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Scritto Mercoledì 24 aprile 2019 alle 09:16

Accadeva 30 anni fa/81 – aprile: chiude l’ussl 14 arriva l’Asl. Don Angelo, raccogliamo fondi per la nuova chiesa di Novate

Col decreto 111 del 25 marzo, si avvia la prima grande riforma sanitaria. Intanto il fondo sanitario nazionale diventa interregionale, per cui toccherà alle regioni gestire e distribuire le risorse finanziarie. Le Unità Socio-Sanitarie Locali sono destinate a sparire sostituite da aziende sanitarie locali, cioè si passa dalle Ussl alle Asl e se ne prevede una nella provincia di Lecco anziché le tre che nel 1989 erano ancora attive, a Merate, Bellano e Lecco. Gli ospedali diventano a loro volta aziende per cui a capo si prevede un direttore generale con uno staff di direzione. Ma la brutta notizia è che vengono introdotti nuovi e più pesanti ticket soprattutto sulle visite specialistiche. Un calcolo dell'epoca fissava in 2,5 miliardi di lire l'anno il maggior costo per i meratesi dovuto all'introduzione dei ticket. Pareri contrastanti ai vertici dell'Usl 14, quella appunto di Merate. Secondo Sandro Cesana, presidente, la riforma presenta molti rischi, tra i quali quello di un declassamento del Mandic all'interno di una sola Azienda Sanitaria Locale. Inoltre Cesana dichiara la propria contrarietà ai nuovi ticket con un semplice esempio: la sanità nazionale costa 60mila miliardi di lire ovvero un milione l'anno per italiano. Ma l'Usl 14 spende 40 miliardi anziché 100 come dovrebbe in base al bacino di 100mila abitanti. Dunque i maggiori ticket andrebbero introdotti laddove la sanità costa molto di più magari offrendo prestazioni più scadenti. Nettamente contrario il consigliere del Comitato di Gestione Mario Oldani, del Pci che teme un declassamento del Mandic a tutto vantaggio del Manzoni di Lecco. Moderatamente ottimista invece Giacomo Molteni del Psi che vede nella figura del direttore generale un passo verso un processo aziendale che, come nel privato, ha un Consiglio di Amministrazione di nomina politica per gli atti di indirizzo e controllo e un manager per la gestione.

Sandro Cesana, Giacomo Molteni, Mario Oldani


Con poche righe sul notiziario parrocchiale don Angelo Cazzaniga annuncia l'avvio della raccolta fondo per costruire la nuova chiesa di Novate. Quella esistente è arroccata sulla collinetta e, raggiungerla, soprattutto per le persone anziane, è una fatica. "Non è una pazzia - scrive don Angelo sul notiziario parrocchiale - ma semplicemente un progetto impegnativo, faticoso, elettrizzante, necessario e realizzabile soltanto con lo sforzo corale, costante e continuo di tutta la comunità parrocchiale e con l'aiuto del Signore, cui niente è impossibile".

Don Angelo Cazzaniga


Un omicidio di mafia riporta l'attenzione sul sequestro durato sette mesi di un giovane imprenditore meratese. Nelle campagne calabresi marito e moglie viaggiano a bordo di una Panda quando vengono circondati da sicari che scaricano le armi nell'abitacolo. L'utilitaria si ribalta ma i sicari non lasciano il luogo dell'agguato prima di aver sparato i colpi di grazia. L'uomo era un pregiudicato cui avevano già ammazzato il fratello tempo prima. Ma, soprattutto, aveva diverse banconote frutto del riscatto pagato dal padre per la liberazione del giovane sequestrato. Il calabrese, in precedenza fermato e arrestato dai carabinieri, non aveva saputo dare spiegazione circa la provenienza di quel denaro. Ma dopo qualche mese era stato rimesso in libertà. Giusto il tempo per finire sotto il piombo dei killer, tagliando così l'unica pista che avrebbe potuto portatori gli inquirenti ai sequestratori.
A Lecco si tiene il congresso del Psi e l'area riformista rappresentata a Roma dal segretario nazionale Bettino Craxi fa il pieno di eletti con l'80% dei voti. Nel direttivo entrano Aldo Castelli di Merate, Giacomo Molteni di Cassago, Lorenza Morea di Barzanò, Angelo Panzeri di Imbersago, Annamaria Festini di Robbiate, Pietro Renna di Monticello, Silvano Clapis di Paderno e Adelio Origo di Verderio. Tocca all'industriale di Osnago Giuseppe Arlati che i giovani (allora) socialisti chiamano "il papà" rappresentare il partito all'assemblea regionale.

Giuseppe Arlati


Sulle strade continua la scia di sangue. Nell'ultima quindicina di aprile di 30 anni fa altri tre morti e un elevato numero di feriti. La conta degli incidenti stradali gravi è impressionante e inarrestabile. Il 26 aprile entra in vigore la legge 11 del 18 marzo 1988 che impone l'uso delle cinture di sicurezza alla guida. Conducente e passeggero seduto sul sedile anteriore di vetture immatricolate dopo il 1° gennaio 1978 hanno l'obbligo di allacciarle prima di avviare il mezzo. L'Italia è quasi all'ultimo posto in Europa ad introdurre l'obbligo delle cinture. Obbligo che viene salutato con soddisfazione dagli addetti ai lavori anche se, per i comandanti dei vigili urbani, tra i quali Marilena Porta di Merate e Carlo Garrisi di Casatenovo, la normativa presenta aspetti di non facile interpretazione.

Marilena Porta e Carlo Garrisi


Una storiaccia di quelle che oggi vengono spesso a galla grazie a una maggiore consapevolezza delle vittime e una migliore attenzione dei media scuote il meratese. Un robbiatese viene arrestato dai carabinieri per violenza continuata e maltrattamenti in famiglia. Rientrando ubriaco a casa secondo l'accusa picchiava moglie e figli e quando la donna si rifiutava erano altre botte e violenze nonostante la difesa dei ragazzi. Il lungo e doloroso calvario si concludeva con la denuncia ai militari che provvedevano su ordine della procura di Lecco a arrestare l'uomo.
In Regione il Partito Comunista, solo nel deserto dell'indifferenza degli altri partiti, presenta una interrogazione a firma Pio Galli e Emilio Russo per chiedere al presidente Giovenzana (di Usmate) a che punto fosse il progetto di costruzione di un nuovo ponte sull'Adda tenuto conto che nel 1983 la regione Lombardia aveva assunto a proprio carico la redazione del progetto di un nuovo ponte d'intesa con le ferrovie dello stato e le province di Bergamo e Como. L'anno successivo la Giunta regionale si era impegnata a guidare tutte le fasi della progettazione esecutiva dell'opera che, secondo i piani, avrebbe dovuto essere realizzata entro il 1989 anno del centenario del San Michele. Ma il 1989 era arrivato senza neppure vedere l'approvazione di un progetto definitivo. Che neanche a trent'anni di distanza esiste.

81/continua
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