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Scritto Martedì 26 aprile 2011 alle 17:40

Provincia: marocchini, affittuari, musulmani (65%), dipendenti a tempo indeterminato. È la fotografia della popolazione straniera

Se la Lombardia negli ultimi dieci anni può vantare il titolo di 'Regione accoglienza', il 12° rapporto sull'immigrazione straniera nella provincia di Lecco mette in luce, per quanto riguarda l'integrazione, come anche il nostro territorio continui a essere tra i primi posti nella classifica lombarda anche per l'anno 2010. Il materiale statistico redatto dalla fondazione Ismu che ha preso in considerazione 26 comuni del territorio e un sub-campione di stranieri di 500 unità, tutti maggiori di 15 anni di età, è stato presentato alla presenza di numerosi studenti delle scuole superiori del capoluogo lecchese.
A presiedere l'incontro l'assessore provinciale ai servizi alla persona e alla famiglia Antonio Conrater, accompagnato da Giancarlo Blangiardo e Alessio Menonna dell'osservatorio regionale per l'integrazione e la multi etnicità (Orim) che confermano il continuo aumento della presenza di stranieri nel nostro territorio, triplicata rispetto al 2001. Stando ai dati aggiornati al mese di luglio dello scorso anno, dalle 10.500 unità del 2001, si arriva a toccare quota 31.100, di cui l'85% rappresentata da persone residenti. Gli irregolari si stimano attorno alle 2.500 unità, mentre i regolari non residenti toccano il 7.5%. Nonostante il flusso in provincia stia aumentando considerevolmente, tanto da aver accresciuto il numero assoluto dei propri immigrati sul proprio territorio, a livello comparativo il lecchese si colloca al terzultimo posto tra le province lombarde, davanti solo a Lodi e Sondrio.
La maggior parte proviene dal Marocco, con 4.950 unità, Romania con 3.710 unità, Albania con 3.610 e Senegal con 2.340 unità; per quanto riguarda i senegalesi, 1 su 8 è irregolare, seguiti dai cittadini della Costa d'Avorio. Confrontando invece le macroaree, l'Est Europa ha il più basso tasso di incidenza di irregolari, 6%, percentuale ben lontana dall' 11% dell'Africa sub-sahariana. Per quanto riguarda i distretti nello specifico, il tasso di irregolarità a Lecco, che accentra tra l'altro il 49% delle presenze complessive in provincia, tocca l'8.6%, contro il 7.6% di Merate e il 7.5% di Bellano. 
La maggior parte sono uomini, circa 33anni l'età media, anche se negli anni si è registrato un decremento a favore delle quote rosa, età media 29 anni, che dal 30% del 2002 hanno raggiunto il 47% nel 2010.  I laureati sono il 12%, almeno 1 su 2 ha conseguito un diploma di scuola secondaria superiore e dell'obbligo mentre il 9% rimane senza  titolo. La religione musulmana rimane quella più professata, raggiungendo un massimo storico del 65% che permette al territorio di raggiungere il primato rispetto alle altre province lombarde. La maggior parte degli immigrati, molti dei quali ormai stanziatisi in provincia da più di 5 anni, con una particolare attenzione per l'Egitto che  registra l'anzianità della presenza più alta (9.9 anni), seguito da Marocco e Romania, lavora a tempo indeterminato. Nonostante il tasso di disoccupazione stia crescendo, 1 su 2 è occupato in modo regolare, soprattutto nel campo dell'industria, mentre le donne, per il 19%, sono impegnate come badanti. In termini di disoccupazione, 1 su 5 è alla ricerca di lavoro, principalmente cittadini del Burkina Faso che raggiungono la percentuale del 35%, mentre sono assenti i senza lavoro tra i romeni. Il capoluogo lecchese si posiziona inoltre al centro della graduatoria per la percentuale di case in affitto con 7 punti di distacco dalla media regionale e per le case di proprietà, con il 24%. Primato anche per quanto concerne le coppie con figli che raggiunge i 4 punti sopra la media regionale posizionandosi al quarto posto nella classifica delle province; 73 invece i coniugati ogni 100 celibi, con un incremento del 61%. Interessanti infine i dati riguardanti i giovani compresi tra i 15 e i 25 anni, suddivisi per fasce di età, e incentrati sulle amicizie, sull'istruzione e sul sentimento di appartenenza.


In generale, quindi, l'indice di integrazione mette in luce come la provincia di Lecco sia al secondo posto assoluto leggermente sotto Lodi, con un incremento registrato all'aumentare dell'anzianità della presenza. Tra i più integrati, gli immigrati laureati e diplomati e quelli di religione sikh, a cui seguono quelli di religione cattolica, ortodossa, induista e mussulmana. Addio quindi allo stereotipo del lecchese chiuso e solitario, che perde il primato lombardo, ma  non fa mancare certo la sua solidarietà: l'indice di integrazione nel territorio raggiunge infatti lo 0.58 in una scala che va da 0 a 1, di poco superiore alla stessa regione Lombardia che si ferma allo 0.56.
Clarissa Colasanti
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