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Scritto Mercoledì 15 maggio 2019 alle 14:54

Aizurro: grazie ai lavori di Crippa e Tavola la fontana torna allo ‘splendore’ originario

Si sono conclusi recentemente i lavori di sistemazione e messa in sicurezza dell’antica fontana in Piazza Roma ad Aizurro, realizzati dai due privati cittadini che già due anni fa avevano formalizzato l’intenzione di donare il manufatto al Comune di Airuno, e dunque all’intera comunità.

Marco Crippa e Angelo Tavola

Marco Crippa e Angelo Tavola, proprietari dei fondi sui quali insiste il “fontanile con vasca”, a pochi passi dalle loro case, si sono presi personalmente in carico gli interventi, eseguendo e finanziando in particolare la messa in sicurezza del sistema di pompaggio delle acque: provenienti da sorgive sovrastanti, queste scorrono nella fontana ad ogni ora del giorno e della notte, in un “bacino” del volume di un metro cubo, riportando alla memoria di residenti e passanti i tempi in cui le donne del paese vi si riunivano per il bucato, e i loro bambini, nella bella stagione, trascorrevano lunghi pomeriggi all’aria aperta tra giochi e allegri schiamazzi.

Un passato che potrebbe tornare a rivivere già nei prossimi mesi grazie a un progetto a cura della Libera Università del Bosco (LUB) che, in collaborazione con altre associazioni e realtà del territorio, intende realizzare un itinerario sul Monte di Brianza proprio per andare alla scoperta degli antichi lavatoi rurali tra Dozio, Biglio, Veglio, Aizurro e Campsirago, per raccontare le storie di genere, i momenti comunitari, la condivisione delle risorse naturali.

Marco Crippa e Angelo Tavola, in accordo con l’Amministrazione Comunale di Airuno, puntano, nello specifico, ad “animare” la fontana attraverso una serie di fotografie d’epoca da posizionare sulle sue pareti in pietra, quasi per trasformarle in uno sfondo teatrale. “Non abbiamo una data certa della costruzione di questa fontana, ma documenti privati riferiti ad una suddivisione di beni tra i fratelli Gerosa di Aizurro, avvenuta nel 1678, attestano la sua esistenza già nella seconda metà del Seicento” ha ricordato il sindaco Adele Gatti.

Due secoli dopo, in un altro testo relativo alle “sostanze Nava” datato 30 settembre 1851, è citato il Ronchetto della Fontana. Le due colonne frontali, invece, risalgono al Settecento, sono diverse tra loro e di probabile reimpiego. In ogni caso, sono felice che questa storica architettura – ormai a tutti gli effetti di proprietà comunale – sia tornata al suo splendore originario: ringrazio quindi Marco Crippa e Angelo Tavola per i lavori effettuati, che a breve dovrebbero essere “coronati” dal posizionamento delle fotografie d’epoca”.
B.P.
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