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Scritto Giovedì 16 maggio 2019 alle 18:50

Vigilia elettorale elettrizzante, la città pullula di micro cantieri. Una sorpresa ogni mattina

In città sembra di essere tornati ai tempi di Achille Lauro anche se oggi l'omaggio della scarpa non darebbe il medesimo risultato ottenuto a Napoli dall'Armatore nel '52.

Ci avete fatto caso? Sicuramente sì: Merate pullula di cantieri. Ovunque. Da via Sant'Ambrogio a via De Gasperi, da via Lombardia a via San Francesco, da piazza Libertà a via Ceppo su su fino a Pagnano. C'è da perdere il conto. A meno che ci si affidi alla guida puntuale come le tasse dell'assessore uscente (e smanioso di rientrare) Giuseppe Procopio che ogni mattina col pateravegloria ci documenta l'attività cantieristica da lui coordinata essendo il fortunato notoriamente ubiquo.

Sarebbe il caso di anticipare l'uscita mattutina con un preannuncio serale in modo che gli automobilisti sappiano quali strade non percorrere.

Naturalmente il lettore maligno si domanda perché tutto proprio adesso, perché tutto assieme. E perché tanta enfasi per lavori pubblici alla portata del geometra comunale.

A pochi giorni dal voto non possiamo rispondere al frequente quesito per cui pubblichiamo le lettere dichiarando urbi et orbi che fortuite coincidenze astrali hanno sbloccato le opere pubbliche in un affollamento da metro a piazzale Loreto alle 8,30.

Bene così, la città aveva giusto bisogno di una rinfrescata generale, operazione che, peraltro, fa sospettare un precedente prolungato letargo, altrimenti non si spiegherebbe perché tutto ora.

A questo punto non ci resta che unirci al coro dei suggeritori. Consigliando dapprima la riasfaltatura della via Alcide De Gasperi che dalla rotatoria di via dei Lodovichi al semaforo di Novate è un gruviera. E già che l'impresa sta lì per interrare i sottoservizi, potrebbe anche realizzare un sentiero che dalla scuola porti in via Grandi e , quindi, dall'altro lato della strada che, come tutti sanno, diventa molto pericolosa durante l'entrata e l'uscita degli studenti. E' giusto ricordare che il PGT indica quella zona come Parco Agricolo urbano e i sentieri connessi di "rilevanza ambientale-paesistica".

Poi c'è sempre via Forlanini, ma lì, pare che ci sia un veto assoluto a intervenire. C'è via Laghetto, più volte citata, per la quale pare un cantiere sia prossimo ad aprire per un intervento di circa 60mila euro. Prepararsi dunque.

Già che c'è tanta voglia di fare si dovrebbe anche ridurre l'altezza dell'ultimo dosso di via Turati, quello all'intersezione con via Matteotti. Anche a passo d'uomo gli ammortizzatori sono messi a dura prova. Figuriamoci il barellato su un'ambulanza che corre verso il Mandic.

Certo qualche opera un po' più di rilievo della sistemazione della tombinatura e dei canali di scolo delle acque piovane, pure importanti, è rimasta al palo, tipo il completamento del circuito pedonale tra via don Consonni e via Marconi, la risistemazione di tutta l'area ex Ecosystem anche per creare un ingresso indipendente al pronto soccorso, non citiamo via Verdi per il pericolo di un rigetto, la creazione di parcheggi al servizio dell'ospedale e il recupero di parte dell'area ex oratorio al fine di ampliare il posteggio del cimitero.

Tutte operazioni però inserite nei programmi elettorali. Quindi di quasi certa realizzazione da parte della forza politica che vincerà le elezioni del 26 maggio. Attendiamo fiduciosi. Intanto stasera, facendo violenza a noi stessi, apriremo la bibbia di Zuckerberg per sapere domattina che cosa ci attende di nuovo lungo i 50 chilometri di strade cittadine.

E già che ci siamo, attraverso Nostradamusprocopius anche quello che accadrà nei prossimi dieci anni.

 

Claudio Brambilla
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