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Scritto Giovedì 02 maggio 2019 alle 19:01

'Toccamenti' nei confronti di tre nipotine: un meratese condannato a 6 anni e mezzo

La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Silvia Zannini, aveva chiesto la condanna dell'imputato a 10 anni di reclusione. Quest'oggi il collegio giudicante del Tribunale di Lecco presieduto dal dr. Enrico Manzi ha riconosciuto la penale responsabilità dell'uomo - un meratese di mezz'età - irrogando nei confronti dello stesso una pena pari a 6 anni e 6 mesi di reclusione. "Faremo appello" già preannunciano gli avvocati Franca Rassu e Fabio Gualdi da sempre scettici sulla tenuta del castello accusatorio, tanto da aver optato per il dibattimento, senza adire - nel settembre 2017, in udienza preliminare - a riti alternativi, "accettando" il rinvio a giudizio decretato dal gup Massimo Mercaldo. A distanza di un anno dalla prima udienza dibattimentale, celebrata il 18 gennaio 2018 e a oltre un decennio dai presunti accadimenti finiti sotto la lente degli inquirenti, quest'oggi il pesante epilogo che aprirà la strada ad un secondo round. Non da poco, del resto, anche i reati contestati all'imputato, accusato di violenza sessuale aggravata per presunte "attenzioni particolari" rivolte a tre nipotine oggi giovane donne di 18, 20 e 22 anni. Propri i ricordi riaffiorati a distanza di anni degli ipotizzati "toccamenti" subiti dalla mezzana avrebbero portato alla luce un quadro esteso anche alle sorelline, al tempo bambine. Se la versione fornita dalle presunte vittime era apparsa fin da subito lineare e credibile agli avvocati ai quali la famiglia si era rivolta, i legali del meratese, di contro, hanno sempre parlato di "suggestioni", evidenziando la possibile "contaminazione delle dichiarazioni" delle tre ragazzine, sottoposte ad uno "scarno" incidente probatorio. Di avviso contrario la Procura che, all'esito dell'istruttoria - celebrata a porte chiuse - aveva chiesto, nelle scorse settimane, una condanna oggi alleviata solo in parte dai giudici.

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