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Scritto Mercoledì 24 aprile 2019 alle 08:17

Merate: anomalie elettorali e programmi a elevato tasso di suggestione

L'anomalia di questa tornata elettorale in città non è l'esclusione di Silvia Villa - peraltro prevedibile dopo i cinque anni alla guida di Sei Merate che nei fatti ha visto alternarsi alla carica di capogruppo Alessandro Pozzi e Valeria Marinari - quanto la partecipazione di Andrea Valli alla lista - altra anomalia - guidata dal lecchese Giacomo Zamperini (Fratelli d'Italia) che sfida la maggioranza uscente di Imbersago. Che cosa c'entrerà mai Valli - ma pure Zamperini - con Imbersago non è dato sapere, visto che l'Avvocato e Architetto vive tra Merate e Milano. Ma così è.  
Vien da pensare che l'ex assessore all'urbanistica e poi consigliere di minoranza fino alle dimissioni volontarie per mancanza di tempo - e per consentire il rientro di Andrea Robbiani - punti sulla sconfitta, al contrario di tutti gli altri candidati dell'universo amministrativo conosciuto che invece confidano in una vittoria.
E pensare che da destra e da manca gli era stata proposta persino la candidatura a sindaco o, in alternativa, avesse declinato tale proposta, l'assessorato all'urbanistica a lui tanto caro. Invece ha preferito restare fuori salvo poi sbucare all'improvviso in tuta da sub nel paesino fluviale.
Sia quel che sia, i giochi sono fatti. La fantomatica quarta lista - ipotizzata e auspicata dal nostro collaboratore anonimo - non si è presentata anche se, va detto per dare al collega l'onore delle armi, i setto o otto promotori ne hanno parlato fino a sabato scorso. Ma ormai il tempo scade, due giorni ancora e poi si chiude e si parte con la campagna elettorale vera e propria.
La nostra prima impressione? Nessun sussulto. I due candidati principali, Massimo Panzeri e Aldo Castelli hanno al proprio passivo precedenti sconfitte e chi dei due perderà la sfida del 26 maggio uscirà definitivamente dalla politica cittadina. Anche se è notevole la differenza di età. Entrambi e con loro   Pierluigi Bonfanti del Movimento 5 stelle, hanno dato ampio spazio alla quota rosa, anche se a nostro parere penalizza più le femmine dei maschi.
Vere novità non ce ne sono per quanto ancora non si conoscono i programmi di "Cambia Merate" e M5S. Quello di "PiùProspettiva" - accidenti che fantasia - è un semplice elenco di buone intenzioni ma, diversamente dai programmi elettorali classici, non spiega che cosa si intende fare nei cinque anni, almeno sui temi caldi: via Verdi, Riserva Lago Sartirana, villa Confalonieri, castello Prinetti, ex oratorio e così via. Si guarda alla Merate del 2030, alla città "smart", cioè alla città intelligente che farà pure "in" ma che non ci azzecca con la pulizia di San Rocco e lo sfalcio del canneto (salvo un nuovo algoritmo della classe 5 G).
Non si chiede un elenco di buone intenzioni ma Massimo Panzeri - avendo con sé Casaletto e Procopio - è davvero intenzionato a spendere 3 milioni per la sola riqualificazione di via Verdi? Questo ce lo dovrebbe dire. Prima del voto se possibile. Ha in animo qualche altro importante investimento? Sarebbe buona cosa conoscerlo. Sempre prima del voto.
Auspichiamo che la lista "Cambia Merate" sia un po' più chiara, negli intendimenti programmatici, almeno. E' comprensibile che Panzeri punti tutto sul marchio, oggi vincente, rappresentato dalla Lega, favorito anche dal traino elettorale delle europee, ma i meratesi hanno già dimostrato una capacità selettiva notevole, che rifugge dalla suggestione del marchio di fabbrica.
Dunque Panzeri, Castelli, Bonfanti, illustrateci cinque punti precisi del vostro piano. Quel che volete fare va oltre i simboli. E fa premio anche sulla simpatia/antipatia verso le persone candidate.
Claudio Brambilla
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