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Scritto Venerdì 17 maggio 2019 alle 19:39

Il centrosinistra firma un accordo per politiche sovracomunali più integrate tra Meratese e Casatese. Mobilità e ospedale al centro

Il centrosinistra meratese e casatese che si prepara al voto del prossimo 26 maggio ha sottoscritto quest'oggi, venerdì 17 aprile, un accordo per impegnarsi a sostenere congiuntamente politiche che insistano sempre più su tematiche e intenti sovracomunali ed estese a tutto il territorio circostante. Basta ragionare solo sul proprio orticello, insomma, o attivarsi esclusivamente entro i limiti dei rispettivi confini. Il centrosinistra della Brianza lecchese che vorrebbe continuare o iniziare ad amministrare nei rispettivi Comuni vede nel futuro del territorio Amministrazioni sempre più coese nel tracciare piani, sviluppare progetti e valorizzare ciò che è più funzionale ad ogni comunità.

I candidati sindaco si sono dati appuntamento nel pomeriggio presso la sede della lista ''Cambia Merate'', nel centro storico meratese, per spiegare pubblicamente gli obbiettivi che si intendono raggiungere tramite l'accordo scritto a più mani e chiamato ''Non siamo isole''. Tra i principali promotori e portavoce c'è Filippo Galbiati, sindaco di Casatenovo, il cui intervento venerdì pomeriggio è quello che ha toccato più temi. Innanzitutto una riflessione su ciò che ha caratterizzato gli ultimi anni dell'esperienza amministrativa di molti sindaci.

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''Nelle difficoltà che hanno incontrato molti di noi - ha spiegato - mi sembra che in più occasioni si sia dimostrata una certa vocazione al lavorare insieme. Purtroppo, però, nessuno dei governi di qualunque estrazione ha in questi anni avviato una profonda riforma degli enti locali, malgrado ci sia una vera urgenza. Trovo debba essere una priorità, questa. La mancata capacità riformatrice di governi si è unita, oltretutto, ad una politica di spesa che è andata ad attingere in Comuni come i nostri, che spesso si sono rivelati Comuni virtuosi''

Aldo Castelli candidato sindaco di Merate e Filippo Galbiati candidato per Casatenovo

Negli anni del patto di stabilità e dei vincoli al bilancio, secondo Galbiati, la Brianza che ha definito collinare, quella Meratese e Casatese, ha saputo comunque maturare una spiccata capacità di lavorare insieme. Lo ha fatto, e lo deve continuare a fare, su aziende come Retesalute per quanto concerne il sociale o consorzi come quello di Villa Greppi per la cultura. Un ottimo lavoro, a detta del sindaco di Casatenovo, lo hanno svolto in questo senso le conferenze dei sindaci meratesi e casatesi. Ma ora, dopo il voto, serve di più.
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Per Galbiati, è necessario partire ''dall'identità della nostra Brianza, che si distingue dagli altri distretti, come quello monzese, per le sue peculiarità paesaggistiche e ambientali, peculiarità che vanno sempre più sviluppate dal punto di vista del turismo''. E allora partite importanti, ha proseguito Galbiati, si giocheranno ad esempio sulla pianificazione condivisa a livello urbanistico e rispetto alla mobilità che oggi presenta troppe lacune. 

Da sinistra: Adele Gatti, Sergio Pini, Cristina Maria Citterio, Robertino Manega,
Aldo Castelli, Filippo Galbiati, Paolo Brivio, Gianpaolo Torchio e Mirko Ceroli

Il candidato sindaco di Casatenovo lo ha quindi citato solo alla fine, dopo alcuni interventi dei presenti, ma ha detto che avrà un ruolo centrale. Il Mandic sarà alla base dell'impegno che il centrosinistra intende prendere nei confronti del territorio visto e ragionato ''dall'alto''. ''Dopo un primo mandato non ce la si fa più a perdersi in discorsi generici'' ha commentato Galbiati riprendendo brevemente le numerose critiche che periodicamente vanno a colpire il presidio meratese e l'ASST che lo gestisce. ''Dovremmo iniziare a capire che le problematiche più importanti del Mandic derivano da quello che sta succedendo con le aggregazioni dei presidi, che generano criticità. Altro dramma è l'assenza di medici, che si vedono sempre meno laddove i servizi sono più rischiosi, difficili e spesso anche meno redditizi come il sistema delle urgenze. Davanti a noi abbiamo la sfida di mantenere il Mandic quale caposaldo della nostra identità. E il suo futuro passa anche dalla classificazione delle sue unità operative. Per il pronto soccorso, il nostro obbiettivo non deve essere quello che rimanga aperto 24 h su 24. Il nostro obbiettivo è che mantenga la sua classificazione di DEA (dipartimento emergenza e accettazione) di primo livello. Da questo dipende il suo futuro, solo così si manterranno tutte le unità operative come la Stroke Unit o l'unità coronarica''.

A.S.
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