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Scritto Sabato 27 aprile 2019 alle 13:10

Mandic: ora anche la Triplice lancia l’allarme. PS. Dunque Usb e stampa non ''babbiavano''

L’aggettivo urgente suona davvero surreale. Quando l’allarme per l’ipotetica chiusura notturna del Pronto soccorso del Mandic – suonato dal Direttore generale e imputato alla stampa dalla Lega – sembrava rientrato, ecco che la triplice (nientemeno) scende in campo rilanciando tale allarme e chiedendo, per l’appunto, un incontro urgente con i vertici regionali, il presidente Fontana e l’assessore alla sanità Gallera allo scopo neppure sotteso, di chiedere una deroga al principio dei 100 accessi/giorno e più personale.

Scontato il commento dell’Usb, il sindacato di base, che questa battaglia porta avanti da mesi arrivando nei giorni scorsi a costituire un vero e proprio comitato di difesa dell’ospedale cittadino cui, anche senza formale sottoscrizione, questo giornale ha aderito.

Siamo alla farsa. Sembra che ci siano due piani di osservazione diversi: uno del formalismo più irritante portato avanti dai vertici aziendali in accordo con la politica locale che, dietro il facile slogan l’ospedale non chiude, tende a neutralizzare i segnali di preoccupazione; l’altro che, operando dall’interno, lancia continui allarmi sul depauperamento del Mandic, la via più indolore per un effettivo ridimensionamento.

Due piani, come si è visto in Consiglio comunale qualche seduta fa proprio parlando del Mandic: il capogruppo della Lega e attuale candidato sindaco del centrodestra Massimo Panzeri accusava la stampa di montare casi inesistenti – come quello giustappunto della possibile chiusura notturna del PS, ma forse non aveva ancora letto la deliberazione 1046/2018 – mentre la capogruppo di Sei Merate, Silvia Villa, oncologa, si domandava perplessa se si stesse parlando del medesimo ospedale.

Dal 26 aprile u.s. anche Cgil-Cisl-Uil hanno realizzato che la deliberazione 1046, tra l’altro – vedi punto nascite – prevede la chiusura dalle 20 alle 8 delle strutture di Pronto Soccorso che non arrivano mediamente a 100 accessi al giorno. E il Mandic si aggira attorno a quel numero, 92-95.

Quindi, per riassumere: l’Usb è il riferimento più attendibile, seguito dalla stampa indipendente mentre a ruota – ma in modalità frenante – troviamo la classe politica meratese, non tutta ovviamente ma quella ora dominante, e per finire, comodamente seduti sul carretto, gli esponenti della triplice sindacale.

Ai quali va comunque il ringraziamento per aver dato forza e ufficialità a una battaglia condotta sinora solo da “ronin” con buona qualifica. Alla fine vale il vecchio adagio meglio tardi che mai.

Ora attendiamo con ansia di conoscere il pensiero di Gallera, con la speranza che, a causa della coperta corta, (fonte Cgi-Cisl-Uil) non sparisca anche il braccino.
Claudio Brambilla
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