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Scritto Martedì 02 aprile 2019 alle 09:30

Merate: tra Casaletto e Sellitto scontro sulla riqualificazione di viale Verdi. In aula, a consiglio concluso, volano gli stracci


Che per il consigliere Ernesto Sellitto quella di lunedì non sarebbe stata una serata ''semplice'' lo si era intuito sin dall'inizio del consiglio comunale che si è riunito a Merate il 1° di aprile, quando, circondato da alcuni colleghi, in maniera piuttosto plateale ha contestato alcune decisioni prese - presumibilmente all'interno del gruppo - riguardo a degli ''orari assurdi'' e ad una ''commissione''. I malumori dell'ex capogruppo di maggioranza sono via via diventati sempre più evidenti, e sempre più chiari, con il passare dei minuti, arrivando, al termine di un dibattito parecchio acceso che poneva al centro la riqualificazione di Viale Verdi, a scontrarsi apertamente con Alfredo Casaletto, con toni tutt'altro che pacati.

Il consigliere Sellitto con l'assessore Maria Silvia Sesana e il vicesindaco Giuseppe Procopio

Ma d'altronde, il lavoro sporco e fastidioso della minoranza qualcuno lo doveva pur fare in una seduta in cui, tra le altre cose, è passata appunto la maxi variazione di bilancio da 3.674.711 euro (questa), di cui 3 milioni soltanto per Viale Verdi, risultato di un'applicazione massiccia dell'avanzo. Quel qualcuno, vista l'assenza di Andrea Robbiani e con un Massimo Panzeri che da qualche tempo riveste un ruolo più simile a quello di consigliere di maggioranza, di fatto, lunedì sera è stato appunto Sellitto. Il suo primo intervento critico della serata è arrivato dopo la lunga illustrazione del bilancio consuntivo, sembrato in realtà molto di più un rendiconto degli ultimi cinque anni di gestione del Comune, con il quale l'ex capogruppo di maggioranza ha definito ''strana'' la seduta e ''strane'' le posizioni prese dal consigliere Massimo Panzeri, il quale aveva appena finito di dare le pagelle agli assessori provando a muovere alcune critiche sull'attività svolta nell'ultimo lustro dagli assessori. ''E' una serata strana che va verso l'approvazione di un consuntivo in presenza di un enorme 'elefante nella stanza''' ha commentato Sellitto. ''E mi riferisco ai 3 milioni del progetto di Viale Verdi. Trovo assolutamente strano, infatti, che il collega Panzeri, ovviamente spinto dall'assenza del suo compagno di scranno che solitamente è meno diplomatico di lui, si sia lanciato in valutazioni che, posso assicurarvelo, erano largamente prevedibili. Trovo veramente strano che da una parte ci sia questo atteggiamento da parte di una minoranza che fino a ieri tirava di fioretto, ma anche di una maggioranza che accetta tali critiche, mentre un tempo sarebbe saltata sui banchi. Perciò è una serata molto particolare''.

Il consigliere Massimo Panzeri

Sullo sfondo è evidente che il patto stretto da Lega e ''PiùMerate'' con le elezioni all'orizzonte abbia inevitabilmente agito su certi meccanismi interni ed esterni al gruppo di maggioranza.  Ne è stata una riprova la posizione assunta da Sellitto quando è stato il momento di commentare la variazione al bilancio di previsione, con la sostanziosa applicazione di praticamente metà avanzo di amministrazione sull'opera che poco prima aveva definito ''l'elefante nella stanza'' di Panzeri (cioè una questione molto evidente sulla quale il leghista, a detta di Sellitto, aveva preferito non proferire praticamente alcuna parola per non sbilanciarsi su un'operazione che, nel caso in cui sarà lui a vincere le operazioni, dovrà gestire in quasi tutta la fase progettuale), il quale ha tuttavia cercato di scrollarsi di dosso le accuse ribadendo che quel progetto nel 2010 era già sulla sua scrivania da assessore.

Ernesto Sellitto

Alfredo Casaletto

''Nessuno lo nega, questo'' ha replicato Sellitto. ''I miei dubbi riguardano tutt'altro. Questa sera approviamo una scelta politica ed è chiaro che l'idea è quella di migliorare un asse viario importante. Il problema vero è stata la tempistica. Trovo che l'iniziale approccio, con l'affidamento alla provincia della parte progettuale, senza passare da una gara, sia stato il primo peccato originale. Ai tempi, è vero, si poteva fare solo così senza soldi. Trovo quindi che non ci sia stata una valutazione di carattere urbanistico. Oggi infatti impegniamo 3 milioni sul Viale Verdi, ma quello che accadrà in futuro su quell'arteria rimane di fatto un dilemma''.
Sellitto ha quindi rincarato la dose spiegando di temere che, come era successo in passato con l'Area Cazzaniga prima e con il trasferimento del Municipio da Villa Confalonieri all'attuale, Viale Verdi non sarà altro che il tema con cui si monopolizzerà il confronto politico in campagna elettorale. Chi ha replicato a tono al consigliere di ''PiùMerate'' calato nei panni di oppositore, è stato il capogruppo Alfredo Casaletto, dopo che sia il sindaco Andrea Massironi che l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Procopio avevano dato più peso alle dichiarazioni di Valeria Marinari la quale aveva definito il progetto troppo oneroso. ''Trovo che l'analisi del consigliere Sellitto non sia assolutamente fondata'' ha spiegato l'esponente di Forza Italia. ''Dopo tutto la riqualificazione del viale fa parte del PGT. La sua rivisitazione, a mio avviso, è una possibilità da sfruttare. Poi chi verrà dovrà fare le sue valutazioni, al di là di quello che si dirà in campagna elettorale. Ma di sicuro si parlerà di qualcosa di utile che, tengo a sottolineare, avrà un costo non indifferente non solo per le rotonde, ma anche per una vasta rete di sottoservizi, un elemento decisamente innovativo''.

Sellitto ha quindi abbandonato l'aula dicendo di non voler votare il punto e astenendosi anche dal replicare a Casaletto, ''voglio evitare di fare un intervento molto pesante'' ha detto. La variazione al bilancio è quindi passata con l'astensione di Villa e Marinari, con ovviamente il voto favorevole di Panzeri. A consiglio comunale chiuso c'è stato un faccia a faccia tra Sellitto e Casaletto, i quali non se le sono certo mandate a dire. Sellitto, infatti, in una fase piuttosto concitata del diverbio, ha ''ammonito'' il collega dicendogli di non poter fare, a questo punto, il capogruppo di tutti.
Alberto Secci
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