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Scritto Lunedì 27 maggio 2019 alle 22:56

Lomagna: Impegno civico resta alla guida del paese. Cristina Citterio primo sindaco donna


La poltrona di sindaco si tinge per la prima volta di rosa a Lomagna. Sulla targhetta il nome da stampare sarà quello di Cristina Citterio, che può festeggiare doppiamente nel giorno del suo compleanno. Il paese rimane così un feudo di Impegno Civico (lista civica di centro-sinistra). Fare pronostici sarebbe stato un azzardo fino al giorno del voto e in effetti il risultato è stato in bilico fino all'ultimo, giocandosi la vittoria per 5 punti percentuali (52,5% per Impegno Civico contro il 47,5% di Uniti per Lomagna). La differenza tra i voti validi è stata di appena 133 unità, ma quanto basta per assicurarsi la maggioranza in Consiglio comunale con 8 consiglieri oltre la sindaca.


In base alle preferenze ci saranno Mariangela Mandelli (54), Stefania Casturà (50), Stefano Fumagalli (47), Pierangelo Manganini (40), Cesare Vertemati (37), Simone Comi (37), Antonio Ivano Guarini (29), Lino Lalli (26). Quindi quattro riconfermati e quattro matricole. Alla compagine di Mauro Sala spetterà l'ingrato compito della minoranza e al capogruppo si uniranno Margherita Vigorelli, che ha fatto incetta di preferenze (101), Alberto Bonanomi (83), Irio Tiezzi (63). Al di sotto di ogni aspettativa il gradimento espresso per il big degli sfidanti. Gianfranco Castelli si è infatti fermato a sole 23 preferenze. In caso di vittoria della sua lista sarebbe potuto entrare in seno al Consiglio solo come assessore esterno.

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La compagine di Citterio non ha potuto di certo godere del traino delle europee. Il PD che nel 2014 aveva superato il 40% è affossato al 25,38%. Mentre la Lega ha avuto un exploit passando da terzo partito con il 14,89% alla testa della classifica con il 38,11%. Facendo un rapido calcolo, alle europee di ieri i partiti di centro-destra e destra hanno ottenuto 1.432 voti a Lomagna. Un bacino elettorale che alle amministrative si è in parte dissipato o annullando il voto (circa una quarantina in più di bianche o nulle) oppure votando per la lista civica di centro-sinistra. Uniti per Lomagna ha ottenuto 1.263 voti, mentre Impegno Civico 1.396.

Cristina Citterio con Emma Mantovani

Il dato europeo già consolidato aveva creato nelle fasi precedenti allo spoglio delle comunali maggiori aspettative nel gruppo di Sala, che ci ha creduto fino all'ultimo. Allo stabile di via Roma dove sono state allestite le urne non è mai arrivato il candidato sindaco del centro-destra e anche Castelli non è pervenuto all'appello. Ci hanno messo la faccia invece Vigorelli senior, Irio Tiezzi, Alberto Bonanomi, Andrea Magella, Maria Chiara Marino, che hanno seguito l'evolversi della situazione.

Poi gli applausi, le urla di giubilo dei sostenitori del passato, presente e futuro gruppo di maggioranza. E anche le lacrime di gioia (ma soprattutto di liberazione) della vincitrice numero 1: Cristina Citterio, che poco dopo i risultati definitivi è andata ad abbracciare il piccolo figlio che l'ha raggiunta immediatamente sul posto. Sette o otto i candidati che con lei hanno festeggiato. «Sono soddisfatta per questo risultato tutt'altro che scontato - ha dichiarato a caldo Citterio - È una vittoria dell'intera squadra, una bellissima squadra». Sui fattori che hanno secondo il suo punto di vista determinato il vantaggio è convinta: «Sicuramente la correttezza con cui abbiamo condotto la campagna elettorale. È stata vincente poi l'idea alla base del nostro programma di assumere uno sguardo positivo».



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Rammarico e dispiacere invece tra i candidati e gli elettori di Uniti per Lomagna. Il tanto impegno profuso in campagna elettorale e prima ancora il lavoro di definizione della lista non ha pagato. A leggere i dati delle preferenze non ha pagato il progetto fondante di "unire" le forze dei due dinosauri della politica lomagnese Fabio Vigorelli e Gianfranco Castelli, che tante battaglie hanno condotto l'uno contro l'altro in passato. Il secondo, in particolare, sembra sia stato considerato un corpo estraneo nell'area di centro-destra o una presenza troppo ingombrante che ha finito per eclissare la figura del candidato sindaco Sala.

A onor del vero, va tuttavia sottolineato il trend rispetto alle precedenti amministrative. Nel 2014 Sala, che aveva corso senza candidare i vigorelliani, si era fermato a 953 voti, appena il 36,98%. Oggi Uniti per Lomagna ha registrato un incremento fino a raggiungere il 47,5%. L'altro lato della medaglia è quindi l'erosione delle preferenze per Impegno civico che cala dal 63,02%, quando Stefano Fumagalli si riproponeva per il secondo mandato, all'attuale 52,5% che ha trasformato la sfida in un testa a testa. Una vittoria sì, ma con qualche ombra segnata dalle percentuali che dopo i legittimi festeggiamenti dovrà essere analizzata.
M.P.
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