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Scritto Lunedì 25 aprile 2011 alle 18:27

Il meratese celebra il 25 aprile, ricordando la Liberazione e i suoi caduti. Cortei, Messe, corone di alloro e inni per non dimenticare

La concomitanza con la ricorrenza religiosa di pasquetta non ha di certo giovato alle celebrazioni della festa della Liberazione del 25 aprile che, se già scarse di partecipazione in periodi canonici, si può bene immaginare a cavallo di due giorni interi di festa. Nel meratese ci sono stati anche comuni come Brivio, Calco e Olgiate che hanno deciso di posticipare al 1° maggio il ricordo di questo evento mentre gli altri comuni si sono “allineati” al calendario e  questa mattina dalle 9 in avanti sono iniziati i cortei verso i monumenti, le deposizioni delle corone di alloro con l’omaggio ai caduti, le Sante Messe e il tributo con il suono del silenzio e delle varie melodie patriottiche.


MERATE

Terminata la Messa delle 11.30 il corteo con il gonfalone in testa e le autorità civili e militari ad aprire la parata, ha percorso a ritroso Via Sant’Ambrogio, passando per Piazza della Vittoria fino ad arrivare in Piazza Prinetti.


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Qui i partecipanti hanno attraversato il cannocchiale che collega con il Municipio e davanti alla statua della Vittoria si è celebrato l’omaggio ai caduti. L’Inno di Mameli ha accompagnato la salita dell’enorme tricolore verso la sommità del pennacchio posto nel parco delle Rimembranze mentre il sindaco Andrea Robbiani e capitano dei carabinieri Giorgio Santacroce hanno deposto la corona al cippo dei caduti.



Da sinistra il consigliere Luciano Marsoni, il sindaco Andrea Robbiani, il capitano Giorgio Santacroce, l'assessore Emilio Zanmarchi e il consigliere John Patrick Tomalino

A prendere la parola è stato il sindaco Andrea Robbiani che ha ripercorso brevemente le tappe storiche di questa data, contestualizzando le “battaglie” di allora con i grandi temi, come quello della  costituzione e dei suoi principi e quello del lavoro, di oggi.










AIRUNO

Per  evitare sovrapposizioni con la tradizionale festa dell’Uovo sodo organizzata in occasione della Pasquetta dalla Pro Loco al santuario della Rocchetta, senza però lasciare passare inosservata la ricorrenza della Liberazione ed il ricordo di quanti hanno combattuto per la libertà e la democrazia nel nostro Paese, l'Amministrazione comunale di Airuno ha scelto di celebrare il 25 Aprile in modo semplice ma sentito. Alle 12,30 la Giunta Comunale con il Sindaco Adele Gatti ed un gruppo di ragazzi si è così  trovata presso il monumento dei caduti per deporre una corona di alloro.



Al centro il sindaco Adele Gatti


Questo in attesa di partecipare domenica 1° maggio alla celebrazione ufficiale con i comuni di Brivio, Calco  ed Olgiate Molgora .

ROVAGNATE, PEREGO, SANTA MARIA HOE’

“ […] morti e vivi collo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento chi si chiama ora e sempre Resistenza”. Con queste parole di Piero Calamandrei si chiudeva il manifesto con il programma dei festeggiamenti distribuito dall’Unione dei Comuni della Valletta, le stesse parole che hanno fatto da filo conduttore alla cerimonia svoltasi a Rovagnate per celebrare il 25 aprile.


Quella di oggi, è stata la prima festa della Liberazione senza il comandante Renato Andreoli, partigiano della prima ora, scomparso lo scorso inverno all’età di 87 anni e ricordato nel proprio discorso da Gilberto Tavola, sindaco di Santa Maria che, infrangendo la regola non scritta che voleva che a parlare fosse il primo cittadino del paese ospitante, ha preso la parola in qualità di Presidente dell’Unione.



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Partendo dalla recente proposta di modifica dell’articolo 1 della Costituzione, Tavola ha citato alcuni dei termini più significativi contenuti nei Principi Fondamentali i quali dimostrano “l’attualità mostruosa della Carta Costituzionale voluta da uomini e donne che si sono ritrovati attorno a questi principi”.



Il momento della benedizione

Citando poi un’altra massima di Calamandrei, “la Repubblica è un patto tra uomini liberi e forti”, il Presidente ha anche affermato che “possiamo essere liberi e forti solo grazie a quel processo complicato che è stata la Resistenza, un processo cruento e oscuro che ha ridonato la libertà dopo il ventennio di dominazione fascista”.


