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Scritto Domenica 19 maggio 2019 alle 13:29

Carnate e Bernareggio contro gli allagamenti con la vasca

Carnate e Bernareggio insieme a Brianzacque e al PANE, per limitare la piaga allagamenti del territorio. La soluzione tecnica immaginata per prevenire un fenomeno che caratterizza la porzione dell'alto vimercatese, una vasca di arginamento delle acque meteoriche, è stata mostrata alla comunità dal gestore del ciclo idrico integrato della provincia, mercoledì sera a Carnate in aula Deledda dagli attori coinvolti. Un incontro che è entrato nel merito delle modalità con cui verrà realizzata l'opera idraulica di contenimento, che costerà un milione e 600mila euro ("compresi" nella bolletta dell'acqua) per la riduzione degli apporti di acque parassite nelle fognature.


I relatori della serata in aula Deledda a Carnate

Presenti alla serata di presentazione del progetto, i sindaci dei comuni "toccati" dall'intervento massiccio, che riguarderà una regione significativa dell'area ad ovest del CTL3, al confine tra Carnate e Bernareggio: Kristiina Loukiainen (Ronco), come spettatrice direttamente interessata, (visto che il manufatto non invaderà direttamente il suolo ronchese, su cui peraltro di recente è stata realizzata un'opera similare a lato strada di via Battisti, verso Merate), Daniele Nava (Carnate) e Andrea Esposito (Bernareggio).



"Il progetto prevede la realizzazione di un'opera importante con un bacino di raccolta delle acque che ha un volume utile pari a 24mila metri cubi - ha spiegato l'ingegnere Massimiliano Ferazzini di Brianzacque - queste acque, ad evento meteo concluso, in parte vengono rilasciate nel sottosuolo, in altra parte servono per l'irrigazione del campo sportivo adiacente del CTL3. Un'altra porzione viene invece immessa nella fognatura, nel tratto di condutture all'altezza di via Cattaneo".

Sia Esposito che Loukiainen hanno in apertura sottolineato l'importanza che gioca il lavoro di squadra fra le istituzioni, nella realizzazione di manufatti come questo, che hanno un'incidenza a livello sovracomunale. Presente all'incontro anche l'ATO (Ambito Territoriale Ottimale) Monza Brianza, con il vicepresidente Roberto Borin che ha fatto brevemente luce sulla fase preliminare del progetto, che è passata da un'attenta analisi del piano fognario della provincia, per la successiva stesura del prospetto, per i cui rilievi, su un'area così vasta, è venuta decisamente incontro "l'abilità" dei droni. Sulle opere compensative previste per moderare l'impatto del manufatto sull'ambiente verde circostante, poi, si è espresso Massimo Merati, direttore del parco PANE, nei cui confini insiste una parte della vasca di contenimento pensata. Si tratta di interventi come la realizzazione di una ciclopedonale che dovrebbero limitare l'azione "negativa" del bacino di captazione. Il cantiere dovrebbe "aprire" ad inizio 2020.
M.L.
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