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Scritto Mercoledì 27 aprile 2011 alle 19:29

Meratese: il 15% dei bimbi della materna è straniero. Il picco a Airuno. Presenti 32 mediatori culturali di 21 nazionalità diverse

Gli alunni stranieri nella scuola d'infanzia rappresentano la percentuale maggiore della popolazione scolastica dell'obbligo. I dati sono emersi nel corso della consulta immigrazione e mostrano il quadro di una società dove gli stranieri iniziano ad essere più stanziali, a far nascere i loro figli in Italia, e non più a procedere con i ricongiungimenti dal Paese d'origine, e dove la prospettiva è comunque quella di impartire loro un'educazione integrata alla cultura locale.

La presenza nella scuola dell'infanzia è del 15,2% contro il 13,7 della primaria e il 13.5 della secondaria di primo grado. Tra i vari istituti ci sono poi differenze a volte anche macroscopiche. E' il caso dell'istituto comprensivo di Brivio che conta il 28,5% degli stranieri (anno scolastico 2010/2011), distaccato di dieci punti percentuale da Olgiate (17,2%).

Seguono Merate (14,6%), Cernusco (14,3%) e infine Barzanò (13,4%). Per quanto riguarda le scuole dell'infanzia le percentuali di presenza sono ancora più marcate. Emblematico il caso di Airuno dove il 41% dei frequentanti è di nazionalità straniera (con una proporzione di quasi un bambino su 2). A Merate la percentuale è del 28%.

Per confermare come la tendenza degli stranieri sia quella di una certa stanzialità o comunque di nuclei che sono sul territorio da più tempo, basta guardare la tabella che illustra la presenza di stranieri nei vari plessi di Merate e i luoghi di nascita (in Italia o all'estero). Nella scuola dell'infanzia, dei frequentanti la quasi totalità è nata sull'attuale suolo di residenza. Per quanto riguarda la primaria ci sono ancora delle differenze o comunque si nota che una buona parte di questi bambini è arrivata successivamente, a seguito di un'emigrazione dei genitori dal paese di origine. Solo un terzo dei frequentati le medie (secondaria di primo grado) è nato in Italia mentre per quanto riguarda le superiori, seppur con basse percentuali di presenza sul totale della popolazione, si parla di un solo alunno nato in Italia sui 78 stranieri del Viganò e di soli 3 su 16 dell'Agnesi.

Per quanto riguarda l’istituto professionale Clerici, la relazione della dottoressa Tiziana Pasta ha fatto conoscere che il 24% dei minori (231 in numero assoluto) che frequentano i corsi è straniero, appartenente alle più svariate provenienze geografiche: 29% Nord Africa- 23% Est europa - 23% Centrafrica – 10 America del Sud – 4% India –Bangladesh. La media per classe è di 5 provenienze diverse, in alcune si arriva fino ad 8. La Consulta ha permesso di mettere in luce gli interventi che vengono svolti nelle varie scuole: i laboratori linguistici permanenti, il corso di 35 ore per i neo arrivati, il sostegno pomeridiano, il coinvolgimento delle famiglie, le attività di facilitazione per neo-arrivati nonché la formazione degli insegnanti (vista la presenza di classi “multilingue”) e il forte ruolo dei mediatori culturali (32 di 21 nazionalità diverse). Si tratta dunque di una realtà (quella scolastica) che, negli ultimi 15 anni, ha visto un profondo mutamento e un’accelerazione in questi processi di cambiamento che spesso non sono andate di pari passo con l’adeguamento dei mezzi e delle strutture a disposizione.
S.V.
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