Dinanzi a un buon gruppetto di cittadini e con la presenza di diversi rappresentanti di gruppi d’armi e delle tre amministrazioni comunali, è stata poi deposta una corona d’alloro ai piedi del monumento a ricordo di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la Patria.


Impartita la benedizione sui presenti da parte del parroco don Roberto Tagliabue sono infine risuonate nel giardino dell’Istituto scolastico don Piero Pointinger le note dell’inno d’Italia e di Bella Ciao eseguite dal Corpo musicale Giuseppe Verdi di Airuno.


Un rinfresco ha così concluso una mattinata cominciata con la santa messa e il tradizionale corteo con in testa le autorità e gli stendardi delle diverse associazioni.



I sindaci Paola Panzeri, Gilberto Tavola e Marco Panzeri.
Nella foto di destra, don Roberto Tagliabue con il capogruppo degli alpini Carlo Brambilla


LOMAGNA – OSNAGO - CERNUSCO

In questo Lunedì dell’Angelo sono state celebrate diverse ricorrenze durante la Santa Messa delle ore 10.00 nella Parrocchia di Lomagna. In primis, oltre ai consueti riti religiosi di pasquetta, il pensiero è andato a tutte le vittime della seconda guerra mondiale, e poi a Mauro e Liliana che oggi hanno festeggiato i loro 50 anni di matrimonio.


Il pensiero è anche volato ad un fedele scomparso. Alla cerimonia erano presenti diverse autorità, quali il sindaco di Lomagna Stefano Fumagalli, i gruppo alpini e due esponenti delle forze dell’ordine.



Alla messa è seguito alle ore 11.00 un corteo commemorativo al monumento dei caduti, dove il Sindaco è intervenuto con un discorso personale. Alla manifestazione in memoria delle vicende storiche che si conclusero il 25 aprile 1945 hanno preso parte anche alcuni rappresentanti delle associazioni combattenti, dei partiti, delle libere associazioni e il corpo musicale di Osnago-Lomagna.



Primo da sinistra il sindaco Stefano Fumagalli

L’Amministrazione comunale di Osnago ha imbastito intorno alla giornata commemorativa del 25 aprile un programma che coinvolgesse la popolazione, seppure quest’anno la ricorrenza cade proprio nel giorno di pasquetta, quando i cittadini sono solitamente fuori casa.



A sinistra, il sindaco Paolo Strina con il rappresentante del gruppo alpini

Alle ore 9.30 è stata deposta la prima corona commemorativa presso il cippo Casidaghi, luogo di ritrovo dal quale è partito il corteo commemorativo che si è poi diretto verso il cimitero. Al corteo hanno partecipato in numerosi, dai bambini ai giovani che reggevano le bandiere a favore dei diritti umani, alle famiglie e al corpo degli alpini di Osnago. Il corteo è stato accompagnato per tutta la durata della celebrazione dal corpo musicale di Osnago e Lomagna.


Durante il momento di raccoglimento presso la cappella all’interno del cimitero un alpino ha espresso alla comunità il proprio punto di vista riguardo gli avvenimenti precedenti al 25 aprile 1945 e alla considerazione che ne si ha oggi. “I nostri politici vogliono modificare i libri di scuola, dobbiamo opporci per salvaguardare la nostra storia. Cosa vogliono togliere se già non c’è quasi niente? Non dobbiamo dimenticare quello che il 25 aprile è stato, non smettiamo di parlare di una guerra terribile, una delle più atroci perché gli italiani combattevano contro gli stessi compatrioti. Il 25 aprile rappresenta l’Italia e la libertà di tutti noi, dovrebbe insegnare ai giovani a non farsi schiacciare sotto un tacco”.


Il corteo è poi proseguito verso il monumento ai Caduti in Viale Rimembranze, dove è stata deposta dagli alpini la seconda corona. Il sindaco Paolo Strina ha voluto citare gli avvenimenti di questi giorni che hanno tentato di  intaccare il ricordo legato a questa giornata, a Corsico sono stati bruciati gli addobbi, mentre a Roma dei manifesti incitavano a considerare il 25 aprile solo come la giornata di pasquetta.



