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Scritto Martedì 21 maggio 2019 alle 10:27

Lomagna: è bagarre in Consiglio comunale sul deposito di bossoli a 6 giorni dal voto

Era stato salutato il corso della presente amministrazione di Lomagna con un Consiglio comunale caratterizzato da un dono per la vice sindaca uscente Emma Mantovani e un vaso di orchidee per la consigliera Maria Chiara Marino in procinto di sposarsi. Ma un nuovo capitolo doveva ancora essere scritto, senza piante da regalare ma con fuochi d'artificio da far scoppiare. Una convocazione promossa dal consigliere dissidente di maggioranza Giuseppe Valentino (e sostenuta dal gruppo di minoranza) con lo scopo di discutere sulle novità emerse dopo l'adozione del Piano Attuativo che porterà a Lomagna la Fiocchi Munizioni. Per convertire in fiori quello che sarà un deposito di bossoli e munizioni.


Ormai un'utopia, fondata su ragioni etiche, del consigliere Valentino che si è fatto espressamente portavoce del Comitato "No alle Munizioni nel Parco del Curone" leggendo in seduta pubblica un comunicato degli attivisti. Un appello affinché non si agisca con fretta "in scelte che fra l'altro risulterebbero vincolare il lavoro della futura amministrazione" e per ricordare che è loro intenzione proseguire nella raccolta firme relativa alla petizione che ad oggi ha raggiunto 770 firme. Un concetto rimarcato anche dal consigliere Valentino: «Lei si sta arrogando il diritto di decidere per altri. Questo non è confronto. Se ci sono quasi 800 firme forse si doveva andare a dire un po' meglio quello che si andava a fare» ha commentato rivolgendosi al sindaco Stefano Fumagalli, secondo il quale invece l'esclusione di certi tipi di attività produttive doveva essere discusso nell'iter della programmazione urbanistica per il nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio).

Il consigliere Giuseppe Valentino

«Ma nel PGT c'è scritto che ci sarebbe stata un'azienda che stoccava munizioni? - ha domandato retoricamente il consigliere - Come facevano a sapere i cittadini che sarebbe arrivata quest'azienda?». Alle otto richieste presenti nella mozione di Giuseppe Valentino [clicca QUI], il sindaco ha replicato in sei minuti respingendole seccamente. Poi il botta e risposta è stato serrato, un "fuoco amico" senza esclusioni di colpi, con accuse reciproche, in una sala consiliare gremita di cittadini interessati alla vicenda. Il gruppo di minoranza, che nel nuovo programma elettorale ha mantenuto una posizione ambigua sul destino dell'ex area RDB, in Consiglio si è concentrato nel criticare il metodo impiegato dalla Giunta Fumagalli che peccherebbe di scarsa capacità di ascolto e confronto con la popolazione.

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Il sindaco, dal canto suo, ha cercato di respingere ogni attacco tra attimi di palese nervosismo e momenti in cui ha spiegato come la scelta non sarebbe stata avventata. «Si sta parlando di una cosa che è partita l'anno scorso. Sicuramente il documento più importante da prevedere era quello della riqualificazione ambientale. Un ottimo documento dal punto di vista delle opere di recupero, soprattutto della diminuzione della superficie impermeabile, tant'è che il Comune ha fatto sua la convenzione» ha sostenuto il primo cittadino, non convincendo però Valentino che ha chiesto come mai non sia stata fatta allora in quel momento una presentazione pubblica del progetto. Ha poi accusato che la convenzione non è riportata integralmente tra i documenti allegati al Piano Attuativo, paventando l'ipotesi che possa essere invalidato per questa ragiona.

Il sindaco Stefano Fumagalli

A differenza dalla convenzione urbanistica, quella del Parco mette nero su bianco l'arrivo di Fiocchi Munizioni e la finalità precisa del futuro impianto. «Ma come si fa a dire che non è stato comunicato niente, se l'ho presento con le slides in Consiglio comunale e sono disponibili tutti i documenti sul sito del Comune?» si è difeso il sindaco. È a questo punto che si è scaldato anche il capogruppo dell'opposizione Mauro Sala, richiamando il dibattito che si era consumato nell'assise di inizio aprile [clicca QUI] durante il quale Fumagalli aveva concluso che non fosse ancora il tempo opportuno per svolgere un'assemblea aperta alla cittadinanza e che la pubblicazione di un volantino avrebbe violato l'obbligo al silenzio elettorale. È seguita poi l'adozione del Piano Attuativo. «Un minimo di fair play magari lo avrebbe potuto avere» ha lamentato il consigliere Valentino, facendo riferimento diretto alle incombenti scadenze amministrative. «Ma se dal punto di vista normativo questa opera può essere fatta, io faccio un'assemblea per dire: "guardate è così. Lo facciamo fare o no"? Questo vuol dire confrontarsi. Prendo atto di chi ha presentato una richiesta con la minoranza, non certo chi si è confrontato serenamente, non certo noi» ha sferzato il sindaco contro il dissidente Valentino. Ha quindi evidenziato che le regole sono state rispettate. La minoranza in coro ha replicato che non viene messe in discussione la correttezza formale, quanto l'approccio sostanziale di scarsa condivisione del progetto. Passata in sordina la richiesta nella mozione di far sì che l'amministrazione comunale di Lomagna avanzi all'Ente Parco la proposta di svolgere un'assemblea nella sua sede per illustrare il progetto di riqualificazione. Il dibattito sul punto si è esaurito con la risposta del sindaco: «Probabilmente il Parco ha ritenuto di non realizzare un'assemblea. Che venga posta una richiesta al Parco. Con i documenti pubblicati, la valutazione di non fare un'assemblea la condivido. Non c'è nulla di straordinario in quella riqualificazione ambientale».
Marco Pessina
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