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Scritto Lunedì 29 aprile 2019 alle 17:35

INSIDIA STRADALE: COSA FARE IN CASO DI DANNO AVVENUTO SU SUOLO PUBBLICO. LA CONSULENZA DELL’AVV. ZUCCHI

In base al dettato art. 2051 Codice Civile, sulla Pubblica Amministrazione incombe l'onere di custodia e di vigilanza sui beni pubblici ed, in particolare, del mantenimento del manto stradale. Di qui, la responsabilità del gestore della strada per danni che si verificano ai cittadini per le cosiddette "insidie stradali o trabocchetti". Si tratta di situazioni di pericolo oggettive, non visibili e non evitabili dal pedone o dall'automobilista utilizzando l'ordinaria diligenza, come ad esempio, buche, dislivelli, tombini, avvallamenti, pietre e altri ostacoli sul suolo pubblico (sia esso un marciapiede o una via percorribile dalle auto).
Tali situazioni non sono, tuttavia, da sole sufficienti a far sorgere la responsabilità in capo all'ente proprietario della strada: il codice civile stabilisce, infatti, che il proprietario o il custode di una cosa (in questo caso, la strada) è responsabile per i danni causati dalla cosa stessa a terzi a condizione che ciò non sia dipeso da caso fortuito. Dunque, non vi è responsabilità del gestore/ente proprietario della strada quando ricorre un evento imprevedibile e inevitabile.
Secondo la giurisprudenza, sono da considerarsi "caso fortuito" sia gli incidenti avvenuti nell'immediatezza del verificarsi dell'insidia tanto da non dare il tempo sufficiente all'amministrazione di provvedere alla riparazione o alla segnalazione del pericolo sia gli incidenti provocati dall'imprudenza del danneggiato. Con riferimento a tale ultimo aspetto, è stato stabilito che per valutare se via sia o meno responsabilità dell'ente gestore della strada è necessario indagare anche la condotta dello stesso soggetto danneggiato: infatti, nel caso in cui vi sia la possibilità di prevedere o percepire il pericolo con l'ordinaria diligenza, allora vi è un'esclusione - o quanto meno una riduzione - della colpa in capo al gestore.
Ad esempio, nell'ordinanza n. 8777/2019, la Cassazione ha respinto la richiesta danni di un tennista che si era procurato un danno, inciampando su di un telo non ancorato adeguatamente a terra, nel centro sportivo dal medesimo frequentato, in quanto il telo era ben visibile e il tennista era un frequentatore abituale del centro.
Ogni caso è comunque a sé e va valutato in funzione delle singole circostanze di accadimento alla luce dell'oggettività dell'evento.


Avv. Roberta Zucchi - Avv. Nicoletta Previtali
Studio Legale Zucchi


Redazionale a cura dello

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