“L’indifferenza è il cancro che corrode dal dentro la democrazia, l’indifferenza ed il cerchiobottismo sono gli esatti opposti dell’essere un partigiano. Negli anni bui del fascismo sono stati i partigiani a distinguersi ed a prendere una posizione nei confronti di ciò che stava accadendo. Hanno sconfitto la paura e sono riusciti ad agire, la paura è un altro cancro della democrazia”. La giornata è poi proseguita con il pranzo in piazza e la proiezione del film “Gangster” presso il cine-teatro Sironi dell’oratorio.



Simili celebrazioni anche nel Comune di Cernusco Lombardone dove alla Santa Messa è seguito un corteo, guidato dal corpo musicale “Alessandro Pirovano”, verso il monumento ai Caduti, dove le forze dell’ordine e gli alpini hanno deposto due corone commemorative.


Oltre al sindaco Sergio Bagnato che ha voluto ricordare i caduti come persone di esemplare statuto morale, si è parlato a lungo delle vittime di questa guerra grazie a 4 bambini di 5 elementare.



L’intervento è legato ad una recente visita al campo di concentramento a Fossoli, i bambini si sono rivolti alla popolazione esprimendo le loro considerazioni partendo dai racconti degli avvenimenti che hanno contraddistinto la storia dell’Italia più di 60 anni fa.. “Questa giornata ha mantenuto vivo il ricordo della resistenza” ha sottolineato il Sindaco “purtroppo la classe politica di oggi non sarebbe mai in grado di costruire una costituzione come si è fatto allora, oggi i nostri politici sono inadeguati e soprattutto l’errore principale è che non si elegge più ma si nomina”.



Il sindaco Sergio Bagnato tra i rappresentanti delle Forze Armate



PADERNO D’ADDA

“C’è un lungo filo rosso che  lega il Risorgimento alla Resistenza. Dal 1861, con l’unità d’Italia, fino al 1921, pur non senza difficoltà, la democrazia continuò a crescere. Non solo. Se andate a leggere i libri che raccontano le guerre di indipendenza, troverete che i valori dei patrioti e dei garibaldini che lottarono per unire l’Italia, non erano poi così lontani da quelli che, dopo in venticinque ani di fascismo e libertà negate, i padri della Costituzione scrissero in quella carta che, ancora oggi, è tra i documenti più avanzati di tutto il mondo. Difenderemo sempre la Resistenza, la nostra Costituzione e l’Italia unita”.


Questo, in sintesi, il messaggio che Valter Motta, sindaco di Paderno d’Adda, ha lanciato nel breve discorso col quale ha concluso la manifestazione del 25 aprile, Festa della Liberazione. Un incontro che, soprattutto nella seconda parte dopo la messa, ha visto una numerosa partecipazione di cittadini.


Partenza alle 10 da piazza del municipio, il corteo accompagnato dalla banda di Robbiate ha imboccato via  XXV aprile. Attraversato l’intero centro storico, ha poi raggiunto la parrocchiale. “Dobbiamo chiederci quali furono le parole più importanti che il Signore ci ha lasciato – ha detto il parroco don Antonio Caldirola durante l’omelia – ha detto amatevi l’una l’altro, perché siamo tutti fratelli. Oggi è davvero così o siamo anche noi razzisti?”



Il corteo ha ripreso il percorso verso il monumento ai caduti. Dal centro sportivo comunale, i piccoli pattinatori impegnati a rotelle, l’hanno accompagnato nell’ultimo tratto. L’ultimo saluto al monumento che ricorda il sacrificio degli alpini nella tante battaglie che li videro protagonisti.



Il sindaco Valter Motta con alle spalle alcuni membri dell'amministrazione comunale


VERDERIO INFERIORE E SUPERIORE (fotoservizio Luigi Di Domenico)


I comuni e le parrocchie di Verderio Inferiore e Superiore hanno festeggiato la commemorazione del 25 aprile e del Lunedì dell'Angelo con un programma unitario.

 


Alle 10.30 ritrovo presso il municipio di Verderio Superiore, sfilata al monumento ai caduti con la benedizione. La Messa si è tenuta invece a Verderio Inferiore ed è stata seguita dall'omaggio al monumento ai caduti. Al termine della cerimonia il sindaco di Verderio Inferiore, Alessandro Origo, ha tenuto un breve discorso mentre nel pomeriggio in piazza Annoni la popolazione ha potuto assistere alle musiche e ai balli dei saltimbanchi .

 

 

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