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Scritto Martedì 09 aprile 2019 alle 22:02

Merate: in approvazione il progetto di riqualificare via Verdi. Ma già nel 2018 c’era un’intesa con la provincia da 980mila€

Questa sera il Consiglio comunale di Merate approverà il progetto di fattibilità tecnico-economica di riqualificazione di via Verdi. Si conclude così - almeno per quanto riguarda questa consigliatura - un iter amministrativo che ha viaggiato a una velocità mai vista in passato. Un mese per presentare il progetto redatto dall'ingegner Angelo Valsecchi tecnico della Provincia di Lecco, sottoporlo al parere delle Commissioni competenti - lavori pubblici e bilancio - una variazione contabile di niente meno che 3 milioni assunta l'1 aprile e oggi, 8 aprile, l'approvazione definitiva.

Tanta fretta, francamente, stupisce e non trova giustificazione alcuna dato che l'utilizzo degli avanzi di amministrazione resta tuttora in vigore. Certo, è uso di ciascuna legislatura mettere il "bollino" su una importante opera pubblica. Ma di questo se ne riparlerà durante la campagna elettorale. Dal giorno 12 aprile compreso l'attività consentita è solo di gestione ordinaria. Per cui quella di questa sera è di fatto l'ultima seduta autenticamente operativa.

 

La firma, nel maggio 2018, dell'accordo di programma.
Da sinistra: il consigliere provinciale e comunale Alfredo Casaletto, il presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano,
il sindaco di Merate Andrea Massironi, il vicesindaco Giuseppe Procopio e l’ingegner Giorgio Meroni

 

Ma davvero c'era bisogno di correre tanto?

Non si direbbe dato che dal concorso di idee, dal quale si sarebbe potuto trarre qualche buon suggerimento, mentre a sensazione il progettista ha ignorato gli elaborati degli architetti, sono passati anni. E un anno è trascorso dall'accordo di programma firmato dal comune di Merate, rappresentato dal sindaco Andrea Massironi e dal presidente della Provincia Flavio Polano che ha per titolo proprio "Riqualificazione di viale Verdi dall'innesto sulla strada regionale 342 dir a via Alcide De Gasperi. I presupposti dell'accordo di programma si basano sullo studio del piano urbano del traffico realizzato dall'ingegner Debernardi nel 2006. La terminologia è la medesima: "porta d'ingresso della città". "asse viario con forti dotazioni di servizi di utilizzo collettivo comunale ma anche sovracomunale", "miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative e viabilistiche della via". L'accordo, come si diceva, poggiava anche sugli studi prodotti dal concorso di idee "ViviAmoilViale" bandito dall'amministrazione comunale di Merate nel 2016 i cui esiti sono stati pubblicati nel febbraio del 2017.

La sintesi tratta dall'accordo ricalca esattamente quanto contenuto nel PUT e ripreso pari pari dal progetto che si approva questa sera:

- favorire una più fluida circolazione del traffico non tralasciando di analizzare le implicazioni da e per le strade secondarie nonché gli innesti con il Viale;

- riqualificare le aree di sosta degli autobus presenti lungo la strada;

- perseguire l'obiettivo di una maggiore vivibilità di quartiere con riqualificazione dell'area antistante la scuola d'infanzia e l'area prospicente la via Santa Maria di Loreto dal civico 62 al 67;

- dotare il Viale di percorsi ciclabili per favorire l'accesso in sicurezza alla ciclopedonale diretta alla stazione ferroviaria;

- favorire la riscoperta di spazi verdi pubblici, rivitalizzare con percorsi adeguati anche il parco di villa Confalonieri, migliorare le aree di socialità e di svago.

Dunque a parte la ciclabile che nel progetto di Valsecchi non è stata inserita - eppure l'accordo di programma è stato firmato dallo stesso Sindaco che oggi propone il progetto senza ciclopedonale - il resto è carta carbone.

Con altre due variabili, però tutt'altro che secondarie:

- La prima: non si fa affatto menzione alle rotatorie per cui se ne deduce che valgono le considerazioni espresse nel PUT alle pagine 44 e 45 (Par. "3.8.2 Riqualificare l'asse in modo consono alle sue funzioni": "...i due incroci semaforici, che per la loro funzione strategica a ridosso del centro, ma anche lungo i principali itinerari di accesso est- ovest e nord-sud rappresentano una delle chiavi per la regolazione della circolazione a scala urbana".) che confermavano i semafori perché ritenuti più idonei a regolare i due incroci;

 

- La seconda: il costo dell'intervento è stato indicato in 980mila euro, la medesima cifra sempre iscritta nei bilanci e che avrebbe dovuto essere ricavata dalla vendita di cascina Galli o dalla sua permuta in conto opere da realizzare.

 

Come sappiamo, invece, il nuovo costo è triplicato balzando a 3 milioni. Una parte dovuta all'interramento dei sotto servizi e l'altra, presumibilmente, alla volontà di desemaforizzare gli incroci con le rotatorie la cui spesa è senz'altro superiore a 700mila euro al netto di eventuali azioni di esproprio di aree private.

Anche nell'accordo di programma si parla espressamente dell'esecuzione delle opere in più lotti funzionali e si scalettano i tempi per l'approvazione del preliminare, del progetto definitivo, dello schema di esproprio di aree private fino al progetto esecutivo. Il tutto sotto l'egida - progettazione e indizione gara d'appalto - della provincia di Lecco.

Clicca qui per l'articolo del maggio 2018

Clicca qui per l'accordo di programma

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