dell'ASST lecchese in buona sostanza), devono garantire la copertura dei servizi minimi essenziali.
Pronto soccorso, Stroke Unit o un reparto come la Ginecologia, che sia un giorno normale oppure che quel giorno sia indetto sciopero necessitano infatti di una presenza minima da parte degli addetti alle pulizie, ma secondo i sindacati la COPMA ne pretende troppi. ''Non è per niente nostra intenzione togliere agli ospedali dei servizi essenziali, laddove servono '' ha commentato Marco Paleari di FILCAMS Cgil.
''Siamo consapevoli che una presenza va mantenuta, ma questa non deve comunque togliere il diritto alle persone di manifestare e speriamo che attraverso questa nostra denuncia, l'azienda abbandoni l'unilateralità della sua posizione e riveda con noi i numeri che servono per coprire quei servizi in modo da garantire a chi può di scioperare e senza creare disagi alla cittadinanza''. Per i sindacati, infatti, prevedere (come prevede COPMA) che il personale in servizio negli ospedali sia lo stesso in un giorno di sciopero e in uno qualsiasi è un evidente danno al diritto del lavoratore. 170 ne ha il Manzoni di Lecco, di addetti alle pulizie, e 94 vengono impiegati durante una normale giornata di lavoro. Il Mandic, a Merate, ne ha 75 in tutto e 39 sono quelli operativi in una giornata lavorativa.
''Sappiamo bene che nelle sale operatorie e nei Pronto soccorsi serve una garanzia totale per la pulizia, ma troviamo anche che i numeri che ci indica l'azienda siano davvero inadeguati'' ha invece commentato Tina Coviello di Fisascat CISL. ''In certi ambienti ci vuole un attenzione particolare ma l'azienda in questione ne abusa. Per noi è necessario un incontro dove venga stabilito correttamente quali sono i servizi essenziali e quanto personale va necessariamente impiegato. Questo non significa che ci debbano lavorare tutti per forza''. L'intento della COPMA, che fin'ora non ha voluto sentire le rimostranze dei sindacati, secondo Coviello è quello di mantenere alta la concentrazione sui servizi che offre e per i quali guadagna committenze. Un problema che non sussiste, tuttavia, per i sindacati che sono tornati a chiedere a gran voce un incontro prima dello sciopero nazionale del 31 maggio.

Di seguito il comunicato diramato in mattinata dai sindacati:
Il 31 maggio 2019  ci sarà lo sciopero nazionale promosso da Filcams Cgil  Fisascat Cisl e Uiltucs nazionali per il rinnovo del contratto Pulizie e servizi integrati/multiservizi scaduto oramai da più di 5 anni.

Per chi ancora non lo sapesse, lo sciopero riguarda 600.000 lavoratori e lavoratrici in  tutta Italia, in prevalenza  donne; sono quei lavoratori e quelle lavoratrici “invisibili“ che tutti i giorni nei luoghi pubblici e privati ci fanno trovare il nostro posto di lavoro pulito.

Sono lavoratrici che subiscono sempre più i ricatti del mercato del lavoro, dove gli appalti sono sempre al massimo ribasso, con continui tagli alle ore e un salario sempre più basso, con scarse  possibilità di avere un contratto a tempo pieno, ma costrette a dover avere contratti part time involontari.

In ultimo, a peggiorare maggiormente la loro condizione, le controparti nel rinnovo del contratto non solo mettono sul tavolo 79,00 euro di aumento in tre anni, ma chiedono in cambio la salute di queste lavoratrici, ovvero non pagare i primi 3 giorni di malattia – LA MISURA ORMAI È COLMA

I LAVORATORI E LE LAVORATRICI CHIEDONO A GRAN VOCE un rinnovo del contratto nazionale che deve prevedere un salario dignitoso, diritti e tutele contro la precarietà e lo sfruttamento. Come è noto la legge che regola lo sciopero prevede che nei luoghi considerati servizi pubblici (ospedali, Comuni, Provincia) si garantiscano i servizi minimi essenziali volti a garantire il godimento dei diritti della persona, in questo caso rispettare i diritti dell’ammalato, recando possibilmente il minor disagio possibile ma evidenziando nella protesta il loro di un disagio la rivendicazione dei loro diritti.

A tal proposito Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs territoriali vogliono denunciare quanto sta accadendo presso l’Ospedale di Lecco, Merate e Bellano dove l’Azienda  COPMA gestisce i servizi di Pulizia.

Infatti, da più di 15 giorni stiamo tentando di cercare un’intesa riguardante i servizi essenziali  e le prestazioni indispensabili, nonché l’individuazione del numero delle lavoratrici e dei lavoratori da inserire nel piano delle prestazioni indispensabili, perché i numeri proposti dalla stessa azienda che dovrebbe garantire le aree ad alto rischio e medio rischio sono superiori a quanto già previsto nella quotidianità del servizio.

Le OO.SS hanno proposto alla Copma, dopo aver sentito i lavoratori che hanno partecipato numerosi alle assemblee e che a gran voce hanno chiesto di SCIOPERARE, una proposta alternativa a quella  aziendale, una proposta che tiene conto dei servizi offerti ai degenti e al contempo il diritto di sciopero delle lavoratrici.

Purtroppo, ad oggi, permangono pregiudiziali unilaterali sul significato  di “prestazioni indispensabili” tant’è che l’azienda ha proceduto alle precettazioni in modo  sconsiderato,  vanificando cosi il diritto allo sciopero, fondamentale per la lotta che il settore sta intraprendendo per il rinnovo del Contratto nazionale.

Noi chiediamo all’Azienda Copma una rivisitazione del progetto sui servizi essenziali di Alto rischio e medio rischio, anche se i tempi sono strettissimi. Diversamente, se questo non avverrà, l’Azienda Copma avrà contribuito a dare un duro colpo a questi lavoratori nel diritto di lottare per il loro rinnovo del Contratto Nazionale.

FILCAMS CGIL – Marco Paleari
FISASCAT CISL – Tina Coviello
UILTUCS – Fabrizio Bonfanti
A.S.
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