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Scritto Giovedì 04 aprile 2019 alle 22:01

Merate: stile, verità e continenza

Questa volta non scriveremo di Massimo Panzeri. Un po' per non annoiare il lettore su storie politiche ormai note che al più fanno sorridere e un po' perché con il lapsus freudiano "Piazza Tamandi" ha risposto a tutte le domande e i dubbi possibili. Semmai ancora ve ne fossero.

Parleremo però di due aspetti che attengono allo stile con cui si deve esercitare il ruolo di amministratore. Uno stile che, ad esempio, dovrebbe indurre i consiglieri direttamente interessati ad un progetto, ad astenersi dal sostenerlo in sede pubblica. Alfredo Casaletto, ad esempio, intervenendo sul progetto di riqualificazione di via Verdi ha più volte citato se stesso come un residente bisognoso di urgenti misure di messa in sicurezza dell'attraversamento stradale. Cosa sacrosanta ma quanti comitati dovrebbero sorgere in città per rispondere alla medesima esigenza? Lo stesso, e forse ancor più, vale per Fabio Tamandi che in via Verdi gestisce ottimamente la panetteria-bar e che sarà beneficiato di un ulteriore intervento migliorativo proprio sul parcheggio antistante l'esercizio. D'accordo votare a favore ma un po' di discrezione non guasterebbe. Per quanto il concetto di conflitto di interesse sia ormai superato.

L'altro aspetto riguarda la veridicità delle affermazioni pronunciate in sede istituzionale. Tamandi e l'assessore Giuseppe Procopio hanno voluto dare una interpretazione di parte al concetto espresso dallo studio del piano urbano del traffico di generica riqualificazione dell'arteria. Sostenendo che non c'è sul testo un parere contrario alle rotatorie. Giusto. Ma c'è il parere favorevole al mantenimento dei semafori. Tanto è vero che, come più volte abbiamo pubblicato - ma evidentemente i due consiglieri di maggioranza non ci hanno badato - sulla mappa ci sono i simboli che indicano un impianto semaforico esattamente dove si trovano i due attuali impianti. Mentre altrove le rotatorie sono bene indicate. Dunque il parere contrario si evince proprio dalla mappa allegata al PUT.

Del resto, prudenza vuole che si rifletta bene, ma bene davvero, su questa scelta. Proprio per la ragione - che però suona uguale e contraria alla conclusione tratta - che la Provincia non ha mai effettuato quegli interventi di ampliamento della SP 54 per favorire un migliore scorrimento da e per i semafori di Cernusco. Tanto che oggi al mattino e comunque nelle ore di punta le colonne di auto in attesa di imboccare le corsie per andare verso nord o verso sud, si snodano per centinaia di metri. Ora, pensiamo a un cittadino di Paderno che deve andare a Lecco. Senza i semafori su via Turati-via Trieste e su via Fratelli Cernuschi-via Cazzaniga molto probabilmente utilizzerà via Verdi per "scavalcare" il doppio semaforo di Cernusco. Col bel risultato che l'arteria di cui si favoleggia la riqualificazione al modico costo di 3,3 milioni - costo che pare aumentare di settimana in settimana anziché diminuire - risulterà ancor più intasata.

A tutto svantaggio dei residenti ai quali l'Amministrazione comunale pensa di fare un grosso regalo di fine legislatura. Per inciso, dimenticando che l'80% della popolazione risiede altrove. Ma non per questo ha meno esigenze e minori diritti. Un esempio su tutti: via Laghetto è ormai diventata la scorciatoia sull'asse nord-sud ma tuttora è poco più che un viottolo asfaltato e privo di tutto.

Le risorse andrebbero distribuite diversamente e con una scala di priorità condivisa, dato che non si spendono "soltanto" 90mila euro per illuminare l'area Cazzaniga (detto sotto voce, uno scandalo, come hanno denunciato i leghisti che ora vanno a braccetto con i proponenti della spesa!)

Qui si intendono investire più di 3 milioni. Si può chiedere una pausa di riflessione? No! Ormai via Verdi Über alles. E come direbbe Francesco Guccini, a culo tutto il resto.

Claudio Brambilla
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