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Scritto Lunedì 08 aprile 2019 alle 14:21

Federica Gargantini: da neofita il mio faro è stato Massironi. Mi hanno chiesto di restare ma casa e lavoro hanno prevalso

"Un compito gravoso". "Un passaggio del testimone difficile, molto difficile". Così Federica Gargantini aveva commentato con voce commossa l'ingresso in Giunta con le deleghe della compianta Giuseppina Spezzaferri. Ma nel giro tavolo che di fatto conclude l'attività dell'anno precedente e anche la consigliatura tutti gli intervenuti l'hanno ringraziata e elogiata per il lavoro svolto nel settore della cultura, pari opportunità e politiche di integrazione che fu, appunto di Giusy. Classe '72, una laurea in scienze naturali conseguita nel '98 alla Statale di Milano con 110/110, la specializzazione all'insegnamento nel 2001 e un ricco curriculum di esperienze formative fino al corso di rianimazione cardiopolmonare di base e defibrillazione precoce presso la Croce Bianca nel biennio 2017/2018. Da destra a sinistra passando per l'ipotetica e tardiva quarta lista, tutti l'avrebbero voluta candidare. Ma Federica Gargantini è stata irremovibile. Cinque anni di impegno e sacrificio ma ora si torna, quasi a recuperare il tempo, in famiglia e all'amato insegnamento. Solo queste le ragioni? Non lo sapremo mai. Di certo il tratto prudente le impedisce di andare oltre le ragioni formali.



Dottoressa Gargantini, partiamo dall'inizio: quale è stato il suo atteggiamento verso la pubblica amministrazione prima del 2014? 
"Il bello della vita è vivere secondo le proprie aspirazioni, i desideri, le passioni cercando di realizzare i propri sogni. L'interesse nei confronti della pubblica amministrazione è nata tra i banchi di scuola ma non da studente bensì da docente. Tra le progettualità interdisciplinari ho sostenuto percorsi di avvicinamento alle Istituzioni nell'ottica di favorire il valore della partecipazione democratica nei più giovani (per esempio il consiglio comunale dei ragazzi), ho condiviso con le istituzioni preposte  diversi percorsi in particolare nel campo sociale a sostegno di alunni con fragilità. Da qui il desiderio di avvicinarmi alla vita amministrativa della mia città dapprima indirettamente poi in prima persona candidandomi nelle elezioni comunali del 2014 nella lista civica "Più Merate - Massironi Sindaco".


Si era formata un'opinione sui sindaci che si erano succeduti, diciamo dal 1990, era Mario Gallina, fino alla proposta di Andrea Massironi di entrare nella lista "Più Merate"? 
"La chiamata alle urne inevitabilmente porta ad informarti sulle squadre che vogliono entrare in campo. Certo una cosa è votare un sindaco, l'altra è entrare nella sua squadra per giocare insieme la partita. Ricordo le tante domande fatte a Massironi prima di dire: "Sì, entro in lista!". Scambio di opinioni su varie tematiche di attualità e poi, quando ho capito che avrei potuto entrare nella squadra, altri fiumi di domande per capire a cosa andassi incontro".


Perché la decisione di impegnarsi in prima persona?
"Per vivere e sperimentare quella passione di cui dicevo prima. Fare politica è operare per il bene comune, mettersi al servizio dei cittadini e allora perché non mettermi in gioco su questi valori per me fondamentali?"


E perché in una lista apparentemente civica ma sicuramente di orientamento di centrodestra con personaggi dichiaratamente schierati?
"Il termine "apparentemente "è fuori luogo in quanto la lista "PiùMerate" è una lista civica dove tutte  le decisioni intraprese non ci sono mai state calate dall'alto, i partiti non sono mai entrati. All'interno della nostra lista ci sono anime partitiche diverse ma questo è per me un valore aggiunto. Più volte siamo stati chiamati a votare su temi che toccavano con sensibilità diversa ognuno di noi e ciascuno ha sempre votato secondo la propria coscienza".


Quale bilancio trae oggi di questa esperienza quinquennale?
"Sono convinta che da qualsiasi esperienza si impari, ci si arricchisca, si trasmetta qualcosa di noi agli altri. Se dovessi trarre un bilancio direi che sicuramente questo impegno mi ha fatto crescere dal punto di vista civico - politico; non è facile entrare nella macchina amministrativa comunale e capirne i meccanismi. Il ruolo che ho assunto mi ha permesso di conoscere nuove realtà e tessere nuove conoscenze, mi ha portato soddisfazioni ma anche tante fatiche e rinunce, ha sensibilizzato ulteriormente il mio senso di responsabilità. Lavorare in team, prerequisito per ogni ambito lavorativo, ha consolidato ulteriormente la mia capacità di ascoltare l'altro cercando anche di capire il punto di vista altrui per trovare una risposta per il bene comune".   


A quali colleghi di gruppo si è sentita più vicina come visione politica e sociale?

"Tutte le scelte politiche e sociali, che sono state fatte, hanno visto la condivisione di tutti. E' chiaro che, da neofita, il mio faro è stato Andrea Massironi persona di grande competenza, onestà, disponibilità e presenza costante. Durante questo quinquennio chi non ha notato, fuori dal Comune, una Panda arancio parcheggiata quotidianamente nelle ore più disparate del giorno e della notte?"


Le è stato chiesto di restare nel gruppo?
"Sì".


Perché la scelta di non partecipare a queste elezioni nonostante l'indubbia stima manifestata sia da parte dei colleghi di maggioranza sia da parte di quelli di opposizione, soprattutto di Sei Merate?
"Mi fa piacere della stima generale ma ci tengo a precisare che dal gruppo "Sei Merate" non sono mai stata contattata.  La scelta di non partecipare alle prossime elezioni non l'ho certo presa a cuor leggero ma motivi professionali e familiari mi hanno portata a questa decisione".


Seguirà ancora la vita amministrativa della città o come la gran parte degli ex consiglieri sparirà definitivamente dai radar?
"Come penso sia dovere di tutti i cittadini, continuerò a seguire la vita amministrativa della mia città avendo a cuore il bene comune".


Cosa ne pensa delle pagelle che il consigliere Panzeri ha voluto dare agli assessori?  
"Lunedì sera mi sono divertita: essermi ritrovata dalla parte degli alunni, dopo che da un po' di anni faccio pagelle, è stata una sorpresa. E' chiaro che dal momento in cui si rivestono determinate cariche si è sotto una lente di ingrandimento e si è soggetti a giudizio da tenere in considerazione come spunto per un processo autovalutativo".  
C.B.
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